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Treviso: i bambini che ammazzano gli anatroccoli a sassate

Quattro anatroccoli che vivevano in una fontana di fronte ad una scuola media di Conegliano, in provincia di Treviso, sono stati ammazzati a sassate.

I sospetti cadono su un gruppetto di ragazzini della scuola, peraltro non nuovo ad episodi di questo tipo: si sarebbe macchiato infatti di una violenza simile anche un anno fa circa.

I corpi senza vita degli anatroccoli sono stati ritrovati dal personale del servizio di manutenzione del Comune, avvisato dagli insegnanti dell’istituto.

Commenta l’onorevole Andrea Zanoni: “È triste pensare che dei ragazzini si divertano togliendo la vita ad animali indifesi. I responsabili devono essere individuati e puniti: hanno commesso un reato e devono capirlo”.

A seguito dell’episodio analogo avvenuto lo scorso anno, in cui alcune anatre erano state massacrate a bastonate, l’amministrazione comunale era arrivata persino ad installare delle telecamere in modo da tenere costantemente monitorata la situazione alla fontana. L’espediente, tuttavia, non ha fermato i bulli e non ha salvato gli animali.

Sebbene non vi siano, al momento, indicazioni precise sulle generalità degli aguzzini, alcuni testimoni avrebbero notato un gruppetto di ragazzi nei pressi del luogo della violenza. Gli stessi bambini sarebbero stati più volte ripresi dai bidelli, che avevano notato l’atteggiamento particolarmente brutale nei confronti degli incolpevoli anatroccoli.

Secondo Zanoni, scuola e famiglie dovrebbero “infliggere provvedimenti che permettano ai ragazzini di capire la gravità del loro gesto. Considerato che siamo di fronte a fatti perseguibili penalmente, questi ragazzi rischiano parecchio. Se sono di un’età inferiore ai 14 anni potrebbero dover affrontare una causa civile promossa da qualche associazione locale, dovendo poi risarcire i cosiddetti danni morali. Se imputabili, invece, ossia con età superiore ai 14 anni, oltre alla causa civile dovranno certamente affrontare il processo per il reato di maltrattamento e uccisione di animali”.

Una delle insegnanti della scuola media commenta: “Sono atti odiosi dietro ai quali bisogna leggere una situazione di disagio psicologico che sfocia in rabbia contro creature inermi. Speriamo con l’aiuto delle famiglie di riuscire a far comprendere ai ragazzi la stupidità di certi atti di bullismo”.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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3 Commenti

  1. Piccoli killer crescono, poi però non ci dobbiamo lamentare se li lasciamo impuniti come sempre e il mondo va male.
    Che squallore.

  2. Perché? 🙁
    E perché certi genitori non sanno più fare questo MESTIERE?

  3. Fossi nei panni dei genitori di questi baby killer mi preoccuperei….

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