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Ischia: la cicogna gravemente ferita dai bracconieri non ce l’ha fatta

Non è riuscita a sopravvivere, la cicogna impallinata alle ali e alle zampe lo scorso marzo da alcuni bracconieri ischitani. Dell’episodio avevamo parlato in maggiore dettaglio in questo articolo.

La notizia della morte dello splendido volatile è stata data nella giornata di ieri. La cicogna è purtroppo spirata alcuni giorni fa, nonostante le cure dell’ospedale veterinario Il Frullone che fin da subito si era presa cura di lei: nel momento in cui è stato abbattuto a fucilate, l’uccello si trovava in volo verso nord dopo essere partita dall’Africa.

Fin da subito le condizioni della cicogna erano apparse particolarmente gravi: i pallini di piombo l’avevano infatti raggiunta ad ali e zampe, provocando gravi fratture al metacarpo sinistro, al radio destro e al tibio tarso destro. In ogni caso, lo staff veterinario de Il Frullone aveva tentato l’impossibile, operando l’animale e sottoponendolo ad alimentazione forzata.

Niente da fare: la tanto sperata ripresa non c’è mai stata, e il volatile è morto.

Secondo quanto trapelato, il ferimento sarebbe avvenuto non dai pallini sparati da un solo fucile, ma da almeno due o tre armi.

Il direttore della LIPU, Danilo Selvaggi, commenta: “La gravità del gesto è l’emblema della diffusa illegalità venatoria ancora presente nel Paese, soprattutto nel periodo della migrazione degli uccelli, e della tranquillità con la quale spesso i bracconieri conducono i propri misfatti”.

Nella fattispecie, i bracconieri protagonisti di questa particolare vicenda avevano cercato di sottrarre la cicogna ferita ad un cittadino che l’aveva immediatamente soccorsa dopo averla vista precipitare al suolo.

Foto: la cicogna ferita (fonte Il Corriere del Mezzogiorno).

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