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[VIDEO] Siena: anche i VIP alzano la voce contro la mattanza delle volpi in tana

 

“Fermate la caccia alla volpe in tana: è crudele e sbagliata”: è il titolo della lettera aperta diretta alla Provincia di Siena e promossa dalla redazione di Restiamo animali, trasmissione settimanale in onda in Toscana su Controradio la domenica alle 12.

La lettera è stata sottoscritta da 25 primi firmatari – fra i quali personaggi come la scienziata Margherita Hack, il biologo Gianni Tamino, il filosofo Luigi Lombardi Vallauri, la scrittrice Susanna Tamaro, lo chef Simone Salvini, il cantante vegan Red Canzian, la conduttrice tv Paola Maugeri, il Garante dei diritti animali del Comune di Milano Valerio Pocar, l’eurodeputato Andrea Zanoni – e invita la Giunta provinciale di Siena a sospendere la sua decisione di consentire la caccia alla volpe in tana a partire dal primo aprile.

La lettera contiene sia motivazioni etiche e civili – “Il cammino della civiltà continua il suo corso e include sempre di più gli animali non umani fra i soggetti portatori di diritti” – sia motivazioni tecniche e scientifiche, grazie alla consulenza offerta da alcuni esperti. Si mette in dubbio che le volpi siano davvero in soprannumero (come sono state censite? con quali metodi?), si fa notare che l’Ispra aveva raccomandato metodi non cruenti e che in qualsiasi caso le operazioni si svolgessero da agosto a gennaio per non nuocere a cuccioli e madri, mentre adesso siamo nel pieno dell’allattamento dei cuccioli. Si fa infine notare come siano proprio i ripopolamenti collegati alla caccia a interferire con l’equilibrio ecologico (anche questo aspetto era indicato nel parere fornito dall’Ispra alla Provincia di Siena).

I firmatari sospettano che “il reale obiettivo” dell’autorizzazione della caccia alla volpe in tana, “sia quello di prolungare il diletto dei cacciatori per qualche mese ancora, a spese di una specie inerme” e invitano la giunta provinciale a compiere “un gesto umano e nobile”,  che avrebbe “pubblico apprezzamento: “Come non capire – scrivono – che ormai le pratiche venatorie sono obsolete e destinate a scomparire, viste come barbare e inaccettabili da parte della sensibilità civile?”

La redazione di Restiamo animali accoglie l’invito dell’assessore alla caccia Anna Maria Betti che chiede agli animalisti “di dare una mano” anziché inviare mail di protesta ed è quindi disponibile a promuovere un servizio civile volontario, a partire dei firmatari dell’appello: cittadini disarmati e amici degli animali possono davvero aiutare a instaurare rapporti non violenti e collaborativi fra le specie e rispetto all’ambiente.

L’appello può essere firmato inviando una mail all’indirizzo restiamoanimali@gmail.com

Sarà diffuso via twitter con l’hashtag #sosvolpi

L’elenco delle adesioni sarà aggiornato sul sito restiamoanimali.wordpress.com, sul quale saranno disponibili anche materiali informativi.

Per informazioni: Camilla Lattanzi 3476717132

IL TESTO DELLA LETTERA E I FIRMATARI

FERMATE LA CACCIA ALLA VOLPE: E’ CRUDELE E SBAGLIATA

Lettera aperta alla GIUNTA della Provincia di Siena, ai suoi funzionari

e a tutti gli organi di stampa locali e nazionali

E’ appena terminata la stagione venatoria 2012-2013, con le sue 118 vittime che ancora insistiamo a chiamare “incidenti”, e veniamo a sapere che la Provincia di Siena dal 1°Aprile 2013 apre la “caccia alla volpe in tana”.

La Volpe, in quanto fauna selvatica, è patrimonio indisponibile dello Stato e tutelata dalla legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 (NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO, G.U.. 25 febbraio 1992, n. 46 – S.O. n. 41) recepita dalla Regione Toscana  con Legge Regionale 03/1994. Tali regolamenti ne vietano la cattura, l’uccisione e la detenzione, pur prevedendo che nel periodo compreso tra la terza domenica di settembre e la fine di gennaio, possa essere oggetto di prelievo venatorio.

Da gennaio in poi la volpe entra nel pieno del periodo riproduttivo e la caccia di tale animale è proibita. La Provincia di Siena però apre la “caccia in tana” proponendola come un “controllo numerico”, ma di caccia si tratta perché in modo nemmeno velato nelle Disposizioni Dirigenziali della Provincia numero 1206 e 1207 del 2012 si parla di “cerca con cani e persone di notte”. Non si tratta dunque di un serio controllo selettivo fatto da postazioni, capanni e punti di foraggiamento predisposti, ma di persone armate che girano di notte a sparare. Siamo completamente fuori dallo spirito della 157/1992 (si spara solo di giorno…non si spara in tana).

Il sospetto è che il reale obiettivo di questa decisione sia quello di prolungare il diletto dei cacciatori per qualche mese ancora, a spese di una specie inerme, nel momento in cui è più indifesa, nel pieno periodo riproduttivo e di svezzamento.

La delibera della Provincia contravviene anche il parere dell’ISPRA che raccomandava “metodi ecologici ,selettivi e incruenti” e solo nel periodo “tra agosto e marzo onde evitare abbattimenti di femmine i cui cuccioli sono ancora strettamente dipendenti”. Alleghiamo il parere dell’ISPRA per opportuna referenza.

Per capire quanto la caccia in tana sia poco “ecologica selettiva e incruenta” guardate il filmato alla fine dell’articolo.

Sappiamo che la caccia è ancora legale nel nostro Paese, ma v’invitiamo a considerare come tutto questo accada a dispetto e nonostante l’80% degli italiani sia del tutto contrario a queste pratiche. Avete visto quale tipo di mobilitazione si è avuta per gli animali oggetto di vivisezione di Greenhill. Anche la vivisezione è consentita dalla legge ma come la caccia è ormai obsoleta e invisa alla popolazione civile. Il cammino della civiltà continua il suo corso e nel suo progredire include sempre di più gli animali non umani tra i soggetti portatori di diritti. Saprete che l’art. 13 del Trattato di Lisbona (2007) dichiara gli animali “esseri senzienti” e che la dichiarazione di Cambridge (2012), firmata dai massimi scienziati al mondo, sostiene che “gli animali non umani hanno una coscienza”.

Fareste un gesto civile e popolare se ripensaste a questa scelta e impediste lo sterminio delle volpi in tana, un gesto redditizio anche dal punto di vista elettorale e comunque dal punto di vista del pubblico apprezzamento. Come non capire che ormai le pratiche venatorie sono obsolete e destinate a scomparire, viste come barbare e inaccettabili da parte della sensibilità civile?

Ci sono due possibilità: scegliere l’inerzia e agire di retroguardia, in attesa che le leggi Europee e Italiane proibiscano del tutto d’imbracciare le carabine per uccidere gli altri animali, oppure anticipare i tempi e farsi pionieri in questo inarrestabile cammino della civiltà, cominciando intanto a fermare la mattanza di queste volpi e dei loro cuccioli. Fareste solo un gesto umano e nobile, di maggior peso proprio in quanto – al momento – facoltativo e anticipatore rispetto a un cambiamento che è già avviato ed è ormai inarrestabile.

Si accusano le volpi di essere in “soprannumero”. Ma le volpi non possono essere in soprannumero in un determinato territorio poiché sono animali solitari, non amano convivere e si spostano cercando spazi dove insediarsi senza concorrenza. Vivono soli sia i soggetti maschili sia quelli femminili, cercandosi solo nella stagione degli amori e frequentando eventuali fonti di cibo in orari diversi (fonte: Félix Rodrìguez de la Fuente). Come molti predatori dunque, il numero delle volpi è controllato dalla pressione sociale, dalle malattie, dalla disponibilità di cibo. La scienza insegna che ogni popolazione animale segue un accrescimento descritto come una curva sigmoide che una volta raggiunto un punto di massima capacità portante si stabilizza.

In base a quale criterio scientifico si può parlare di “soprannumero di volpi” se la capacità portante non è ancora stata raggiunta, o se è stata raggiunta? Per essere seri e credibili bisognerebbe capire rispetto a cosa viene stabilito il sovrannumero. E se una popolazione animale cresce è proprio perché in un determinato territorio è aumentato il suo spazio biologico, è aumentata la sua possibilità di nutrimento. Questa si chiama “ecologia”!

 Perfino il sito della Federcaccia riporta la seguente affermazione:  L’abbattimento d’individui con lo scopo del controllo numerico si è rilevato inutile, mentre risulta efficace il controllo demografico per mezzo del contenimento delle fonti alimentari e del controllo sanitario attraverso vaccinazioni.  Parola di cacciatore (fonte)!.

E’ semmai la caccia a compromettere gli equilibri naturali ed ecologici, creando in modo innaturale territori di “ripopolamento” dove viene fatto aumentare a dismisura e forzatamente il numero di fagiani e lepri, e con essi semmai il numero dei loro predatori, per poi utilizzare il “sovrannumero” come argomento  per ottenere un lasciapassare per lo sterminio. Non c’è nulla di più innaturale di questo. Se si lasciasse fare alla natura, senza interferire, l’equilibrio ecologico verrebbe raggiunto senza spendere un Euro in armi e polvere da sparo!

Qual è poi il metodo di censimento delle volpi a cui si è ricorsi? Dagli studi fatti risulta impossibile contare le volpi in modo accurato se non con spese gigantesche, catture e uso di collari, ma vogliamo sperare che i soldi pubblici non vengano dilapidati a questi fini. Il metodo “economico” – che non ha nulla di accurato e di scientifico – consiste nel contare sia le tane, sia gli escrementi, sia le volpi stesse (come se fossero riconoscibili una per una!), rischiando di triplicare – come minimo –  il loro numero rispetto al reale, dato che escrementi e tana possono coincidere con una stessa volpe già contata, con l’aggravante che le volpi non sono facilmente riconoscibili l’una dall’altra.

Non ci bastano le occupazioni di suolo che abbiamo già realizzato? Vogliamo “controllare” e gestire in modo sconsiderato anche lo scarso territorio selvatico che ci è rimasto?

Si accusano le volpi di causare danni alla fauna e al pollame. Ma come vengono quantificati tali danni? Con quale metodologia? Esiste un dettaglio dei presunti danni che potete esibire a giustificazione di questa carneficina? Tutti sanno che le volpi sono onnivore e che non mangiano lepri e fagiani se non in alcuni brevi periodi, mentre per il resto dell’anno si nutrono di frutta. Esiste – per esempio – uno studio dell’Università di Trieste dal quale emerge che la Volpe non influenza le dinamiche di popolazione della Lepre (vedi Craighero T., 2007. Studio delle relazioni tra le dinamiche di popolazione di Volpe (Vulpes vulpes) e Lepre (Lepus europaeus) nell’ambito della gestione venatoria in Friuli Venezia Giulia. Università degli Studi di Trieste). Piuttosto: la dieta estremamente flessibile della volpe prevede un suo utile contributo nel mantenimento degli equilibri di altre specie come invertebrati (insetti, lombrichi), anfibi, rettili, topi, nutrie, uccelli. Una drastica riduzione delle volpi significa spesso sbilanciare la presenza di altre specie, con effetti sicuramente dannosi a livello di ecosistema.

Gli animali umani sono oggi sette miliardi e saranno dieci miliardi tra breve. Qual è la specie davvero invasiva nel territorio? Non certo le volpi.

Ma oggi potete ancora decidere da che parte stare. E’ sempre più evidente che la lobby dei cacciatori, il cui numero si sta restringendo e la cui età media è in costante aumento, sta facendo pressione per ottenere gli ultimi spazi per esercitare la sua azione violenta e sanguinaria, irrispettosa dei rapporti ecologici naturali. Per fortuna i giovani hanno ripugno per queste pratiche violente, e aumenta con la cultura e la civiltà, il numero delle persone contrarie alla caccia. Crescono gli animalisti, i vegetariani, i vegani e sempre più persone ammettono che gli umani non hanno il diritto di fare strage di altri animali e di interferire così pesantemente nell’equilibrio ecologico naturale. E la vostra scelta sta, paradossalmente, allargando la campagna animalista e la sta nutrendo: messaggi come quello che vi stiamo scrivendo e che circolerà rapidamente in tutto il web, attirerà sempre più simpatie e attenzioni rispetto alla vostra decisione così disturbante e anacronistica.

Per le ragioni di cui sopra vi chiediamo di sospendere l’avvio della caccia alla volpe in tana previsto per il 1° Aprile 2013.

Troviamo incivile far passare l’idea che uccidere un vivente sia non solo normale ma addirittura “consigliabile”. Potete ancora opporvi allo sterminio di animali inermi mediante l’utilizzo di armi e polvere da sparo, non solo per sensibilità verso gli animali ma anche e soprattutto perché l’utilizzo di armi fa sempre emergere la parte brutale e feroce dell’essere umano.

La redazione di Restiamo animali assieme ai seguenti 25 primi firmatari:

Margherita Hack, Trieste, Scienziata

Andrea Zanoni, Treviso, Presidente Lac Veneto, Deputato al Parlamento Europeo

Annamaria Manzoni, Milano, Psicologa e Psicoterapeuta

Annamaria Rivera, Roma, Antropologa, Saggista, Scrittrice

Antonio De Marco, Rieti, biologo, ricercatore, ex membro CITES

Daniela Poggi, Roma, Attrice

Fabrizio Bonetto, Cavour TO, Guardia Faunistico Ambientale Zoofila

Gatto Panceri, Monza, Autore e cantante

Gianfranco Laccone, Roma, Agronomo al Ministero dell’Agricoltura

Gianni Tamino, Padova, Biologo

Giuseppe Fanelli, Avellino, ex Guardia Zoofila, Esperto in fauna esotica e selvatica

Leonardo Caffo, Torino, Dipartimento di Filosofia dell’Universita’ di Torino

Lorenzo Guadagnucci, Firenze, Giornalista

Luciana Baroni, Mirano VE, Medico

Luigi Lombardi Vallauri, Firenze, Filosofo

Marco Verdone, Pisa, Veterinario

Massimo Tettamanti, Varese, Chimico ambientale e criminologo forense

Massimo Terrile, Milano, fondatore del Movimento Antispecista

Paola Maugeri, Catania, Presentatrice e deejay

Red Canzian, Treviso, Cantante e musicista

Renata Balducci, Terni, presidente Associazione vegani italiani

Simone Salvini, chef Organic Academy, Milano

Stefano Cagno, Milano, Medico, Psichiatra

Susanna Tamaro, Orvieto, Scrittrice

Valerio Pocar, Milano, Sociologo e Garante dei Diritti degli Animali al Comune di Milano

Altri firmatari

Angelo Tartabini, Parma, docente di Psicologia Generale e Psicologia evoluzionistica

Anna Romano, S.Casciano Val di Pesa FI, Medico

Arianna De Marco, Rieti, primatologa

Barbara Cavallini, Modena, responsabile progetto scuola ACV Emilia romagna

Cecilia Veracini, Firenze, Antropologa ricercatrice

Christiana Soccini, Tarquinia VT, insegnante e ricercatrice naturalista

Cristina Beretta, Milano, Operatrice artistico-culturale

Elena Baistrocchi, Scandicci FI, Biologa

Elisabetta Longari, Milano, Storica dell’Arte docente all’Accademia di Brera

Enrico Aversa, Milano, Medico Psicoterapeuta, docente Milano Bicocca

Francesca Zintu,  Ornitologa, dott. in Scienze Ambientali, Master gestione aree naturali protette

Franco Libero Manco, presidente Associazione Vegetariana Animalista, Roma

Giacomo Crocchini, titolare azienda agricola

Giovanna Rosi, Piacenza, Insegnante

Giuliana De Marco, Roma, impiegata

Luca A. Borchi, Pavia, scrittore

Marco Celentano, Terni, Ricercatore

Marilena Bogazzi, Presidente Associazione cattolici vegetariani

Michele Turazza, Verona-Siena, Ispettore di Polizia municipale, Giornalista

Riccardo Trespidi, Verona, Medico

Roberta Galli, Brescia, Dog-sitter

Sauro Martella, Terni, Imprenditore

Serena Ruffilli, Presidente LIDA Firenze Onlus – Lega Italiana dei Diritti dell’Animale

Silvia Amodio, Firenze, Giornalista

Silvia Buzzelli, Milano, Professoressa Dip. Sistemi Giuridici Milano Bicocca

Susanna Penco, Genova, Biologa,  Ricercatrice Univ. Genova

Valeria Ramaccioni, Robbiate (LC), Medico Pediatra

Vincenzo Ferri, Tarquinia VT, dottore naturalista, zoologo ed ecologo

Walter Ciardo, S.Casciano Val di Pesa FI, Psichiatra

Partito animalista europeo

Arianna Gambelli, Siena, commessa

Enrico Cassina, Milano, Photoeditor

Andrea Cucini, Colle val d’Elsa Siena, Guardia Ambientale in collab. CRAS locali”

Comunicato Stampa di RestiamoAnimali, 26 marzo 2013.

Foto: repertorio (fonte Thrumyeye-DeviantArt).

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