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Caccia alle balene resa difficoltosa da Sea Sheperd, ma il Giappone non molla

Il successo dell’Operazione Tolleranza Zero portata avanti da Sea Sheperd nell’ambito dell’attuale caccia alle balene è indiscutibile, eppure il Giappone si rifiuta di gettare la spugna.

Il governo del Sol Levante ha infatti rispedito al mittente le voci che vorrebbero la caccia finita per questa stagione a causa degli impedimenti causati dalle flotte di Sea Sheperd.

D’altro canto, l’associazione ambientalista dichiara che settimana scorsa due delle sue navi, la Steve Irwin e la Bob Barker, sarebbero state pesantemente speronate dal mattatoio galleggiante Nisshin Maru e che un altro vascello giapponese di scorta alla baleniera avrebbe aperto le proprie pompe dell’acqua contro gli attivisti.

Bob Brown, direttore di Sea Sheperd, spiega che le autorità sarebbero state immediatamente allertate in merito all’episodio di violenza e che si attende un’azione immediata contro ciò che definisce “falle multiple in una legge internazionale”. Brown ha aggiunto che quanto accaduto la scorsa settimana rappresenta l’incidente più grave dal pesantissimo confronto con i balenieri avvenuto nel 2010, che si concluse con l’affondamento della Andy Gil.

“Sono letteralmente passati sopra la Bob Barker”, racconta il Capitano Paul Watson, “Sembrava di vedere un carroarmato che schiacciava una macchina”.

“Ciò che vediamo e abbiamo visto fare al Giappone nell’oceano, anno dopo anno, è assolutamente disgustoso. Non esistono altre parole per descriverlo. Ora, come governo tutto questo verrà portato in corte”, continua Watson, riferendosi al reclamo depositato il mese scorso dal governo australiano nei confronti di quello giapponese dopo che la baleniera Shonan Maru 2 era penetrata nell’esclusiva zona dell’Isola Macquarie, letteralmente “tallonando” la Bob Barker.

Tuttavia, questa volta il Primo Ministro australiano Julia Gillard si è rifiutato di intervenire contro le baleniere inviando navi a supporto di Sea Sheperd.

Nel frattempo l’ICR (Institute of Cetacean Research) ha annunciato uno stop temporaneo alle sue “operazioni scientifiche” (ovvero alla mattanza delle balene) ma non ha confermato il termine, prima del tempo, della caccia: anzi, ha ribadito che il Giappone ha davanti a sé ancora 20 giorni per cacciare i cetacei.

Sea Sheperd è di un altro parere: “Nella nostra esperienza, in questa fase dell’estate australiana, con i giorni che diventano sempre più corti e il vento sempre più forte, cacciare le balene presto non sarà più possibile per le navi assassine giapponesi”.

Fino ad ora, grazie all’intervento delle navi dell’associazione, soltanto dodici balene sono state uccise.

Una vittoria quasi perfetta se si pensa che Sea Sheperd aveva in programma, con la sua Operation Zero Tolerance, di mandare a casa i mattatoi galleggianti senza vittime.

Foto: una delle navi di Sea Sheperd (fonte HogaVII-Flickr).

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Un commento

  1. Mariuccia Fornasari

    BRAVISSIMI GUERRIERI… AVANTI TUTTAAAAAA!!!!! GRAZIE, STATE SALVANDO LA VITA NEI MARI,, UNA FORZA SPECIALE VI GUIDI SEMPRE!!! IL VOSTRO CORAGGIO E’ STRAORDINARIO, TORNATE A CASA CON TANTI SUCCESSI!!!

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