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Genova: la disperata (e inutile) fuga di una mucca che non voleva morire

“Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez. di Genova – Gli ultimi momenti della vita di una mucca straordinaria. Anna e la sua fuga disperata da chi la voleva uccidere.

È accaduto tutto così, in una rocambolesca fuga di mezzanotte, una fuga disperata da chi la voleva uccidere, una corsa forsennata nelle alture di Quezzi (quartiere di Genova), tra le ignare case dormienti, un goffo tentativo di mimetizzarsi all’interno di un gregge di pecore, per poi essere raggiunta dai suoi aggressori ed essere freddata, come era già scritto nel suo destino. Non è la solita trama sbiadita di un cop movie seriale e pertanto non è arrivata la squadra degli eroi a salvarla all’ultimo istante, mentre anzi, l’intero apparato pubblico cittadino si è rallegrato dell’operazione così conclusa.

Sono invece gli ultimi momenti della vita di una mucca straordinaria, una che più di molte altre colleghe di specie, ha avuto non solo la percezione netta di quanto le stava per accadere, ma ha saputo reagire al terrore non con immobile rassegnazione, ma mettendo in atto una vera e propria strategia evasiva alla disperata salvaguardia della propria sopravvivenza, ahimè fallendo nell’impresa. C’è da chiedersi dove questa creatura – che appartiene ad una specie dall’intelligenza razionale così limitata rispetto a quella dei suoi aguzzini – abbia attinto gli strumenti fenomenologici per comprendere la sua reale situazione e si potrebbe rispondere forse per una traccia genetica tramandatale per via filogenetica, oppure per una sorta di memoria genetica locale, come accade in tutti i luoghi in cui si sono perpetrati orrori reiterati.

Ma anche senza rispondersi a questa domanda, chi assistendo a questi fatti ieri notte e conoscendone i dettagli, non tanto quelli zootecnici umani, ma quelli esistenziali di lei, di questa mucca che per assonanza psicologica a tante eroine della letteratura vogliamo chiamare Anna, non avrebbe tifato per lei, per sostenerla nella sua paura, incoraggiarla nella sua disperata fuga per la vita e magari aiutarla nascondendola o invocando il sacrosanto diritto alla vita di ogni essere che vive?

E ci sarebbe ancora da dire che Anna meritava di vivere non solo perché era la vita stessa a connotarla come peraltro connota ogni vivente, tanto che la spinta all’autoconservazione è quanto di più connaturato e naturale per ognuno, e il suo ostacolo o peggio, la sua interruzione volontaria il peggiore dei crimini, proprio perché fra tutti il più contro natura, ma meritava la vita, perché in quella sua fuga disperata, in quella folle corsa, con quel gesto forte e vitale, ce lo ha chiesto.

Piera Rosati

dir. Ufficio Stampa e Comunicazione

comunicazione.sviluppolndc@gmail.com

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Via Catalani 73, 20131 Milano

cell. 335 7107106

Tel. e Fax 02 26116502

www.legadelcane.org”.

Comunicato stampa LNDC, 8 aprile 2013.

Foto: repertorio (fonte Compassion in World Farming-Flickr).

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3 Commenti

  1. Onore a te piccola grande eroina dall’anima libera.

  2. Povera Anna.. Sarebbe stato bello se questo uomo di merda che sa solo approfittarsi di tutto e tutti l’avesse lasciata libera! Invece è andata a finire come nel peggiore dei casi, come sempre. Al peggio non c’è mai fine e soprattutto nei confronti degli esseri viventi che sono gli animali, purtroppo sarà sempre così. Le coscienze di questi mostri non cambieranno mai!! Ciao Anna, adesso avrai una vita migliore nell’universo!

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