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Vicenza: il miracolo di Ciccio, capriolo tornato alla vita dopo essere stato investito e dilaniato dai cani

La storia di Ciccio rappresenta un vero miracolo, e una delle (purtroppo) poche storie a lieto fine di cui riusciamo a parlare.

Il capriolo, un esemplare giovane, venne investito tre mesi fa su una strada del basso vicentino e, successivamente, dilaniato quasi a morte da alcuni cani.

Fu soltanto grazie alla tempestiva telefonata di un automobilista di passaggio che, per lui, si riuscì a portare a termine un salvataggio del tutto fortunoso.

Come racconta Dorino Stocchero, “è arrivata sul posto una pattuglia che ha provveduto senza indugio a trasportare l’animale in un vicino ambulatorio veterinario, salvandolo da morte sicura”.

Il dottor Massimo Nicolussi è parte dell’equipe veterinaria specializzata che è intervenuta su Ciccio: “Il capriolo, oltre alle ferite dei morsi dei cani, accusava una frattura multipla alla zampa posteriore destra e si è intervenuti con la tecnica dei fissatori esterni. Comunque l’operazione, parecchio delicata, è risultata positiva e la funzionalità dell’arto non ha registrato successivamente particolari problemi”.

Il recupero di Ciccio è durato ben tre mesi, durante i quali per lui si sono aperte le porte di una contrada gestita da una famiglia di cacciatori che si è detta disposta a seguirlo nella sua riabilitazione.

Stefano Boriola, 40 anni, definisce l’esperienza una “occasione preziosa per custodirlo nella vecchia stalla di casa. Ho finalmente conosciuto dal vivo la natura dell’animale, divenuto, col passare dei giorni, quasi un cagnolino affettuoso periodicamente visitato dal veterinario e dal guardiacaccia. Mi sentivo felice portandogli cibo e verdura fresca di mattina e sera”.

Ciccio era intanto divenuto la mascotte dei bambini, che arrivavano dal circondario per osservarlo, passare un po’ di tempo con lui e portandogli cestini di frutta.

Boriola conclude spiegando che Ciccio gli ha insegnato “tante cose importanti e soprattutto il rispetto per tutti gli animali”. Forse, ce lo auguriamo, anche quello più grande di tutti, che consiste nel lasciar loro la possibilità di vivere la loro vita senza cadere sotto i proiettili di uno “sport” che prevede la morte dell’opponente.

Nel frattempo, Ciccio si è completamente ristabilito ed è stato liberato nei suoi boschi, dove speriamo lo attenda una vita lunga e pacifica.

Foto: il momento della liberazione di Ciccio (fonte Il Giornale di Vicenza).

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Un commento

  1. Marilena Albiero

    Lieto fine davvero. Ma la cosa più bella sarebbe che chi ha gestito il capriolo fino alla sua liberazione rinunciasse alla caccia, ma di questo sono molto scettica. Qui nel Vicentino è altissimo il numero dei cacciatori e tutti molto “granitici” nella loro convinzione. Comunque continuo a sperare…

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