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[MAIL BOMBING] Il metodo della braccata nella caccia alla volpe in provincia di Teramo

Lega Nazionale per la Difesa del Cane Abruzzo: in realtà questi animali verranno uccisi perché si cibano di lepri e fagiani, animali sui quali i cacciatori intendono mantenere l’esclusiva licenza di massacro.

Il metodo della braccata è l’ultima pratica barbara autorizzata dalla Giunta di Teramo su tutto il territorio provinciale. Un “privilegio” concesso ai cacciatori che fino al 15 aprile potranno abbattere le volpi, tra l’altro in un periodo in cui allevano la prole. A quanto pare per i responsabili di questa strage – non certamente “utile” ai fini della tutela della biodiversità come loro affermano – il rispetto della natura e della vita di altri esseri viventi pare sempre più simile a una concessione, data in via eccezionale, soltanto a fronte di qualcosa in cambio.

Il Coordinamento abruzzese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ritiene sia una scelta incivile, inutile e illegittima. Non vi è stata alcuna approvazione da parte dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che per legge è l’unico ente scientifico autorizzato a rilasciare pareri alle amministrazioni locali in merito alle scelte di gestione faunistica. L’ISPRA ha confermato che in questi casi le amministrazioni provinciali non vengono mai autorizzate ad effettuare la caccia alla volpe in territorio libero (ossia in aree non sottoposte a gestione venatoria programmata) in braccata, specialmente in un periodo così delicato come quello riproduttivo.

Secondo la legge 157/92, infatti, i piani di abbattimento sono contemplati solo nel caso in cui, previo parere dell’Ispra, siano stati preventivamente adottati metodi di contenimento ecologici ed incruenti, e l’istituto stesso ne abbia certificato l’inefficacia. Inoltre, sempre stando alla legge 157/92, gli abbattimenti possono essere effettuati – previo possesso della licenza venatoria – dai proprietari o dai conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, dalle guardie comunali, nonché dalla forestale. Tale “compito”, dunque, non spetta ai cacciatori.

In realtà questi animali verranno uccisi per un motivo ben preciso: si cibano di lepri e fagiani, animali sui quali i cacciatori intendono mantenere l’esclusiva licenza di massacro. Chiediamo al Presidente e all’Assessore competente di rendere noti ufficialmente tutti i metodi ecologici e non cruenti, previsti per legge, che la Provincia avrebbe potuto e dovuto utilizzare con conoscenza e coscienza.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane insieme a migliaia di Cittadini italiani chiede all’Amministrazione Provinciale di Teramo di interrompere immediatamente le braccate di caccia alla volpe.

Chi ha a cuore i diritti degli animali può scrivere una mail di protesta per fermare questo ennesimo massacro indirizzandola a:

g.castiglione@provincia.teramo.it, presidenza@provincia.teramo.it, g.dimichele@provincia.teramo.it

Piera Rosati

dir. Ufficio Stampa e Comunicazione

comunicazione.sviluppolndc@gmail.com

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Via Catalani 73, 20131 Milano

cell. 335 7107106

Tel. e Fax 02 26116502

www.legadelcane.org

Comunicato stampa LNDC, 12 aprile 2013.

Foto: repertorio (fonte Geograph).

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