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Brescia: addio Jerry! Il cane che venne seppellito vivo a Desenzano è morto

Jerry, l’anziano breton che oltre un anno fa sopravvisse miracolosamente dopo essere stato seppellito vivo dal suo proprietario, è morto.

Il cane era stato adottato dalla barista bresciana ventiseienne Sara che, qualche giorno fa, ha così annunciato il decesso del suo adorato amico: “Tutto ciò che mi rimane è un pacchettino con due ciuffetti di pelo chiaro scuro, un guinzaglio, una pettorina rossa, mille foto fatte insieme e 535 giorni circa indimenticabili”.

A spegnere per sempre la vita del breton, i suoi purtroppo famosi problemi cardiaci che, dopo una brutta crisi lo scorso marzo, sembravano essersi placati un poco. Invece no: Jerry è morto, ma serenamente e circondato da una famiglia che l’amava, invece che sotto decine di centimetri di terra e detriti dopo essere stato seppellito vivo dall’anziano cacciatore che lo teneva in un serraglio.

Nell’ottobre del 2011 la vicenda di Jerry aveva commosso l’Italia: il pianto del cane, soffocato da cemento e terriccio, era stato udito da due passanti ed era stata poi la Polizia Municipale di Desenzano del Garda a recuperarlo da sottoterra, scavando a mani nude.

Il proprietario, un cacciatore sessantacinquenne della zona, spergiurò di aver creduto che il cane fosse morto. Le istituzioni gli credettero, la maggior parte degli attivisti no – soprattutto a causa di quel particolare inquietante: Jerry, prima di essere seppellito vivo, era stato bendato. Come se il suo “padrone” non volesse o non riuscisse a guardarlo negli occhi.

Il breton sopravvisse in quella tomba improvvisata per circa quaranta ore prima di essere salvato per il rotto della cuffia.

Dopo mesi di stallo presso il canile di Desenzano e tonnellate di carta bollata, venne finalmente adottato da Sara, una barista dalla quale non si separava mai e con la quale ha trascorso l’ultimo anno e mezzo della sua vita: 535 giorni, appunto.

Sara lo definisce “un essere così dolce” e “un cane straordinario per quello che gli è capitato”, che “credeva che la sua vita fosse finita un anno e mezzo fa”. Invece, la “voglia di vivere” di Jerry “gli aveva dato un’altra occasione”.

Fino a che, lo scorso 23 aprile, il suo cuore stanco e malato – ma sereno – non ha deciso di fermarsi per sempre.

Buon viaggio, Jerry.

Foto: Jerry con Sara (fonte Facebook).

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