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[DOSSIER] Dieci passi per riconoscere e denunciare l’abuso animale

È la Protezione Animali americana ASPCA ad aver diffuso, tramite la CNN, un decalogo da tenere ben presente per identificare i casi di abuso e incuria ai danni degli animali.

Si tratta di un vademecum che vale la pena leggere e da richiamare alla memoria ogni volta che ci si trova di fronte ad una situazione che fa suonare qualche campanello d’allarme.

Riconoscere la violenza, nei numerosi modi in cui viene perpetrata, è infatti il primo passo per mettervi fine.

Secondo ASPCA, i punti da tenere sempre come riferimento ogni volta che si esamina un animale sono questi.

  1. Ferite visibili. Gli animali vittima di abusi mostrano spesso segni visibili di malattia o di ferite che non vengono curate.
  2. Condizioni generali compromesse. Gli animali trattati con indifferenza e noncuranza appariranno spesso emaciati al punto da mostrare le ossa, o avranno un aspetto incredibilmente magro.
  3. Pelo sporco e maltenuto. Di norma, gli animali vittima di incuria non vengono spazzolati né lavati né sottoposti ad adeguato grooming. Per questo il loro mantello risulterà sporco, pieno di nodi, e le unghie troppo lunghe.
  4. Debolezza generalizzata. È necessario prestare particolare attenzione nei confronti di quegli animali che hanno oggettive difficoltà di movimento e che zoppicano, e valutare se la problematica è la conseguenza di un abuso o, se è stata causata di un incidente, accertarsi che venga propriamente trattata dai proprietari.
  5. Isolamento. Gli animali che vengono abbandonati da soli all’aperto per troppo tempo dovrebbero sempre suscitare preoccupazione. Prima di ogni altra cosa, andrà valutata perlomeno la presenza di cibo e di acqua di facile accesso.
  6. Condizioni di sicurezza scarse. Un animale che viene detenuto in un’area che non garantisce adeguate condizioni di sicurezza è incline a rimanere ferito o ucciso. Valutate la presenza di rifiuti, vetri, lamiere, oggetti pericolosi.
  7. Riparo inadeguato o assente. L’assenza di un riparo dalle intemperie è indice di abuso, ma lo è anche un riparo inadeguato: troppo piccolo, semidistrutto, sistemato in luoghi inaccessibili per l’animale.
  8. Denunciate. Se avete l’impressione di trovarvi di fronte ad un animale maltrattato, la prima cosa da fare è non voltare la testa dall’altra parte. Dovrete invece contattare le forze dell’ordine, che per legge sono tenute e non ignorare la vostra segnalazione, o le associazioni animaliste del vostro luogo di residenza.
  9. Siate dettagliati. Ogni dettaglio è di vitale importanza nella denuncia di un caso di maltrattamento. Non tralasciate quindi nessuna informazione: luoghi, date, eventi, persone che ritenete coinvolte. Scattate fotografie, girate video, annotate tutto con precisione.
  10. Rimanete aggiornati sulla situazione. Dopo aver sporto denuncia, che potete anche fare anonimamente, rimanete aggiornati sulle condizioni dell’animale da soccorrere. Controllate che l’intervento venga eseguito in tempi ragionevoli. Se questo non avviene, continuate a denunciare.

Seppure è evidente che alcuni di questi punti, presi da soli, non significhino necessariamente maltrattamento, è altrettanto ovvio che la presenza di vari indizi di questo tipo garantisca quasi sempre un caso di abuso.

Siate la voce di chi non ha voce.

Foto: repertorio (fonte Amazon Cares-Flickr).

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4 Commenti

  1. Grazie 🙂
    Evidentemente mi sono confuso con la Gdf

  2. che a noi risulti non dovrebbero esserci problemi… si può chiedere tutela per la propria identità. perlomeno la segnalazione circostanziata è possibile.

  3. Grazie per l’articolo, molto esplicativo e diretto, ottimo! 🙂

    Scusate, ma la denuncia anonima si può ancora fare?
    E’ sicuro che è così? (Cioè si può ancora fare?)

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