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Luke, il 15enne che salvò la volpe da una violenza di gruppo

La foto in apertura di articolo fa il giro della rete da anni, ma la storia che racconta è di quelle senza tempo e che dovrebbero sempre servire da insegnamento.

L’immagine ritrae una volpe sanguinante, il cui muso è stato sigillato con del nastro adesivo, tra le braccia di un ragazzino. La maglietta del giovane è sporca di sangue, e la sua espressione sconvolta e turbata. Ma le sue braccia sono amorevolmente strette sull’animale, e non sembrano avere alcuna intenzione di lasciarlo andare.

Il ragazzino si chiama Luke Rowles e, nel momento in cui questa foto venne scattata, aveva soltanto 15 anni.

Luke vide un gruppo di uomini in un giardino, mentre prendevano a calci e picchiavano con violenza una volpe dopo averle immobilizzato il muso con qualche giro di nastro adesivo.

Senza pensarci due volte, Luke corse in soccorso dell’animale. Urlò agli uomini di smetterla di tormentarlo, lo prese in braccio e lo portò via.

Liberò la volpe dopo essersi accertato che stava bene.

Da allora in poi, questo giovane eroe ha continuato, assieme al resto della sua famiglia, a dedicare la vita al soccorso degli animali. Lo fa in Bulgaria, dove i Rowles si sono trasferiti dall’Inghilterra per aiutare i cani e i gatti vittime di continue violenze ed incuria.

L’associazione per cui i Rowles lavorano è la Rudozme Street Dog Rescue.

Nella foto: Luke con la volpe salvata tra le braccia (fonte Veganism is the Future-Facebook).

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4 Commenti

  1. Cara MARIUCCIA FORNASARI,

    innanzitutto ti chiedo scusa per tanto ritardo…

    Poi, sì, conosco bene quanta sofferenza c’è dietro gli allevamenti.
    Dalla mia, però, ho la fortuna di vivere in un luogo verde e quasi incontaminato, ove ancora esistono piccole imprese (= leggi “stalle”, come quelle dei contadini di una volta). Le mucche da latte vengono munte come si faceva un tempo, non con i macchinari, ma con le mani.
    Per quanto riguarda le uova, invece, ho la mia vicina che ha alcune ovaiole, libere di razzolare dove gli pare e piace
    e le loro uova me le porta lei, tiepide e freschissime (e buonissime)!

    Un bacio, Mariuccia cara e grazie di Cuore a te!

    Eli

  2. Mariuccia Fornasari

    Cara Eli, questi racconti veri ci fanno stare bene e ci rinforzano per continuare sempre la nostra opera col buon esempio di RISPETTO E COMPASSIONE per ogni creatura. La nostra sensibilità ci spinge a non provocare assolutamente nessuna sofferenza e sfruttamento che è arrivato all’inverosimile. Essere VEGAN è un passo che l’umanità è chiamata a fare e presto o tardi succederà.Anche il latte di queste povere mamme super sfruttate è fonte di tanta sofferenza, appena partorito, il loro piccolo,gli viene portato via subito,il loro latte che per natura è destinato al piccolo,viene munto con macchine che causa tanto dolore. C’è molta documentazione a riguardo e fa veramente tanta pena e chiediamoci se tutto questo è giusto. Ti auguro tanto bene Mariuccia

  3. Un grande tributo questa testimonianza, molto istruttivo.
    Complimenti alla famiglia! Fantastici 😀

  4. Cari amici di A4A,

    all’età di Luke, le mie “amiche” si recavano presso uno stagno, qui vicino, e si divertivano a seviziare le rane, (non è il caso di raccontare il modo in cui lo facevano, lasciandole poi a morire agonizzanti).
    Dicevano di divertirsi un sacco e mi invitavano ad andare con loro. Ovviamente non sono mai andata con loro e le pregavo di non farlo (più)… e – non mi vergogno di dirlo – piangevo disperatamente, impotente di fronte a tanta crudeltà.
    Le mie “amiche” mi prendevano in giro… facendomi sentire ancora più “diversa” di quanto non mi sentissi già. A quei tempi, inoltre, non c’erano Leggi che tutelassero gli animali, né la gente aveva sensibilità sufficiente nei loro confronti… non potevo fare qualcosa per quelle povere creature innocenti. Questo, però, non ha in alcun modo intaccato il mio amore nei confronti dei miei fratelli animali e della natura tutta; ho proseguito, da adulta, a salvare ogni essere vivente (ragni inclusi), che ho incontrato sulla mia strada. Purtroppo, per me e soprattutto per gli animali che non ho mai guardato negli occhi prima che morissero, sono diventata vegetariana tardi, (sono latto-ovo-vegetariana, ma le uova me le dà la mia vicina di casa e le sue bellissime ovaiole razzolano dove vogliono, ed è un vero spettacolo starle a guardare ed anche prenderle in braccio e baciarle… sì, non mi faccio mancare neanche questo 🙂 ).
    Inoltre ho indossato capi in pelle e pelliccia, che poi ho venduto per donare il ricavato della vendita alla signora XXX (omissis il nome), la quale si prende cura di tanti animali, con le sue sole forze, economiche e fisiche.
    Ero stupida, mi eclissavo scioccamente dietro la scempiaggine dell’ “occhio non vede, cuore non duole…”, ma questa non è una giustificazione.
    Non esiste giustificazione nel procurare dolore agli esseri indifesi, direttamente e/o indirettamente.

    Avrei molte altre cose da dire, da raccontare, ma il mio “commento” (più che altro è un modo come un altro di aprire il Cuore), è già tanto lungo, quindi mi fermo qui,

    Con affetto,
    Eli

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