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Milano: contro la vivisezione, animalisti incatenati ottengono la liberazione delle cavie

La vicenda degli attivisti per i diritti animali che sabato scorso si sono incatenati al Dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia medica dell’Università Statale di Milano si è conclusa con la liberazione di decine e decine di animali tenuti prigionieri nell’ateneo.

Secondo quanto riportato dal magazine online NelCuore, gli attivisti hanno lottato per ottenere il rilascio dei circa duecento tra conigli, ratti e topi destinati alla vivisezione.

Il Coordinamento Fermare Green Hill, presente alla manifestazione, ha segnalato naturalmente l’arrivo sul posto delle forze dell’ordine nel tentativo di fare desistere dalle loro intenzioni la cinquantina di attivisti che, a partire da mezzogiorno, si sono introdotti all’interno della Facoltà di Farmacologia.

I manifestanti hanno così motivato la loro decisione: “Con questa azione senza precedenti vogliamo documentare le condizioni in cui vivono gli animali e gli esperimenti che su di loro vengono condotti, mostrandoli con fotografie e filmati; dare visibilità al problema vivisezione e ai luoghi in cui viene praticata, dando così un nome anche a chi la pratica; far partire un assedio pacifico dentro e davanti il laboratorio con la richiesta che gli animali vengano liberati e che dal Ministero e dai palazzi della politica cessino le false promesse e si cominci davvero a muovere passi verso l’abolizione della sperimentazione sugli animali”.

Infine, la resa da parte del Dipartimento universitario, dopo dieci ore di occupazione dello stabulario: gli attivisti sono usciti dalla porta principale con l’ottenimento della liberazione degli animali.

Cinque dei manifestanti sono stati identificati dalla Polizia, mentre la direttrice dell’ateneo ha dichiarato che nei prossimi giorni tutte le cavie verranno rilasciate.

Secondo Geapress, si tratterebbe di circa 800 roditori e 17 conigli, almeno uno dei quali sarebbe già stato sistemato in famiglia a causa delle precarie condizioni di salute.

I conigli salvati sono tutti di varietà New Zealand e non hanno mai conosciuto nient’altro che la vita in una gabbia di laboratorio: pertanto dovranno essere gestiti con particolare riguardo tanto a livello fisico che psicologico.

I ratti, alcuni dei quali riporterebbero ferite, sarebbero (perlomeno in parte) della tipologia “nuda”, ossia priva di pelliccia.

Al momento, si cerca per questi animali non soltanto adozione ma anche supporto attraverso la donazione di attrezzatura. In questo senso, sembra che a farsi carico della gestione degli animali fino al raggiungimento di un’adozione sarà l’ottima associazione Vita Da Cani Onlus.

Nel frattempo comunque, i ricercatori (vivisettori) italiani sono scesi in piazza contro gli animalisti al grido di “lasciateci lavorare”: è avvenuto lo scorso weekend in piazza Piola, a Milano, dopo la liberazione delle cavie dello stabulario. Il Giornale pubblica, a tal proposito, un articolo dai toni scandalosamente pro-vivisezione, in cui gli attivisti vengono definiti “fanatici scalmanati” e i ricercatori persone “rigorose e dalla proverbiale pazienza”.

“Se ci fosse un modello animale abbastanza buono per sostituire le persone, non avremmo il 92% del tasso di fallimenti negli studi clinici”. (Prof. Thomas Hartung, direttore del CAAT ed ex direttore dell’ECVAM).

Foto: uno dei piccoli topi nudi liberati (fonte Contro Green Hill su Facebook).

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6 Commenti

  1. Purtroppo non vivendo piu in italia sono venuta a sapere solo ora di quanto sia successo a milano.
    Mi dispiace costatare che ancora il nostro paese sia in preda (nella scienza come in altri settori) della disinformazione. Mi spiace ancora di piu che persone che ignora la realtà della sperimentazione animale si arroghino il diritto di sapere (e agiscano di conseguenza) cosa sia il benessere animale.
    Sono profondamente delusa e sono anche molto dispiaciuta per lo stress a cui sono stati sottoposti questi poveri animali grazie alle mani di questi valorosi benefattori.

  2. Domani se ai ricercatori e sperimentatori, verranno date indicazioni (da chi sopra di loro), di lavorare in vitro o con metodi alternativi, loro lo faranno, e senza tanto chiedersi il perché…
    della serie: “Tu mi dici cosa devo fare, e io lo faccio”
    Odette

  3. Grazie per l’augurio Fabio, lo auguro anche a te di cuore. La morte è la cosa più giusta e naturale che la vita abbia inventato.
    Cmq volevo anche ringraziarti per il bel complimento. Sì, io sono una BESTIA, un vero ANIMALE e me ne vanto… mi offende molto di più essere definita umana.

  4. Il solito troll pagato che arriva puntuale, in mano a gente che la pensa così muoriamo tutti quanti, si vede infatti dove siamo.
    W la Disinformazione!

  5. complimenti per la tua inciviltà, oltre che per la tua totale ignoranza.la vivisezione non salva nessuno, neppure te. ti conviene informarti.

  6. Spero moriate di un malattia sulla quale i ricercatori stavano sperimentando. Siete voi le bestie

  7. La Stampa invece sembrava dalla parte degli animalisti, scrivendo che gli sperimentatori hanno citato i protocolli europei, ed esprimendosi nero su bianco che non si sa quali basi scientifiche abbiano, né dove finisca la sperimentazione e inizi la tortura…
    Si va avanti di certo, questo è stato solo il primo gesto, di molti altri a venire.
    Odette

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