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Green Hill, le ore della verità: martedì inizia l’udienza cardine dell’inchiesta

C’erano dalle duemila alle tremila persone a sfilare contro Green Hill durante la manifestazione di sabato scorso, tenutasi a Montichiari dietro organizzazione di Animal Amnesty.

La cittadina della provincia bresciana è stata illuminata, a partire dalle ore 18, da un’imponente fiaccolata a ricordo delle azioni che, nel 2012, hanno portato alla tanto sospirata chiusura della “fabbrica di cani” per la vivisezione.

Si è trattato di un evento particolarmente importante soprattutto in virtù dell’udienza cardine che si terrà nelle giornate di martedì e giovedì di questa settimana: si tratta di appuntamenti processuali chiave che potrebbero modificare gli eventi.

Animal Amnesty parla per voce di Piercarlo Paderno: “Il 19 febbraio ci sarà l’udienza preliminare che vede come imputati i tredici accusati di aver liberato i cani da Green Hill lo scorso 28 aprile. Il 21 febbraio invece la Corte di Cassazione si esprimerà sul ricordo effettuato dalla Green Hill 2001 Srl, la società che gestisce l’allevamento, che chiede di annullare il sequestro probatorio in atto degli oltre 2700 cani usciti da Green Hill e la loro conseguente restituzione”.

Un’ipotesi, questa, che spaventa gli adottanti.

“Ci auguriamo che la restituzione non avvenga”, commenta Paderno, “ma se il ricorso venisse accolto il contratti stipulati da Legambiente e LAV con le famiglie affidatarie dei cani sarebbero carta straccia e quindi i beagle dovrebbero tornare nelle disponibilità dell’allevamento. Le gambe ci tremano visto che spesso la Cassazione ha ribaltato le sentenze”.

Tuttavia, per Paderno (e non solo) quella di restituire i beagle non è una possibilità da prendere in considerazione.

Già il Corriere della Sera, lo scorso 11 febbraio, aveva parlato della questione sottolineando che non esiste volontà, da parte degli adottanti, di privarsi dei cani sottratti alla vivisezione. Comprensibilmente, viene da aggiungere.

D’altro canto, secondo Il Giornale di Brescia, Green Hill potrebbe – in concreto – non avere interesse a riavere indietro migliaia di cani diventati ormai inutili per la sperimentazione, e che il vero timore potrebbe essere quello di dover risarcire la società da un punto di vista monetario.

Si teme inoltre per la sorte degli attivisti che il 28 aprile del 2012 liberarono i cani dalla struttura. Proprio per loro, durante la manifestazione di sabato, si raccoglievano fondi: serviranno a coprire le spese legali.

Nella mattinata del prossimo 19 febbraio, intanto, il Coordinamento Fermare Green Hill avrebbe organizzato, secondo ANSA, un nuovo presidio all’esterno del Palagiustizia di Brescia proprio “in sostegno delle persone imputate della liberazione del 28 aprile”.

Si attendono sviluppi.

Foto: l’immagine simbolo della lotta a Green Hill (fonte Chiliamacisegua).

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2 Commenti

  1. “il vero timore potrebbe essere quello di dover risarcire la società da un punto di vista monetario.”

    Casomai il contrario, dato che gli adottanti hanno avuto nel corso di quasi un’anno una spesa continua e hanno compiuto sacrifici anche di natura finanziaria ed economica per avere cura dei cani in rispetto pieno della loro natura etologica, cosa che nei capannoni del lager di Green Hill non è mai avvenuto.

    I cani sono già stati pagati, lautamente per altro, sottraendoli alla sofferenza ed alla morte.
    Non vedo come si possano avanzare richieste di rimborso o addirittura richiedere indietro gli animali, che tra l’altro sarebbero allo stato attuale, come giustamente riportato dall’articolo, “inservibili” a tali barbarie.

    Il colpevole che chiede giustizia? Siamo al ridicolo.

    Io direi che, quantomeno per amor proprio, GH dovrebbe lasciar perdere, ma poi mi chiedo, come può avere dignità chi commercia sulla pelle degli innocenti e porta avanti un sistema di sfruttamento e morte sugli animali per mero lucro? (E poi sulle persone indirettamente, anche).

    Questi animali (Beagle, cani) sono utilizzati per testare gli effetti del fumo di tabacco, test di cosmesi e prodotti chimici di vario genere, non hanno niente a che vedere con una presunta ricerca medica, che di per sé è assolutamente invalidante ai sensi scientifici per ovvie, oramai scontate, inconfutabili ragioni.

    Servono solamente a sostenere un presunto stato giuridico di lealtà e correttezza da parte di chi commercia questi prodotti e a tutelarsi legalmente in caso di contenziosi e/o richieste di danni da parte del consumatore ingnaro del modus illecito delle summenzionate corporation.

    La Vivisezione è una TRUFFA: ATTENZIONE!!!
    Informarsi e conoscere i prodotti sporchi di sangue per non finanziarla è la mossa giusta, e si risparmia molto anche.

    P.S.: Una nota azienda farmaceutica, ha fatto risultare incredibilmente anche la sigaretta elettronica nociva addirittura più del fumo, classico esempio di disinformazione e truffa aggravata.
    Peccato però che sia stata questa a commissionare, compiere e diffondere i risultati dei tests…!

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