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Cina: nonostante gli accordi, il governo sostiene il commercio di parti di tigre

Brutte notizie dalla Cina che, nonostante l’adesione alle iniziative globali finalizzate alla protezione delle tigri, di fatto autorizza il commercio delle loro pelli.

Secondo gli accordi, il colosso asiatico dovrebbe essere una delle nazioni impegnate a proteggere i superpredatori e a raddoppiare la loro popolazione entro il prossimo 2022.

Incredibilmente, però (non tanto da un punto di vista culturale, quanto piuttosto legislativo), alleva esemplari in cattività per poi scuoiarli e rivendere le pelli come arredi di lusso.

Inutile precisare come questa insana e totalmente non etica strategia incentivi pesantemente il bracconaggio dei felini liberi, finalizzato alla produzione di pelli più economiche e dunque più facilmente vendibili.

Tigri come animali da pelliccia, quindi, non dissimili dai milioni di poveri visoni e volpi (per citare solo due tra le specie di cui l’uomo abusa per questa finalità) rinchiusi nelle “fabbriche di pelli” di tutto il mondo.

A dare l’allarme in merito al comportamento sconsiderato della Cina è stata la EIA, l’Environmental Investigation Agency, attraverso un nuovo report pubblicato sul suo sito.

Non solo: dalle tigri non verrebbero soltanto prelevate le pelli. Anche le loro ossa sarebbero utilizzate per la produzione di specifici “tonici” e liquori.

Foto: repertorio (fonte Gopal Venkatesan-Flickr).

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Un commento

  1. Non possono pensare veramente che il paese che ormai detiene le palle dell’intero pianeta si impegni su cose di cui non gli frega assolutamente niente, cose che gli portano addirittura reddito. La merdossisima cina sta devastando il mondo intero con la sua smaccata arroganza e la sua totale mancanza di scrupoli verso l’ambiente e gli animali. O prendono provvedimenti seri, con boicottaggi e innalzamento delle tasse sui prodotti made in cina in modo che le aziende occidentali li lascino a crepare di fame o questi ci stritoleranno e si porteranno appresso l’intero pianeta.

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