Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Campagne / Ucraina, Andrea Cisternino: “sono in mezzo ad una strage, non so che fare”

Ucraina, Andrea Cisternino: “sono in mezzo ad una strage, non so che fare”

Si fatica, negli ultimi giorni, a star dietro alla conta dei randagi uccisi in Ucraina. Branchi spazzati via, decine di cani massacrati da un giorno all’altro, e un Andrea Cisternino giustamente furioso e costernato per le stragi e per il silenzio istituzionale e massmediatico – italiano e ucraino – che le circonda.

A partire dalla scorsa settimana fino alle ultime ore è un susseguirsi di aggiornamenti nefasti, odiosi: così tanti e così brutali che realmente ci si perde a seguirli.

Tutto inizia con quella che lo stesso Andrea definisce una strage finalizzata alla “pulizia” di un’area destinata alla costruzione di un parco giochi: dieci cani finiscono uccisi a colpi di fucile e di veleno nei pressi dell’Idroparco di Kiev lo scorso 19 febbraio.

La differenza sostanziale? Secondo Andrea, si vocifera che i mandanti e gli esecutori materiali della strage siano gli stessi addetti comunali, interessati al terreno e dunque incaricati di “bonificarlo” dalla presenza dei randagi. In quella stessa area, la volontaria amica di Cisternino, Alina, accudiva fino all’anno scorso un’ottantina di randagi, che ora scendono a zero: sono tutti morti. I primi settanta uccisi nel 2012, gli ultimi dieci massacrati questo febbraio.

Passano due giorni e Andrea aggiorna nuovamente la sua pagina Facebook con notizie anche peggiori: ad essere colpiti, stavolta, sono stati i randagi di Piotr, un altro volontario. Altri quindici cani uccisi.

Cisternino chiama la milizia, che si reca sul posto a raccogliere la (inutile) denuncia.

Le parole dell’attivista italiano a Kiev sono durissime: “Ora veramente basta. Tra Kharkiv, dove ormai hanno sterminato tutto, e Kiev si sta operando uno sterminio di randagi vergognoso, e solo perché i Comuni e il Governo non vogliono costruire strutture dove metterli. Durante Euro 2012 dissero che ne avrebbero costruiti cinque. Mai fatto niente. Uccidono perché è più semplice”. E si dice pronto ad andare a Bruxelles per denunciare le mattanze con video, foto e testimonianze.

Qualche ora dopo i dog hunter ucraini rivendicano la paternità della strage ai danni dei randagi del volontario Piotr: “Parlano di sessanta randagi uccisi, e dicono di aver trattato tutto il territorio dove ci sono i cani di Piotr, comprese le casette, con il veleno”, commenta Cisternino. “Mentre per Alina sono stati gli addetti comunali a liberare il territorio dai randagi per costruire un parco giochi, per Piotr sono stati i dog hunter che hanno messo foto del volontario e dei suoi cani sul loro sito, dicendo di avere preparato questa strage in un mese. Il governo ucraino continua a tollerare questo scempio”.

Il 22 febbraio, è il momenti dei dettagli sui cani accuditi da Piotr e massacrati da dog hunter. Sono quasi una ventina: “Diciotto randagi massacrati a coltellate e avvelenati, quattro dispersi. Diciotto randagi innocenti accuditi da Piotr e altre due volontarie e che io conoscevo, perché aiutavo da tempo. Dolore grande mentre cercavamo i corpi di queste creature in mezzo al sangue che sporcava la neve, per poi metterli tutti insieme vicini l’uno all’altro”.

“Sono in mezzo a una strage, non so che fare”, commenta Cisternino.

Il giorno successivo, sabato, Andrea e gli altri volontari trasferiscono i randagi sopravvissuti in una struttura privata di amici. Cinque, tuttavia, rimangono sul territorio perché troppo selvatici per essere catturati e l’unica speranza che resta è che non si avvicinino in alcun modo né ai dog hunter né alle loro polpette imbottite di veleno.

Cisternino definisce i volontari persone distrutte “non tanto dai dog hunter ma da un governo che non tutela i suoi cittadini contro i delinquenti armati”. E descrive l’attivista Piotr come “un uomo grande e grosso che piange per i suoi randagi uccisi senza pietà e per i superstiti che abbiamo fatto portare in una struttura sicura. Hanno tentato di ucciderlo, gli hanno bruciato le casette con dentro i cuccioli ma lui si è sempre rialzato e ha sempre ricostruito”.

Poche ore dopo, altri due randagi vengono trovati uccisi nell’area dell’Idroparco di Kiev.

È una mattanza senza fine, assordante nel suo silenzio.

Domenica, Andrea ha lanciato un appello a tutti coloro che lo seguono: “Sto organizzando a Ravenna, con l’aiuto di animalisti del posto, una manifestazione congiunta Ucraina-Italia per protestare contro i continui massacri compiuti dai dog hunter e dagli addetti comunali. Si terrà il 9 marzo 2013, e il 10 marzo a Kiev e Kharkow. In tanti mi hanno chiesto come aiutarmi e ora lo possono fare: partecipando a Ravenna a questa manifestazione”.

“Vi prego di non portare bandiere di associazioni animaliste italiane perché non meritano di farsi ancora pubblicità con le morti dei randagi ucraini. Dopo Euro 2012, spenti i riflettori, li hanno abbandonati a morire in silenzio perché non facevano più pubblicità per loro”.

L’evento di Kiev, intanto, ha già trovato spazio su Facebook a questa pagina.

Nel frattempo, Andrea ha ingaggiato un investigatore privato per trovare risposte definitive in merito agli autori delle ultime stragi. Anche perché soltanto ieri sera altri dieci randagi sono stati massacrati dai dog hunter: il buio e il freddo, tuttavia, non hanno ancora permesso il recupero dei corpi. Solo una madre, straziata dal dolore, si rifiutava di abbandonare il suo cucciolo ucciso. Cisternino è piegato dagli eventi, ma non spezzato, e non va lasciato solo.

Vi chiediamo di aiutare Andrea non soltanto partecipando alla manifestazione, di cui pubblicheremo maggiori dettagli non appena li avremo, ma soprattutto contribuendo con una donazione libera alla costruzione di Rifugio Italia, dove i randagi della zona potranno finalmente essere protetti: potete scoprire come donare a questo link.

Di seguito, un video dedicato al lavoro del volontario Piotr e due relativi alle stragi dei suoi cani.

Nella foto: gli ultimi randagi uccisi (fonte Andrea Cisternino-Facebook).



© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

8 Commenti

  1. Ma quale diritto hanno per poter fare una mattanza così? Non abbiamo anche noi lo stesso diritto…allora armiamo i cani e fategli fare una strage di dog hunter!!

  2. Bastardi. Ma come si fa ad ammazzare delle creature innocenti ke non faranno mai del male a nessuno? Questo mondo diventa ogni giorno più schifoso. Bravi x quello ke state facendo, sono con voi. Un abbraccio.

  3. Cari amici di A4A,
    perdonatemi…
    Non avevo fatto caso che anche voi avevate inserito il link
    presso cui poter effettuare donazioni.

    Grazie di Cuore!

  4. A voi tutti, amici cari, il link per le donazioni da effettuare pro causa “Io non posso parlare, sei tu la mia voce”/Andrea Cisternino:

    http://www.iononpossoparlare.com/donazioni_it.htm

  5. Crepate, maledetti assassini di innocenti!

    Andrea, amico e fratello di Cuore… vedrò di inviarti qualcosa, il prima possibile. non potrò inviarto molto, ma POCO è meglio di NIENTE.
    Ti prego, non mollare! Ti prego…

    Eli (con la morte nel Cuore…)

  6. Uccidere un cane è un delitto orribile, è come uccidere la bontà e l’innocenza.
    Nessuna ragione basterebbe mai a legittimare un’abominio agghiacciante come questo.

    DOVETE MORIRE E BASTA, IL PRIMA POSSIBILE SI SPERA!

  7. francescamanimali

    siamo di fronte a una barbarie. ma mi chiedo, in un paese a quel livello di inciviltà cosa sarebbero i canili?? uccidere un cane (e ogni altro essere vivente) è un reato morale, come costringerlo a condizioni di vita inadatte, atroci, reclusorie.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com