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[VIDEO DOSSIER] Animal Equality: ecco la verità sulla breve vita degli agnelli pasquali

“Animal Equality svela attraverso fotografie e filmati cosa accade agli agnelli in diversi allevamenti e macelli italiani, per più di un anno attivisti sotto copertura hanno filmato scene mai viste prima. Si tratta di immagini scioccanti e reali di quanto accade a questi cuccioli di appena un mese di vita, uccisi per diventare cibo ‘tradizionale’ sulle tavole degli italiani, anche e soprattutto in questo periodo prossimo alla Pasqua. Le cifre degli agnelli uccisi ogni anno sono spaventose, un autentico massacro, Animal Equality vuole invitare l’opinione pubblica alla riflessione su quanto accade a questi giovanissimi animali: circa 4 milioni gli agnelli uccisi ogni anno in Italia per il consumo umano, tra quelli esportati dall’Est Europa (Romania prima di tutto) e quelli allevati in Italia. Questa cifra è superiore, se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre, che in questo periodo non vengono risparmiati meno degli agnelli. Sono quindi circa 800.000 gli animali uccisi in totale solo in questo periodo.

Animal Equality ha investigato filmando e fotografando, negli allevamenti e macelli italiani, scene di violenza diffuse e non casi isolati. Sono state raccolte immagini di un agnello lasciato morto per giorni all’aperto, in un recinto a contatto con altri agnelli e pecore, costituendo anche un grande rischio di contaminazione per tutti gli altri animali. L’agnello, in avanzato stato di decomposizione, non era evidentemente morto in giornata, bensì da diversi giorni. Gli attivisti hanno ripreso agnelli e pecore lasciati all’aperto rinchiusi per ore in spazi molto ristretti, costretti a calpestarsi per il nervosismo e lo stress. Abbiamo rinvenuto diversi agnelli lasciati senza cure veterinarie, in stato di ipotermia e in condizioni igienico-sanitarie pessime, in alcuni casi prossimi alla morte.

In un allevamento prima del carico sul camion diretto al macello è stata documentata la ‘pesatura’, una pratica ritenuta illegale [1] in cui gli agnelli, terrorizzati vengono legati, issati per i carpi (polsi) e pesati in gruppi. Si tratta di una modalità di contenimento molto dolorosa, che può portare lesioni come strappi muscolari e dei legamenti. Tale posizione è molto innaturale per questi animali e li induce a scalciare, nel tentativo di trovare una postura meno stressante, con conseguente rischio di lesioni più gravi come la lussazione della spalla o la frattura dei carpi. [2]

Negli allevamenti abbiamo raccolto immagini di pecore ammalate, separate dal gregge e in procinto di essere macellate illegalmente, altre affette da mastite e lasciate senza cure veterinarie. Gli addetti e gli allevatori in diversi casi maneggiano gli animali con assoluta noncuranza e con atteggiamento violento, prendendoli per il collo o trascinandoli da terra con veemenza e persino lanciandoli per caricarli sui camion.

Nei macelli la situazione è anche peggiore, in uno di questi, specializzato nella macellazione specifica dell’agnello, gli animali vengono radunati in recinti limitati da grate metalliche, molto stretti. Stressati e spaventati si ammassano l’uno su l’altro urlando e rimangono spesso impigliati nelle grate, ferendosi, nell’attesa di essere uccisi. Nei macelli investigati ed esposti pubblicamente, l’elettronarcosi (l’applicazione di corrente elettrica per stordire l’animale e renderlo incosciente) non viene utilizzata correttamente, è evidente dalle immagini che gli animali non vengono storditi del tutto e al momento dello sgozzamento sono ancora coscienti di cosa gli stia accadendo, scalciano e si dimenano fino alla morte che sopraggiunge per dissanguamento. Alla luce di queste testimonianze raccolte, Animal Equality denuncia pubblicamente all’opinione pubblica la crudeltà inflitta agli agnelli, non di un caso isolato, ma la ripetuta realtà dei fatti. Assieme a quest’indagine viene lanciata una campagna informativa attraverso il sito www.SalvaUnAgnello.com dove si invita l’opinione pubblica a prendere posizione contro queste violenze, impegnandosi a scegliere di non consumare un prodotto come la carne d’agnello, risultato di così tanta sofferenza, chiedendo inoltre concretamente ai supermercati di evitare la vendita di questi prodotti.

[1] Decreto Legislativo n. 146/2001, attuazione della Direttiva 98/58 CE

Art. 2 – comma 1: adottare misure adeguate per garantire il benessere dei propri animali e affinché non vengano loro provocati dolore, sofferenze o lesioni inutili.

[2] Lamb Slaughter Investigation, Italy, 2013 – Dr Adele Lloyd, Vice President – Sentient, The Veterinary Institute for Animal Ethics.

www.SalvaUnAgnello.com/esperti”.

Pubblicato da Animal Equality in data 23 marzo 2013.

Di seguito: il video (che contiene immagini esplicite).

Foto: un agnello destinato al mattatoio (fonte Animal Equality).

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3 Commenti

  1. D’accordissimo con Johnny!
    Voi carnivori, abbiate il coraggio di conoscere!
    Quel che è nel vostro piatto, fatto in pezzi e saporito (per voi…),
    è qualcuno che ha URLATO.
    Ascoltate quell’urlo. Poi mangiatevelo.

  2. Non è possibile accettare un massacro del genere ,una vergogna disumana!!

  3. Questo massacro che tutto è meno che cristiano (per chi è religioso) può essere evitato, è solamente un olocausto nefando e vergognoso.
    Da bambino imparai che gli animali dovevano servirci fino nel piatto, e così è stato per molto tempo, poi ho avuto una sorta di risveglio e ho ripensato alla mia infanzia e alla vista degli animali uccisi per la tavola.
    Ogni qualvolta qualcuno mi chiedeva se volessi “imparare ad uccidere” un animale mi rifiutavo sempre fermamente.
    Solo dopo ho capito che c’era qualcosa che non andava, e che ogni volta che c’era la carne in tavola storcevo il muso. Adesso lo so il perchè.

    Per favore documentatevi e vedete coi vostri occhi che cosa accade a questi animali.
    E’ un delitto senza fine.

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