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[VIDEO] Attivisti marchiati a fuoco col numero 269. In nome delle vittime di un olocausto silenzioso

A Tel Aviv, tre attivisti per i diritti animali hanno deciso di farsi marchiare in pubblico con il numero “269”, nel tentativo di crear consapevolezza verso le azioni di violenza perpetrate ogni giorno negli allevamenti di tutto il mondo.

Il numero 269, simbolico, è stato scelto perché rappresenta la marchiatura data ad un vitello in particolare. Il cucciolo, nato in un’industria casearia israeliana, era come molti suoi simili destinato al mattatoio, e la sua vita ha rappresentato, in maniera identica, anche quella di milioni di altri vitelli che, dal momento della nascita, vengono separati dalle loro madri, marchiati, spediti ad ingrassare e infine sgozzati.

269 non era speciale, né diverso dai suoi simili, ma fu notato da un gruppo di attivisti che, attraverso di lui, hanno deciso di dare un’identità ai milioni e milioni di individui di altre specie sistematicamente sfruttati, trascurati, uccisi e dimenticati dall’essere umano.

È facile rimanere profondamente toccati dalle storie dei singoli, dalla loro personalità e dalla loro abilità di dimenticare, amare e godere della vita. Allo stesso modo, ci risulta semplice provare orrore quando guardiamo video crudi che mostrano le tante realtà che non vorremmo vedere. Realtà che, per gli animali, rappresentano l’inizio e la fine dell’esistenza – più tutto quello che ci sta in mezzo.

Tuttavia, coloro che portiamo in salvo, e le cui storie raggiungono l’opinione pubblica sono solo pochi fortunati in mezzo a tanti 269: creature senza identità, mute, non riconosciute, parte di un’entità mostruosamente grande di animali che vivono e muoiono nell’ombra.

Le loro personalità, i loro desideri, le loro paure sono altrettanto ignorati e dimenticati, mentre i consumatori continuano imperterriti a contribuire a questo impressionante sfruttamento di massa, confinamento intensivo, mutilazione e macellazione di specie considerate, a torto, a mera “disposizione” dell’uomo.

Il gruppo 269life, promotore dell’iniziativa di Tel Aviv, scrive sul suo sito web: “Questo anonimo vitello sarà ora immortale su ciascuno dei nostri corpi, con la speranza che questo messaggio di solidarietà possa in qualche modo modificare il modo in cui le persone guardano agli animali non umani. Nessuna creatura dovrebbe essere sfruttata per soddisfare i bisogni egoistici e i mutevoli desideri della nostra specie, e questo è il motivo per il quale abbiamo scelto di utilizzare su noi stessi le modalità con cui gli animali vengono trattati nell’industria”.

Già in passato molti altri attivisti avevano manifestato assoluta solidarietà alla causa di 269life facendosi tatuare il numero sul corpo: solo lo scorso primo novembre, durante il World Vegan Day, circa 800 persone in tutto il mondo avevano fatto questa scelta.

Alcuni, ancora più coraggiosi, hanno deciso invece di usare la marchiatura a fuoco destinata agli animali di tutto il mondo, ogni minuto di ogni giorno.

Saremmo in grado di sopportare su noi stessi tutto ciò che infliggiamo agli altri?

Nella foto: 269 durante la sua breve vita e la marchiatura di uno degli attivisti (fonte Care2).

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