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Savona: Polizia Provinciale ammazza il cinghiale, un anziano rischia l’infarto

Un uomo di 85 anni, cardiopatico, ha rischiato un attacco di cuore per essersi trovato a poca distanza da un cinghiale ammazzato a fucilate dalla Polizia Provinciale.

Il fatto è avvenuto nei pressi di Savona negli scorsi giorni, quando l’animale si è avvicinato all’anziano – non per caricarlo, ma soltanto per nutrirsi del cibo per gatti che aveva disposto.

L‘85enne, infatti, si prende cura di una piccola colonia felina della zona.

“Con quelle esplosioni mi sono preso un grande spavento, e stanotte non sono nemmeno riuscito a dormire”, spiega Mario Lamghetti. “Non so se questo sia il modo di procedere per gli abbattimenti da parte della Polizia Provinciale, ma di certo consulterò il mio avvocato per capire se è possibile denunciare quell’uomo in divisa”.

Il pensionato spiega infatti di non essersi affatto spaventato per la presenza del cinghiale, quanto per il rumore assordante di quell’inaspettata fucilata che lo ha freddato sul colpo.

Il signor Mario racconta che il furgoncino della Polizia Provinciale si era avvicinato vedendolo nutrire i gatti, e che l’uomo a bordo gli aveva chiesto le generalità – dal momento che nutrire gli animali selvatici è proibito da un’ordinanza del sindaco di Savona.

“Mi ha avvertito di non lasciare più cibo. Poi ho visto che andava di corsa al furgone e tornava con un fucile”.

Il poliziotto era corso ad armarsi perché, sfortunatamente, dalla boscaglia era in quel momento emerso un giovane cinghiale attirato dall’odore dei croccantini.

Nonostante l’animale non fosse ostile, come segnalato dal pensionato, è stato subito abbattuto da una fucilata sparata a pochissima distanza dall’uomo e dai gatti della colonia.

“Ha sparato a pochi metri da me, poteva almeno avvisarmi e farmi allontanare. Per questo chiederò consiglio ad un legale”.

La Polizia Provinciale, dal canto suo, giustifica l’abbattimento spiegando che “può essere stato per garantire l’incolumità dell’anziano che stava dando da mangiare ai gatti”. E dei cinghiali dice: “è noto che questi animali possono diventare aggressivi, soprattutto in presenza di cibo e se magari si tratta di una femmina con i suoi cuccioli vicino”.

Di tutt’altro parere ENPA Savona: “Non è vero che gli ungulati si avvicinano alle case per via del cibo dei gatti, che è sempre una razione minima. Piuttosto sono i cacciatori che lasciano tonnellate di cibo nei boschi per rendere più stanziali i branchi e cacciarli meglio. Credo che questa ipocrisia debba essere sfatata una volta per tutte”.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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2 Commenti

  1. Marilena Albiero

    Eccoli questi esseri: una divisa e un fucile in mano e si sentono tutti dei Rambo. Capisco il signor Mario anch’io sarei morta di paura e per che cosa poi? Per un po’ di croccantini? Ma non mi facciano ridere questi emeriti assassini!

  2. Dice bene l’ENPA anche perchè il cibo lasciato per i felini è consumato interamente da questi.

    Per quanto riguarda la grave vicenda, sono vicino al Signor Mario che vuole sentire il parere legale dell’avvocato, credo sia assolutamente giusto oltre che un suo diritto.
    Non si gioca con la vita delle persone, nemmeno con le armi da fuoco!

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