Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / Olimpiadi di sangue: la Russia cerca di sterminare i suoi randagi per l’evento

Olimpiadi di sangue: la Russia cerca di sterminare i suoi randagi per l’evento

Le autorità della cittadina russa di Sochi hanno annunciato il piano di sterminare oltre duemila tra cani e gatti randagi prima che abbiano inizio le Olimpiadi Invernali del 2014.

Inevitabile è che le associazioni di difesa degli animali si stiano già muovendo tentando di evitare che, nell’arco di pochi mesi, si consumi una versione in piccola scala di quanto avvenuto nell’Ucraina di Euro2012.

L’amministrazione cittadina di Sochi, intanto, si prepara a sborsare l’equivalente di circa sessantamila euro per “disporre la cattura e la soppressione” di oltre duemila tra cani e gatti nel periodo intercorrente tra il 2013 e il 2015.

Sergei Krivonosov, un rappresentante governativo, ha confermato quella che ritiene una necessità dell’amministrazione cittadina al fine di garantire condizioni di sicurezza ottimali per i turisti che arriveranno in occasione delle Olimpiadi e per migliorare l’immagine della città all’estero.

Difficile, tuttavia, che una strage come questa posta lasciare di Sochi uno splendido ricordo.

Krivonosov ha, peraltro, ammesso che sarebbe molto più etico e compassionevole stanziare fondi per la costruzione di rifugi per gli animali, sostenendo tuttavia che si tratterebbe di una spesa eccessiva.

“È ovvio che non ci dovrebbero essere animali per strada. Abbiamo una responsabilità nei confronti della comunità internazionale”, ha dichiarato il rappresentante governativo. “Uccidere i randagi è semplicemente un modo più rapido per risolvere il problema”.

Krivonosov si è comunque esplicitamente dichiarato contrario al massacro, e anzi ha fatto appello agli attivisti per i diritti animali chiedendo loro di proporre soluzioni più umane in modo che possano essere perlomeno tenute in considerazione.

Nel frattempo gli animalisti russi non stanno con le mani in mano, avendo organizzato soltanto qualche giorno fa un rally in difesa dei randagi.

L’organizzatrice dell’evento, Olga Noskovets, ha spiegato quello che qualunque attivista informato sulla corretta gestione del randagismo sa bene, ossia che la “soluzione finale” è tutt’altro che tale e che dopo i massacri i randagi tornerebbero presto al loro numero iniziale. La Romania e l’Ucraina, ma non solo, lo dimostrano.

“Per un po’ di tempo se ne vedranno meno, ma il problema non sarà risolto”, ha spiegato l’attivista. “Inoltre, se vengono uccisi cani e gatti la popolazione di topi e ratti diventerà ingestibile”.

PETIZIONI DA FIRMARE:

Su The Petition Site

Su Change.org

Ancora su Change.org

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com