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Vittoria: la Tailandia dirà basta al commercio di avorio

È una buona notizia quella che arriva dalla Tailandia dove, nel corso della conferenza mondiale del CITES, è stata annunciata la volontà del Paese di dire basta al commercio di avorio.

La Convenzione sul Commercio Internazionale di flora e fauna in estinzione è un momento particolarmente importante per tirare le somme sulla gravosa problematica del contrabbando di specie protette. Lo stop della Tailandia rappresenta un punto d’arrivo molto importante perché relativo ad un Paese asiatico che, da tempo immemorabile, considera gli oggetti in avorio o l’utilizzo di questa sostanza nella medicina tradizionale come veri status symbol.

Il Primo Ministro tailandese Yingluck Shinawatra ha dichiarato: “Come prossimo passo riformeremo la legislazione nazionale con l’obiettivo di porre fine al commercio dell’avorio e allinearci con le normative internazionali. Questo ci aiuterà a proteggere tutte le specie di elefanti, da quelli africani a quelli tailandesi selvatici o domestici”.

La decisione è stata presa per dare un giro di vite al “drammatico bracconaggio globale che sta causando la strage di decine di migliaia di elefanti ogni anno e che alimenta un’attività criminale internazionale legata al commercio di parti animali, un traffico illegale secondo solo a quello di armi e droga”.

Si tratta di parole di particolare importanza soprattutto in considerazione del fatto che la Tailandia rappresenta il secondo più grande mercato illegale d’avorio dopo la Cina, con quasi una settantina di venditori regolarmente autorizzati e oltre 250 negozi sul territorio.

WWF è soddisfatto ma chiede date e scadenze precise. Nelle parole di Massimiliano Rocco, responsabile Specie, Traffic e Foreste di WWF Italia, “ora il Primo Ministro deve fornire scadenze precise per questo divieto e garantire che venga attuato con urgenza, perché la strage degli elefanti continua. E anche il resto del mondo deve fare la propria parte, a partire dai Paesi consumatori come l’Italia: siamo tra i più importanti mercati al mondo per prodotti come il legname tropicale e le pelli di rettile, e questo attira i commercianti illegali”.

Foto: repertorio (fonte Sarahemcc-Flickr).

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Un commento

  1. Mi fa piacere sentire notizie di buone intenzioni, ma in tutta franchezza paesi come la Tailandia, il Vietnam, la Cina ecc..eccezion fatta per quelle poche brave persone che capiscono qualcosa a mio dire sono e saranno sempre irrecuperabili.
    Spero con tutto il cuore che qualcosa cambi anche perchè gli elefanti sono tra i miei animali favoriti 🙂
    Perdonate la polemica, e soprattutto la sincerità.

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