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Non c’è pace per le volpi: anche Teramo dà il via alla strage

Non bastava la mattanza programmata delle volpi di Siena, colpite persino in tana, dove i cuccioli appena nati riposano: anche Teramo, ora, dà il via alla strage del predatore.

È con Delibera di Giunta dello scorso 26 marzo che si è, di fatto, autorizzata su tutto il territorio della Provincia la caccia agli animali in un periodo per loro particolarmente delicato, perché fatto di gravidanze e nidiate.

Il WWF parla della decisione come di “una scelta incivile, sostanzialmente inutile e illegittima”, peraltro non preceduta da alcuna valutazione di incidenza e priva dell’approvazione dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – in pratica, all’oscuro dell’ISPRA.

Proprio per questa ragione WWF ne avrebbe contattati i dirigenti, ricevendo conferma dell’impossibilità ad autorizzare le amministrazioni a cacciare la volpe in territorio libero.

Particolare non trascurabile, e particolarmente cruento, riguarda la modalità con cui tale mattanza verrà effettuata, ossia in “braccata”.

“Orde di cacciatori che circondano vaste porzioni di territorio spaventando tutto quello che incontrano, con il rischio di abbattere accidentalmente anche altre specie animali”, commenta WWF.

Luciano di Tizio, presidente WWF Abruzzo, è ancora più preciso nella critica, e commenta che una strage di questa portata non ha alcuna valenza in termini di riequilibrio naturale (presunto, naturalmente), ma è piuttosto finalizzata a favorire la riproduzione e la moltiplicazione di altre prede favorite dai cacciatori, come fagiani e lepri innaturalmente reintrodotti in natura con il solo scopo di morire ammazzati.

Il WWF ha inviato un esposto ai Forestali, nella speranza che si dia un immediato stop alla caccia alla volpe, indispensabile per un ecosistema sano ed equilibrato. Senza l’onnipresente zampino dell’uomo.

Foto: repertorio (fonte Tambako the Jaguar-Flickr).

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2 Commenti

  1. nessuno, ovviamente… 🙁

  2. Ma si preoccupassero di cose serie tipo TERAMO LAVORO!
    Sarebbe interessante conoscere i referti necroscopici degli animali uccisi consegnati allo zooprofilattico se indicano davvero che queste volpi siano affette da rogna sarcoptica come dichiarato ai fini della mattanza.

    P.S.: Con qual criterio la cosiddetta “braccata” stabilirebbe quali animali siano da abattere e quali meno?
    Per criterio intendo riconoscimento inequivocabile da sintomo visibile.

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