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Adesso che avete ammazzato l’orso M13, siete contenti?

Questo, salvo emergenze, sarà l’unico articolo che scriveremo oggi. Perché ci sono giorni in cui la costernazione è troppa per riuscire a lavorare con un minimo di serenità. Vogliate scusarci, quindi.

M13, l’orso del Canton dei Grigioni, non c’è più: è morto, caduto sotto le pallottole di un cacciatore.

M13 è stato ucciso non appena si è svegliato, probabilmente solo per un po’, dal suo letargo.

Secondo ANSA, l’orso è stato abbattuto dopo che, da tempo, “veniva sorvegliato a vista per una lunga serie di scorribande”.

Sia chiaro, l’orso trentino non aveva aggredito persone, non aveva morso nessuno, non si era macchiato di nessun delitto particolare. Ma era curioso, troppo secondo qualcuno, e baldanzoso – così tanto che, alcuni mesi fa, prima di andarsene in letargo, aveva “osato” entrare in un casolare deserto e rubare delle patate.

È stato a partire da quel momento che i mormorii di chi lo voleva morto si sono fatti più rumorosi.

M13 è stato ucciso non per avere attaccato qualcuno ma perché, a detta delle autorità svizzere, “non aveva mostrato alcun timore nei confronti dell’uomo”.

Un grande paradosso, se si pensa che la morte è la sorte destinata anche a quasi tutti quegli animali che, proprio per paura della nostra specie, si difendono come possono. Come anche a quelli che vorrebbero solo farsi i fatti loro: comunque vadano le cose, l’uomo si sente sempre autorizzato, per un motivo o per un altro, a distruggere, ammazzare, schiavizzare.

Il fratello di M13, M14, era stato investito e ucciso da un SUV a nord di Bolzano, la scorsa primavera. Poco meno di un anno dopo, M13 lo ha raggiunto dopo essere stato freddato dai proiettili di un cacciatore.

Ad annunciare il decesso dell’orso star della rete sono state le autorità cantonali e federali svizzere, sottolineandone il potenziale pericolo dato dalla sua assoluta mancanza di timidezza.

M13 “osava” avvicinarsi ai centri abitati, “osava” non avere paura dell’uomo, “osava” rubare patate, “osava” non mostrare pudore. Meritava quindi di morire.

Nella nota diramata dal Dipartimento Costruzioni, Trasporti e Foreste dei Grigioni si legge: “L’orso M13 era ormai diventato un pericolo per la sicurezza delle persone: si era infatti sovente spinto fino ai centri abitati alla ricerca di cibo, aveva inseguito di giorno delle persone e non mostrava più alcun timore, nonostante le ripetute azioni di dissuasione. L’abbattimento è stato eseguito conformemente alla Strategia Orso Svizzera”.

E se è ben chiaro in cosa consista esattamente la fantomatica “Strategia Orso Svizzera”, altri dettagli sulla morte di M13 (il come, il quando, il dove) per ora non si conoscono.

Si vocifera però che l’avvistamento di M13 da parte di una ragazzina poi ricoverata in stato di shock (precisiamo che l’incontro, se così lo vogliamo chiamare, non ha comportato il benché minimo contatto fisico) abbia di fatto accelerato l’uccisione dell’orso.

Agli attivisti per i diritti animali (e non solo a loro), la morte di M13 non è piaciuta affatto.

Il WWF ha aspramente criticato le autorità svizzere, dichiarando che “l’abbattimento è avvenuto troppo presto. Andavano invece intensificate le azioni di dissuasione”.

Azioni che non è chiaro se e quanto ci siano realmente state.

“L’orso è morto perché non era accettato in Val Poschiavo a causa della mancata informazione della popolazione”.

Le autorità svizzere parlano dell’uccisione definendola addirittura come “inevitabile” – neanche M13 avesse sterminato l’intera popolazione del posto.

Il WWF risponde invece che l’abbattimento è “inammissibile”, aggiungendo che M13 non era affatto un “orso problematico”, come era stato definito dalle autorità valligiane.

“M13 non era un orso problematico. Nei mesi scorsi ha solamente mostrato un atteggiamento confidente che non giustifica minimamente l’applicazione della norma, prevista dal Piano di Azione svizzero, dietro cui si nascondono le autorità elvetiche. Così si rischia di spazzare via in pochi anni gli sforzi di conservazione messi in piedi dall’Unione Europea e dagli enti italiani per mantenere sulle nostre Alpi un gioiello prezioso come l’orso”.

Massimiliano Rocco, presidente della Convenzione delle Alpi e responsabile Specie, TRAFFIC e Foreste del WWF Italia, rincara la dose: “Chiediamo al Governo italiano di inviare una protesta formale al Governo svizzero e di adoperarsi affinché si esca dalle logiche dei singoli Stati e ci si impegni a gestire la popolazione alpina degli orsi come una popolazione che appartiene a tutti i Paesi che condividono il territorio alpino. Simili decisioni non possono più essere assunte unilateralmente”.

Ancora più duro è il commento via Twitter fatto da Pierre Rusconi, presidente cantonale dell’UDC e capo della Società Protezione Animali di Lugano: “Abbattuto M13. Siamo un Paese di merda! Mi vergogno della Svizzera! La “Strategia Orso” è semplicemente quella di ucciderli”.

“È meglio che non commento l’uccisione e che tengo lo schifo che provo dentro di me”, gli fa eco Vicky Mantegazza, presidente dell’HC Lugano.

E, sempre su Twitter, Marco Romano del PPD chiosa amaro: “Se uccidessimo tutto quanto ci spaventa e ci infastidisce…” …l’uomo, sulla Terra, non dovrebbe più esistere, viene da concludere.

I commenti arrivati sul social network dovrebbero far tremare le autorità svizzere e la loro baldanzosa arroganza: passano dal sarcasmo alla rabbia, dall’amarezza alla delusione, fino al derisione pura (e meritatissima).

“I Grigioni non riescono a gestire un orso e vogliono organizzare le Olimpiadi? Ridicoli…”.

“Ciao a tutti, sono una pallottola e ho un nome bellissimo: mi chiamo “Strategia Orso Svizzera”.

La verità è semplice da afferrare e per questo fa ancora più male: M13 è morto perché, essendo un orso, si era comportato in modo consono alla sua natura. Perché non si era piegato alle regole umane che, secondo l’uomo, dovrebbero valere per tutti e non solo per gli individui della sua specie.

Non c’è vergogna, in questo. Non c’è disonore.

Se c’è qualcuno che dovrebbe vergognarsi, qui, non è certo M13.

Foto: M13 (fonte Corriere del Ticino).

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13 Commenti

  1. l’uomo deve adeguarsi all’orso NON il contrario !!!!!!!!!!!!
    l’abbattimento dell’orso è un CRIMINE delle autorità elvetiche !!!!!!
    CRIMINALI lo sono anche le persone ( se possono essere considerate tali ) che ne dovevano tutelare l’incolumità ma NON lo hanno fatto !!!!!!

  2. Grazie, amici. Sarebbe il caso di rivedere il tema, sì.
    Peccato che i nostri commenti (ed anche i vostri), non siano leggibili.

    Un bacio e un abbraccio.

  3. Non c’è nulla da dire.
    Io non voglio dire nulla, solo che l’uomo è una vergogna.

    Mi dispiace tantissimo, tra l’altro gli orsi mi piacciono molto davvero e per me una soluzione come questa è assolutamente inaccettabile, vergognosa, vile, sbrigativa, menefreghista e tipicamente “umana”.

    Questa è la civiltà.
    Non attaccherò la svizzera, ma chi veramente mi rendo conto che ovunque compie delitti, LE ISTITUZIONI.
    Ma le istituzioni sono fatte di individui e di potere, ma questo non significa fare quello che si vuole.

    Mi fate semplicemente ribrezzo, miserabili.

    Un’ultima cosa, M13 non è un nome, l’avete odiato fin dall’inizio, m13 non è un cazzo di nome, è una fottuta sigla come M4, MP5 , G8 e non era nè un cazzo di fucile, né una merda di summit di potere, era un orsetto che voleva vivere solamente la sua vita in pace!

    Mi fate schifo, come sempre.

  4. Ciao Elisabetta, purtroppo dipende dal tema del blog. Vedremo di capire se e come possiamo risolverlo. Grazie!

  5. Cari amici di All4Animals,

    ho notato che i commenti sono come “tagliati” sulla destra.
    Come mai?

    Un abbraccio e in alto i Cuori sempre per gli animali, i nostri amici più cari!

    Eli

  6. Caro Antonio Miele,

    le tue parole esprimono appieno quel che sento.
    Ti chiedo il permesso, se vorrai, di poterle pubblicare sul mio blog, nel quale scrivo spesso dei nostri cari amici animali.
    Anch’io, come te, mi sento sempre più aliena agli umani, ma non me ne faccio né vanto, né cruccio.
    Provo tristezza, una tristezza invisibile e profondissima. Il non poter fare più di quel che faccio mi dà angoscia ed il fatto di esser consapevole di appartenere ad una specie che, tranne poche eccezioni, ha disonorato e anzi, rovinato il mondo, non può non infondermi se non tristezza ed ancora tristezza per questa appartenenza.
    Qui, su questo blog, leggiamo di crimini che spesso vanno oltre l’immaginabile e ci infervoriamo.
    Ma, davvero, l’urlo più alto è quello che fuoriesce dai nostri Cuori, coplevoli soltanto di essere “umani”.

    Un abbraccio, amico caro.
    Elisabetta

  7. Mi domando spesso quale forma di alienazione mentale pervade la maggior parte degli esseri umani e mi cruccio nel pensare al valore privo di equilibrio che diamo a noi stessi, in quanto uomini, in relazione agli altri esseri viventi, almeno i più “complessi” (per esempio, i mammiferi) soggetti a una discriminazione specista che non riesco ormai più a fare mia, che non sento giusta.
    Consapevole della complessità e gravità delle conseguenze di quanto affermo, ogni giorno vivo con disagio l’aumentare progressivo del mio distacco dal senso di appartenenza all’intero insieme dell’umanità, nello specifico soprattutto in merito ai diritti e doveri a cui ci è stato insegnato è importante e basilare, in linea di massima, aderire per il bene comune.
    Al cospetto di quanto continuamente e quotidianamente assistiamo nell’ambito dell’insieme di tutte le innumerevoli attività e azioni umane cariche di violenza derivante dall’ignoranza e dalla piccolezza degli animi, si inorridisce e ci si contorce a causa della tendenza degli stessi uomini ad essere profondamente indulgenti nei confronti dei loro simili, quanto spietati nei confronti di esseri viventi di altre specie.
    Ma molti uomini ormai, taluni con moti d’animo esagerati ma comprensibili, non riescono a tollerare quanto sentono come profonda ingiustizia e tratto negativamente distintivo di simili a cui non vogliono più sentirsi assimilati in un unico indistinto sistema sociale umano.
    Cosa questo a breve o lungo termine possa produrre, sinceramente, mi spaventa, perché vedo prodromi di dissidi e scontri che possono produrre atrocità ancor più gravi di quello che la storia passata umana ci ha trasmesso e di quelli che tutt’oggi viviamo.
    E’ un sentimento pesante che schiaccia il cuore, credo non solo il mio…

  8. allora potremo sparare alle auto svizzere di grossa cilindrata che vengono a correre sulle strade del nord perchè da loro sono repressi ? SONO PERICOLOSE PER LA SICUREZZA DELLE PERSONE !

    Ciao M13 ….. questi giorni di neve per te

  9. Siamo una razza arrogante, ignorante e distruttiva… rubiamo a queste splendide creature gli spazi, il cibo e vogliamo piegarli ad un comportamento innaturale.
    Spero che un giorno non lontano arrivi davvero la giusta punizione per tutti questi crimini, questi omicidi legalizzati.
    Meraviglioso M13, non so proprio cosa dire perchè non ci sono parole per ciò che ti è stato fatto…

  10. Marilena Albiero

    Orso ribelle sembra sia stato definito dagli Svizzeri. Ma ribelle a che? Alle nostre convenzioni? Al fatto che abbiamo reso l’ambiente sempre meno adatto all’Habitat per questi splendidi animali? Che gelida crudeltà in questa Svizzera perfettina, pulitina, sempre a modo. perchè, a questo punto, viva la nostra sbracatezza italiana!

  11. una meraviglia della natura ucciso per delle patate…….spero che vi marciscano tutti i raccolti razza di vigliacchi!!!!

  12. Addio M13.
    Un altro addio, l’ennessimo addio. E’ deprimente. Vorrei dare dei “benvenuti” o dei “bentornati”, ma è sempre un unica sequela di addii…
    Appoggio il vostro silenzio, spero che diventi assordante!

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