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Filippine: distrutto avorio illegale per 6,5 milioni di dollari

Lo scorso 21 giugno le Filippine hanno proceduto alla distruzione di 5 tonnellate di avorio sequestrato, per un valore di 6,5 milioni di dollari.

Si tratta di un gesto simbolico di estrema importanza, perché le Filippine sono tra i primi Paesi in cui questo prodotto, risultato del bracconaggio spietato nei confronti degli elefanti, viene utilizzato.

Le Filippine, con tutta probabilità, intendono discostarsi dall’immagine di nazione responsabile per il declino rapidissimo ed esponenziale dei pachidermi, ormai rarissimi in tutto il pianeta.

Mundita Lim, direttore del Bureau del Dipartimento dell’Ambiente e delle Risorse Naturali, commenta: “La distruzione del prodotto rappresenta un modo, per le Filippine, di spiegare al resto del mondo la sua assoluta intenzione di non tollerare il commercio illegale di animali, e di denunciare la strage di elefanti”.

Il Bureau PAWB (Protected Areas and Wildlife) ha pertanto provveduto a distruggere tutto l’avorio in suo possesso ad eccezione di 106 pezzi, che verranno rimpatriati in Kenya, e di qualche altro elemento da utilizzarsi a scopi educativi.

Le Filippine sono sia una nazione consumatrice di avorio, prevalentemente per la trasformazione in icone cattoliche, che un territorio di transito di parti di animali tra Africa e Cina. Durante uno dei più recenti meeting del CITES, le Filippine erano state elencate tra quella che viene definita “la banda degli otto” Stati che giocano ruoli significativi nel contrabbando di avorio.

Le nazioni che forniscono il prodotto sono prevalentemente Kenya, Tanzania e Uganda, e quelle in cui l’avorio transita Malesia, Filippine, Thailandia, Vietnam e Cina.

Foto: repertorio (fonte Enough Project-Flickr).

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Un commento

  1. UP UP UP per questo gesto!
    Mai più barbarie!!!

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