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OIPA: basta disinformazione. Vi raccontiamo chi sono davvero le nutrie

“Myocastor Coypus” detto anche castorino: ecco chi è la nutria. Il 5 aprile si è svolta a Treviso una conferenza sulle nutrie organizzata dall’onorevole Andrea Zanoni (deputato al Parlamento Europeo, membro della commissione ENVI, presidente della LAC e di Paeseambiente).

I relatori della serata sono stati Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale Caccia e Fauna della Lav, Samuele Venturini, Biologo e Castorologo, Michele Pegorer, naturalista e responsabile dell’Oasi Lipu di Ca’ Roman, Andriano Fragano dell’associazione Campagne per gli Animali e Paolo Pizzati del Coordinamento Protezionista Veneto. Invitati anche il Vicesindaco Giancarlo Gentilini e l’Assessore alla Caccia Mirco Lorenzon, che però hanno declinato l’invito.

Vogliamo riportarvi quelli che sono i punti cardine del biologo, castorologo e geozologo Samuele Venturini che ci tiene a precisare alcune cose in merito al alcuni articoli usciti in questi giorni:

1) Le nutrie, come gli altri animali, non si riproducono esponenzialmente ma seguono esclusivamente il limite della capacità portante dell’ambiente. Sono nozioni base di ecologia che capisco non tutti possono avere ma proprio per questo non devono essere divulgate nozioni surreali e che non corrispondono alla realtà.

2) Le nutrie non patoriscono 30 cucciolo all’anno, è matematicamente impossibile. Una nutria adulta può partorire mediamente 4-8 cuccioli all’anno (circa 4 cuccioli per parto mediamente 2 volte all’anno). Occorre tenere conto infatti che le nutrie sono animali che si autoregolano, sono in grado di abortire e assorbire i feti in base alle risorse trofiche presenti nell’ambiente. Le femmine primipare abortiscono spesso mentre il freddo è il loro peggiore nemico. Anche la mortalità infantile è alta. I cuccioli poi sono predati da molti nostri animali. Gli esemplari di 2-3 anni iniziano a diminuire la fertilità e quindi la capacità riproduttiva.

3) Secondo analisi di Istituti Zooprofilattici, in Italia la nutria non rappresenta nessun pericolo igienico-sanitario. Inoltre la stabilità idraulica è compromessa solo dalla scarsa manutenzione dell’uomo sulle proprie infrastrutture. Le nutrie (i gamberi della Louisiana, le volpi, i tassi, ecc.) sono solo una conseguenza della cattiva gestione dei fondi e dei finanziamenti.

4) Si è dimostrato anche scientificamente che gli abbattimenti sono inutili, dispendiosi, anti-etici, anti-ecologici e non risolvono affatto il problema ma anzi lo amplificano. Infatti la pressione venatoria e il disturbo causato dall’uomo con i piani di contenimento senza criterio (e non rispettosi della legge nazionale 157/92) provocano un aumento del numero di nati per parto e un incremento del tasso di immigrazione oltre che un aumento della lunghezza delle tane. Quindi come spesso accade sono sempre le cattive scelte operate dall’uomo a provocare forti e gravi impatti ambientali. I metodi ecologici, funzionali ed efficaci esistono. Per amore della natura, della ricerca (quella vera) e per onestà intellettuale e verso i cittadini. Occorre solo la volontà di applicarli.”.

Comunicato pubblicato su Il Gazzettino del 27 aprile 2013.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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