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L’inferno delle galline ovaiole: l’Italia bacchettata dalla UE per la gabbie troppo strette

Italia e Grecia sono ufficialmente le uniche due nazioni europee a non essersi, in dodici anni, ancora adeguate ai nuovi criteri relativi alle dimensioni delle gabbie delle galline ovaiole.

I due Paesi sono stati pertanto pesantemente redarguiti dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha sottolineato come non abbiano ancora messo al bando le vecchie, microscopiche gabbie in cui le galline d’allevamento intensivo sono costrette a vivere la loro breve, miserabile esistenza prima di finire in mattatoio.

La questione è ancora più vergognosa soprattutto in considerazione del ruolo chiave rappresentato dall’Italia nella produzione di uova.

Bruxelles ha ovviamente sottolineato che l’adeguamento non è stato disposto in un periodo breve, ma in dodici lunghissimi anni e che i mancati provvedimenti presi dal Belpaese e dalla Grecia di fatto danneggiano le nazioni che invece hanno adottato i nuovi criteri.

In particolare, l’Italia avrebbe ritardato a causa della “mancata trasposizione nell’ordinamento italiano dell’impianto sanzionatorio previsto dalla direttiva UE contro gli operatori inadempienti”. In pratica, carta bollata a tonnellate e lentezza istituzionale biblica.

Foto: repertorio (fonte Fotopedia).

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