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Biserno: la vita della cerva Belinda vale 207 euro (di multa)

È stato infine multato dalla Guardia Forestale il cacciatore che, alcuni giorni fa, ha ucciso a fucilate la cerva domestica Belinda, simbolo del paese di Biserno.

Della vicenda avevamo parlato più in dettaglio in questo articolo.

Il cacciatore è stato sanzionato con 207 euro di multa – non per aver abbattuto un animale che amava tutti in paese ma per aver sparato troppo vicino all’abitato di Biserno.

Belinda, quindi, poteva essere abbattuta perché rientrava nelle “norme” relative alla caccia di selezione, ossia malata e malferma: la cerbiatta era infatti zoppa.

L’uomo che ha ucciso l’animale mascotte del paese è abilitato alla caccia di selezione e quindi autorizzato ad abbattere cinghiali, volpi, nutrie e animali malati o malfermi. Come Belinda, appunto.

Eppure, non è stato in grado di riconoscere quella cerva mansueta e zoppa in prossimità delle case. Cerva che, per sua stessa ammissione, lui stesso aveva contribuito a crescere.

“Non l’ho fatto apposta, non ho riconosciuto Belinda. Se mi fossi accorto che era lei non avrei mai premuto il grilletto”, ha dichiarato l’uomo, aggiungendo di essere “amareggiato e rattristato”.

È un 55enne operaio che va a caccia da quasi un ventennio e si vanta di “non aver mai sbagliato un colpo”. Dipende dai punti di vista: per chi la caccia non la ama, ogni colpo a segno  è un colpo sbagliato. Ma tant’è.

“Le mie scuse, che voglio indirizzare a tutta Biserno, non serviranno a riportare in vita Belinda”, aggiunge lui, che dopo aver ucciso la cerbiatta se la sarebbe caricata in macchina, allontanandosi.

Belinda aveva circa tre anni. Si fidava dei suoi compaesani, non pensava volessero farle del male, volontariamente o meno. Ma quando è normale che l’uomo si arroghi il diritto di “selezionare” le creature che devono vivere e quelle che devono morire, cose come queste possono succedere.

La vita di Belinda è costata 207 euro di multa al cacciatore che l’aveva confusa con “un cervo qualunque”. Perché aveva sparato in eccessiva prossimità delle abitazioni, nient’altro.

Foto: Belinda (fonte Tiscali).

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6 Commenti

  1. D’accordo in tutto con JOHNNYF. Come sempre.

    Riposa in PACE, Belinda dolcissima… Piango anche per te.

  2. Se questi che ha compiuto un gesto deprecabile oltre che pericoloso, sparare in prossimità delle case dovrebbe essere oggetto di reato penale punibile con la reclusione a mio avviso, altrimenti è il farwest (e non che mi dispiaccia, visto che a quel punto sparo anch’io) è realmente pentito e rattristato dal suo grave errore, può esprimere le proprie scuse a tutta la comunità e a Belinda che diviene manifesto della benevolenza della stessa, chiedendo revoca della propria licenza da caccia, vendendo o “trasformando” il suo fucile da caccia in un fucile da tiro al poligono (piattello).

    Questo sarebbe ragionevole.

    In ultimo vorrei capire in base a cosa l’uomo deve mettere la canna di un fucile per regolamentare la selezione delle varie specie di animali che ci circondano.
    Posso affermare che un animale malato dovrebbe ricevere giuste cure da chi è preposto a questo per doveri di lavoro? Troppo facile sparargli e ammazzarlo, senza provare altre strade.

    Da centinaia di migliaia di anni se non di più pare che gli animali hanno sempre fatto, fanno e faranno da soli, SEMPRE quindi SMETTIAMOLA COL MALAFFARE E LA DISTRUZIONE DELLA NATURA e lo stravolgimento delle sue inappellabili leggi universali.
    “Costruire” è meglio che distruggere!

  3. ma per questa gente è l’uomo che sta in testa alla catena alimentare… -_-

  4. Il suo unico “colpo buono”, per la sottoscritta, sarà solo quello che si sparerà in testa. Comunque… Una domanda… ma gli animali malati non dovrebbero essere lasciati vivere in modo che i predatori si nutrano? Non è così che funziona Madre Natura di solito? A me sta cosa della caccia di selezione mi sa molto di sadici bastardi che non hanno molta voglia di faticare (come se si faticasse a sparare a un animale indifeso) e se la prendono con i più deboli tra i deboli.

  5. Mariuccia Fornasari

    DI FRONTE A QUESTI FATTI SI RIMANE ANCOR PIU’ AMAREGGIATI PERCHE’ SI VEDE QUANTO POCO RISPETTO ESISTE FRA L’UOMO DOMINATORE IN ASSOLUTO, E IL MONDO ANIMALE CHE SUBISCE DA SEMPRE QUESTO DOMINIO, UNA COSA E’ CERTA, NON TROVEREMO MAI IL NOSTRO EQUILIBRIO E ARMONIA FINCHE’ CI SARA’ QUESTA SEPARAZIONE E SCOLLEGAMENTO. PENSIAMOCI PER PIACERE, LA VITA E’ IMPORTANTE PER TUTTI E PER OGNUNO C’E’ UNO SCOPO, QUESTO PRESTO O TARDI LO DOVREMO RICONOSCERE.

  6. francescamanimali

    accecato dalla voglia di uccidere. non credo a una sola parola.

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