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La brutale violenza dell’indifferenza: storia di Osso

“Stavo appena rientrando dal canile di Cassano all’Ionio, in provincia di Cosenza, alle 12 in punto sotto un sole cocente con circa 30 gradi su una strada desolata.

E c’era lui che camminava a stento. Istintivamente sono scesa dall’auto. Mi sono avvicinata a lui e lui si allontanava: non aveva la minima fiducia nell’essere umano.

Mi guardava e con lo sguardo mi diceva “lasciami in pace”.

Intanto le macchine sfrecciavano, non si fermava nessuno. Non mi sono lasciata scoraggiare. Mi sono avvicinata a lui lentamente e l’ho afferrato.

Quando l’ho preso ho pensato: ora mi si spezza tra le mani. Non avevo mai visto nulla di simile prima di allora.

Le ossa avevano forato la pelle, fuoriuscendo, e le mosche lo stavano mangiando vivo. L’ho caricato in macchina e sono scoppiata in un pianto di disperazione, ma ero felice perché sapevo che, per lui, il peggio era passato.

Avevo preso l’appuntamento dal veterinario per le 16,30 e intanto stavo cercando qualcuno che potesse ospitarlo e curarlo come si deve, perché io non avevo né disponibilità di posto né di tempo.

Nel pomeriggio il veterinario ha eseguito i test di leishmania, erilichiosi e rogna demodettica, tutti positivi. Lui era magro da far paura.

Gli abbiamo fatto la prima flebo ma Osso non mangiava né beveva.

Per lui, intanto, mi chiama soltanto una associazione di Napoli. Dalla Calabria, nonostante l’emergenza, non si fa vivo nessuno: tutti spariti. L’unica è Francesca Sorrentino, che mi dice di portargli Osso senza condizioni né riserve.

Osso passa la notte e la mattina, quando vado da lui, mi scodinzola piano piano. È stata un’emozione fortissima.

Io e mio marito lo carichiamo in macchina e lo portiamo dalla cara Francesca, che lo accoglie subito con amore.

Ora Osso è tranquillo. Il suo percorso sarà lungo ma ce la farà: ce la deve fare.

Francesca, per lui, è una super mamma.”

La versione originale ed integrale della storia del salvataggio di Osso si trova in questa pagina.

Chiunque volesse informazioni su Osso o, meglio ancora, offrire il suo supporto a Francesca Sorrentino, può provare a contattarla in Facebook a partire da questo link.

AGGIORNAMENTI 29 AGOSTO 2013: IL MIRACOLO OSSO È STATO COMPIUTO GRAZIE A FRANCESCA SORRENTINO. ECCO IL CANE OGGI (fonte Katia Forciniti su Facebook).

Foto: Osso (fonte Facebook).

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4 Commenti

  1. a piangere non serve a niente bisognerebbe fare a questi “signori” o signore”
    quello che fanno a queste povere creature.scusate se è poco.merde|

  2. lamparelli gioacchino

    sono dei deficienti ed anche per colpa dei propri genitori che non gli hanno inculcato l’amore verso i nostri amici animali

  3. lamparelli gioacchino

    sto piangendo nel vedere la foto di questo povero cane e non mi vergogno di dirlo,come anche non mi vergogno di maledire quei bastardi che hanno ridotto questo essere in queste condizioni e poi non meravigliamoci se qualche cane morde QUALCHE bastardo umano

  4. non posso commentare……o finito le parolacce per questi imbecilli…..poveracci demenziali…..

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