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Ucraina: la commovente lettera “a cuore aperto” di Andrea Cisternino

“Più di due anni e mezzo di orrore, violenza, pianti, speranze e lotta. Quando ho iniziato non ci speravo, solo e cittadino straniero in terra straniera, ma ci credevo con tutto il cuore.

Ho lavorato tanto in questo territorio ucraino per i volontari di strada che nessuno conosceva, che venivano picchiati. Qualcuno è stato aggredito e hanno tentato di accoltellarlo, ho pianto molto con loro davanti ai cadaveri dei loro amati randagi, davanti ai corpi dei vari Lucy, Rossa, Misha, Piatnisko, Rizhik, Boris, Asa, Mucha, e altre migliaia di vittime randagie compreso il mio Cucciolo.

Oppure da solo, la sera, per tutta la violenza che respiravo, vedevo, toccavo e per i randagi che cercavo di salvare e che invece non ce l’hanno fatta e mentre morivano i loro occhi non avevano odio verso l’umano, io li guardavo spegnersi e mi sentivo in colpa e loro con i loro occhi mi sorridevano, sorridevano a me che facevo parte della razza che li stava massacrando.

Ho creduto e ho lottato, contro anche chi si è dimenticato che queste creature che tutti i giorni venivano massacrate, avvelenate, accoltellate. Animalisti che hanno fatto finta che tutto fosse finito e si sono girati dall’altra parte facendo tornare queste povere creature a morire in silenzio come prima delle mie denunce.

Quante promesse ho sentito in questi anni, tante, troppe, promesse che mi davano speranza ma che davano speranza anche ai randagi ucraini. Ma sono sparite, queste promesse, quando è finito quel maledettissimo Euro 2012 dove i tifosi di calcio giunti in Ucraina e nel mondo impazzivano, gioivano, saltavano, si abbracciavano e lì invece prima c’erano i randagi che giocavano, scodinzolavano, vivevano e madri randagie con i loro cuccioli, che purtroppo per lasciare posto alla gioia degli umani hanno iniziato a urlare di dolore, a morire, a correre non più per giocare ma per non essere uccisi dall’uomo che voleva pulire le città da loro, per fare in modo che non disturbassero la gioia dei loro simili, che non rovinassero il business di UEFA.

Governo ucraino e calciatori delle nazionali di calcio, gente che si è riempita i portafogli e i conti correnti di euro, dollari, grivna, ma anche di sangue, molto sangue innocente di creature che avevano solo un torto grande: essere nate randagie. Questa per l’uomo è una colpa, una grande colpa, ma tanti di questi randagi lo sono diventati perché l’uomo che magari urlava di gioia guardando le partite tempo prima li aveva buttati in strada perché stanco di accudirli, sfamarli o perché erano d’impiccio alle sue vacanze che dovevano essere gioiose come le partite di Euro 2012 .

Prima, quanto si sarebbe potuto fare per queste creature, se persone animaliste si fossero curate ancora di loro e non solo per farsi pubblicità, per raccogliere fondi per pagarsi i loro stipendi oppure semplicemente perché l’animale morto è sempre fonte di guadagno per qualcuno .

In questi tre lunghi anni la mia vita è cambiata molto: ho visto la peggiore violenza dell’uomo su animali indifesi che non hanno avuto scampo se non soccombere, ho conosciuto umani fantastici come i volontari di strada ucraini che non mangiavano loro per fare mangiare i loro cani, ho visto randagi umani che cercavano nei bidoni qualcosa da mangiare e che facevano mangiare prima i loro fratelli animali e li accarezzavano e non li sfruttavano per chiedere l’elemosina, ma convivevano, affrontavano il freddo riscaldandosi insieme attaccati gli uni agli altri, ho visto uno scambio d’amore puro tra uomini e animali .

Ma forse loro che non hanno niente sono ricchi dentro più di noi che pensiamo di essere superiori, loro hanno un sentimento che noi umani fortunati abbiamo perso, loro hanno un cuore, hanno sentimento, hanno poco ma quel poco lo dividono con i loro fratelli animali .

In questa terra ucraina così difficile da vivere e da capire, inaspettatamente ho scoperto che c’è ancora spazio per l’amore per uomini e animali sfortunati: non bisogna essere santi, contro la cattiveria dell’uomo bisogna essere veri uomini e rispettare un valore importante che si chiama Vita, che sia animale o umana.

La vita è un diritto di tutti: se uno nasce ha diritto a vivere la sua vita e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere se deve vivere o morire.

Ora siamo alla stretta finale con i killer di animali ucraini, non si torna più indietro, vada come vada ne è valsa la pena, ci ho creduto e ho lottato e quindi si va avanti come ho sempre detto e come dicono i fratelli del fronte di liberazione animale: fino alla fine.

Purtroppo migliaia di creature non ci sono più, ma salvarne anche solo uno è una vittoria contro i killer di animali, contro la crudeltà umana.

Il responsabile di un’associazione internazionale animalista vedendo le mie foto disse: due randagi morti su 5000 non fanno testo – e io dissi che era sbagliato, anche la loro vita era importante e che altre due vite salvate con gli altri 5000 fanno testo, eccome.

Ora molti dei randagi sterilizzati da loro sono stati uccisi, non mi credettero e ora tutti i soldi che hanno speso sono finiti sotto terra, ecco lo sbaglio delle grosse associazioni animaliste: pensare di avere sempre ragione e non ascoltare mai chi invece lotta per strada.

La cosa che mi rende orgoglioso è che finalmente dopo anni di abusi e violenze gratuite a loro e ai loro cani e gatti i volontari di strada mi hanno creduto e si stanno ribellando, stanno denunciando e sono usciti dall’ombra nella quale anche le autorità li avevano confinati, hanno smesso di avere paura e finalmente mi stanno ascoltando, hanno dovuto sapere che hanno minacciato anche me per dire: ora basta.

Non è finita ancora, bisogna vedere se veramente le autorità ucraine faranno quello che hanno detto o se sarà ancora un fuoco di paglia come sempre, però stavolta non sono più solo siamo veramente tanti qui e ci crediamo.

Ai ragazzi del liceo di Chieti l’altro giorno dissi: se volete portare avanti le vostre lotte fatelo ma non con la violenza, non scendete mai al livello di chi combattete e non rispondete alla violenza con la violenza, spesso puoi fare più male con le parole o con il dialogo perché disorienti chi invece ti provoca, che vuole tu reagisca con altra violenza.

In questi anni di lotta per queste creature ho subito attacchi duri, violenti, pesanti ma sono andato avanti me li sono fatti scivolare addosso: avevo altro a cui pensare che era più importante, la vita dei randagi.

Gli occhi degli animali che stanno morendo non sono pieni di odio per l’umano, sono sempre sereni o terrorizzati oppure si chiedono: perché?

Ma non sono pieni di odio, l’odio e’ un sentimento che appartiene all’animale chiamato uomo.

La vita a volte ti mette di fronte a prove dure perché vuole aiutarti a capire, e io ho capito molto in questi anni in Ucraina, ho capito che anche se sei da solo ma ci credi puoi cambiare le cose, non devi deprimerti per gli insuccessi ma devi guardare oltre, credetemi queste cose ti cambiano dentro e ringrazio questi randagi pelosi e sporchi perché mi hanno cambiato dentro come uomo.

Forse un po’ di cielo azzurro si sta aprendo per creature innocenti che hanno pagato troppo duramente la sete di onnipotenza dell’umano, forse a giorni il cielo ucraino si tingerà di un azzurro luminoso e non più di rosso sangue, io ci spero, ma spero anche che questa brutta storia di animalismo ucraina sia servita e servirà ad aprire molti occhi e per fare che la gente inizi a porsi molte domande.

Andrea Cisternino”.

Vi ricordiamo che Andrea non si appoggia a nessuna associazione animalista, e che va assolutamente supportato nella costruzione del suo “Rifugio Italia”, una struttura che, sul territorio ucraino, è stata pensata per proteggere i cani e i gatti randagi dalle brutali e continue violenze dei dog hunter. Se anche voi volete aiutare Andrea, potete fare una donazione a questa pagina del suo sito web ufficiale.

Grazie.

Foto: i randagi ucraini (fonte Andrea Cisternino su Facebook).

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11 Commenti

  1. A PAOLA SAVANT.

    Cara Paola,
    credo che qui noi tutti “facciamo” e non ci fermiamo
    alle chiacchiere.
    Certo, non ci siamo trasferiti in Ucraina,
    ma i nostri piccoli aiuti a distanza sono i mattoni
    che servono alla costruzione dei FATTI.

    Un abbraccio.
    Eli

  2. è facile dire ” bravo”…anch’io amo gli animali ma tu fai , veramente…ti stimo…

  3. Io non so perchè fanno questo, la prima foto parla chiaramente ed è come un pugno sullo stomaco che non lascia nessuno scampo.
    Questa è solo crudeltà, cattiveria, ma perchè lo fanno?
    Dicono che dopo la rabbia c’è la ragione e si può riuscire a vedere la verità, io continuo a vedere soltanto malvagità e crimini contro gli innocenti.

    I libri di Andrea sono fantastici, acquistateli se non li avete già sono veramente magnifici, e poi la spedizione è immediata!

    Andrea, grandissimo professionista della fotografia, ma soprattutto grandissima persona!
    Grazie! Un abbraccio. 🙂

  4. scaramuzzino michelangelo

    ANDREA, SEGNALA TUTTO QUANTO PUO SERVIRE DALLE COSE PIU SEMPLICI ALLE COSE PIU INDISPENSABILI. LASCIA UN RECAPITO DOVE SI PUO PARTECIPARE
    E FARE PROPRIE LE TUE ISTANZE.

  5. sosteniamo Andrea, le parole non servono ora serve aiuto

  6. Le foto sono davvero angoscianti, ma quello che mi fa incazzare ancora di più e che scrivo ormai da tempo è pensare a quanto hanno intascato le grandi associazioni miliardarie che hanno fatto finta di aiutare Andrea!

  7. ciao Andrea, siamo felici di averti qui! Buona Pasqua anche a te e forza, sempre forza!!

  8. Grazie di Cuore a tutti , grazie e Auguri di una serena Pasqua !!!

  9. Era il 21 Maggio 2012. Piangevo ormai da mesi…
    Nessuno, o quasi nessuno mi credeva.
    Dicevano che erano “bufale”.

    http://elisabettalelli.wordpress.com/2012/05/21/are-you-a-man/

    ***Andrea, fratello caro, a presto.
    Grazie di essere UOMO DAVVERO.

  10. Mariuccia Fornasari

    A te, Andrea, e ai volontari coraggiosi e eroici come sei tu, in prima linea per aiutare, assistere salvare tante creature vittime della più grossa arroganza e ignoranza umana, dal mio cuore mi sento di dire GRAZIE IMMENSAMENTE per tutto quello che fate. Tenete duro, che le cattiverie finiscano.l’umano comprenda finalmente che la VITA VA RISPETTATA

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