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L’associazione UNA denuncia il Comune di Monreale: inadempienze verso un randagio morente

È stato depositato alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Palermo, l’esposto contro il Comune di Monreale. A presentarlo, l’associazione animalista UNA relativamente all’ennesimo episodio di inadempienza delle istituzioni nei confronti di un randagio gravemente ferito e successivamente deceduto.

La denuncia, presentata lo scorso 20 giugno e riferita ad un episodio avvenuto una settimana prima, è chiarissima: l’associazione UNA lamenta il fatto che il Comune di Monreale, responsabile del benessere degli animali vaganti presenti sul suo territorio, non abbia prestato il minimo soccorso ad un cane investito da un’auto e rimasto agonizzante sull’asfalto.

Il cane era stato inizialmente scorto da una cittadina. Il presidente dell’associazione UNA, Giuseppe Lo Vecchio, si era poi recato sul posto constatando le gravissime ferite riportate dall’animale, che aveva la schiena spaccata.

La Polizia Municipale di Monreale, chiamata sul posto da Lo Vecchio, aveva a sua volta cercato di contattare l’ufficio competente dell’area Gestione Territorio, senza alcun risultato.

La cittadina, a quel punto, aveva seguito il consiglio dei vigili e portato il cane presso i locali dell’Acetilene. Qui c’era stata la seconda, amara scoperta: i medici del Distretto 11 dell’ASP6 di Palermo si sarebbero rifiutati di intervenire perché a Monreale non è disponibile un presidio veterinario adeguato.

Il cane morente era stato a questo punto trasportato presso un altro ambulatorio. Qui, gli era stata praticata l’eutanasia. Successivamente, sempre privatamente si è provveduto allo smaltimento del corpo, “nella totale latitanza degli uffici preposti”, spiega Lo Vecchio, “che come sempre nell’ultimo decennio si sono dimostrati omissivi e inadempienti, con il tacito silenzio assenso dell’amministrazione comunale”.

L’associazione UNA chiede ora di “perseguire penalmente i responsabili diretti e indiretti, di cui si richiede la punizione, per l’ennesima volta”.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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5 Commenti

  1. Oltre alla responsabilità civile c’è anche quella penale.
    Ci penserà la procura, io mi auguro, vista la celerità di queste in altri contesti giudiziari (vedi Sirvio Bananoni) a fare chiarezza.
    Purtroppo però continua a mancare una legge a tutela degli animali in questo ex-paese.

    Mi dispiace per il cagnolino e anche per chi ha fatto di tutto per aiutarlo, che ringrazio di cuore.
    Una denuncia mi sembra il minimo!

  2. Marilena Albiero

    Ma per queste persone indifferenti, incivili cosa volete che sia lo sguardo di un animale morente? Magari le loro coscienze si facessero vive ma questi coscienza non hanno , solo il tirare a campare in attesa dello stipendio e del prossimo randagio bisognoso di aiuto.

  3. Ormai lo sappiamo tutti benissimo che se non si interviene in prima persona non si combina un cavolo di niente! E’ brutto a dirsi, non sarà giusto, ma purtroppo è così! Abbiamo letto tante volte di situazioni dove hanno chiamato tizio, caio, sempronio e intanto gli animali che avevano bisogno hanno fatto in tempo a morire.

  4. Auguro con tutto il cuore a chi non ha assistito questa povera creatura agonizzante, il ricordo continuo dello sguardo di preghiera senza fine di questo nobile animale, e che si impicchino dalla disperazione di non riuscire più a reggere lo schifo che da soli si fanno.

  5. Mariuccia Fornasari

    CHE TRISTEZZA, CHE TRISTEZZA, CHE TRISTEZZA… PACE A QUELLA POVERA CREATURA CHE HA CONOSCIUTO L’INDIFFERENZA E LA VIGLIACCHERIA UMANA INSENSIBILE DAVANTI ALLA SUA SOFFERENZA, MA PERCHE’ TANTA UMANITA’ E’ ANCORA COSI’ GREZZA E BUIA.

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