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Viterbo, strage di cani al canile: ammazzati col veleno

I cani non sono più al riparo dagli avvelenatori nemmeno se si trovano in un rifugio. È notizia recente che al canile di Bagnaia, in provincia di Viterbo, quattordici cani sono stati avvelenati in soli dieci giorni. E che sono tutti morti dopo attacchi epilettici e una lunghissima agonia.

L’associazione Amici Animali, che gestisce gratuitamente il cane, ha denunciato la questione alla Procura della Repubblica, dopo che i corpi senza vita di due nuovi cani sono stati trovati pochi giorni fa.

“Mercoledì 15 abbiamo trovato un cane morto, pareva dissanguato”, raccontano i volontari. “Non abbiamo pensato subito che si trattasse di avvelenamento. Nei giorni successivi è stata una tragedia: i cani hanno continuato a morire con attacchi epilettici o emorragie interne, a seconda del veleno usato”.

Alla base degli avvelenamenti potrebbero esserci i dissidi che, da anni, vedono coinvolti Elvia Viglino (che aveva costruito il canile nel 1983 ed era poi diventata presidente dell’ENPA) e Guido Vezzali (cui l’ENPA, dopo aver espulso la Viglino, aveva commissariato i rifugio). Lo stesso Vezzali è stato successivamente assolto dal reato di maltrattamento di animali.

Nel 2007, poi, per il canile era partita la custodia giudiziaria affidata al Comune e la gestione da parte dell’associazione Amici Animali, di cui la Viglino fa parte.

Secondo i volontari, nel corso di questi anni i cani uccisi sono stati circa un centinaio.

“Li ammazzano sempre con fosfuro di zinco, metaldeide e bromadiolone: lo hanno certificato gli esami sulle carcasse nel corso di questi anni. Abbiamo telefonato alla Polizia Locale e al veterinario della AUSL: si sono rimpallati le responsabilità. Hanno detto di chiamare il sindaco, come se fosse facile trovarlo in ufficio la domenica in cui si vota. I politici si ringraziano tra loro per quanto fanno in favore degli animali: qui però non s’è mai visto nessuno”.

Al di là delle prese di posizione sui dissidi tutti umani che condiscono questa vicenda assolutamente paradossale in cui, a prescindere dalla gestione del canile, tutti dovrebbero avere a cuore il benessere dei cani, quel che è cristallino che gli animali sono gli unici a pagarne il prezzo.

Foto: uno dei cani morti in canile (fonte Il Messaggero).

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3 Commenti

  1. io non ho più parole… solo una carrettata di parolacce….

  2. Che cosa orribile, neanche da reclusi possono vivere in pace i cani adesso.

    Per certi è una corsa al potere, indiviosi di non si sa bene cosa. Non gli importa nulla degli animali.

    Se sono anni che continuano questi atti criminali ai danni dei cani, (più di 100 animali morti) mi domando che cosa aspettano a piazzare delle TELECAMERE i responsabili della struttura?

  3. Marilena Albiero

    Ma quanto meschini siamo noi “umani”. Non so niente di questa vicenda di commissariamenti e di maltrattamenti da parte di chi io ho sempre considerato “migliore” visto che parliamo di OIPA e di Volontari. Ma io credo che si dovrebbe davvero mettere da parte le nostre beghe per il benessere di chi diciamo, a parole, di amare e poi sono i soli e unici a pagare appunto per le nostre beghe.

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