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Avanti così: proibito il commercio internazionale di pinne di squalo per tre specie

Finalmente (e per la prima volta!) anche i superpredatori dei mari, gli squali, sembrano ricevere un po’ dell’attenzione che meritano.

La scorsa settimana una serie di Paesi – inclusi stati dell’America Latina, dell’Europa, dell’Africa e degli USA – ha presentato alcune proposte a favore di tre specie squali, ormai prelevati a milioni dagli oceani, ogni anno, e in serio pericolo di estinzione: si tratta dello squalo longimanus, dello squalo martello e dello smeriglio.

Tutte e tre queste specie sono pesantemente minacciate dal commercio delle pinne di squalo.

La popolazione degli squali martello è diminuita dell’83% dal 1981 al 2005 nel solo Oceano Atlantico del nordovest, e lo stesso destino sta ora toccando anche alle popolazioni distribuite negli altri mari del mondo.

Anche la quantità di squali smeriglio presenti sul pianeta sta subendo un declino vertiginoso, soprattutto a causa di una pesca serrata e malamente regolamentata. Infine, lo squalo longimanus è attualmente una delle specie in pericolo più serio per via della sua pinna, che costa 85 dollari al chilo.

Nel corso della discussione sulla salvaguardia degli squali, è stato messo in luce come il commercio delle pinne abbia un impatto micidiale sulla sopravvivenza degli animali. Grazie anche al supporto di numerose associazioni ambientaliste internazionali, gli squali sono per la prima volta riusciti ad ottenere due terzi di voti a favore per tutte e tre le proposte. Questo, nella pratica, significa che il longimanus, lo smeriglio e lo squalo martello verranno inseriti nell’Appendice II del CITES, e saranno oggetto di regolazioni strettissime in modo da essere protetti a dovere dal commercio delle loro pinne.

Ci auguriamo che, molto presto, questa protezione potrà estendersi anche alle specie ancora escluse e vulnerabili agli attacchi virulenti dell’essere umano.

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

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Un commento

  1. Mariuccia Fornasari

    anch’io mi auguro fortemente che sia vietata la strage degli squali per le pinne, si rischia davvero la morte degli oceani, uomo, uomo, smettila per piacere di depredare selvaggiamente …

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