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Firenze, il cocker nel cassonetto: il colpevole sarebbe stato individuato

Sarebbe stato individuato e denunciato il responsabile dell’odioso abbandono dell’anziano cocker Boh, ritrovato chiuso in un sacco e buttato come spazzatura in un cassonetto, a Firenze.

Secondo quanto riportato nelle ultime ore da vari organi di stampa, le indagini si sarebbero concluse con l’identificazione del proprietario del cane e presunto autore della violenza.

Addirittura il quotidiano La Nazione suggerisce che si tratti di un ex componente delle forze dell’ordine.

L’uomo avrebbe dichiarato di aver “gettato via” il cane perché credeva che fosse già morto. Una motivazione che non convince gli investigatori, anche in considerazione dell’incisione praticata sul collo del cocker con la precisa intenzione di rimuovere il microchip identificativo.

Intanto, le condizioni di Boh sono sempre precarie ma, perlomeno, stabili. Il cane, che ha dieci anni, secondo i veterinari che lo hanno in cura ne dimostrerebbe molti di più a causa di una vita trascorsa nell’incuria più assoluta.

Inoltre vanno tenuti in considerazione i suoi problemi cardiaci e renali, che non lo rendono certamente un cane sano.

Boh è malato, quindi. Ma non morto.

E se anche fosse stato morto, nessun padrone amorevole inciderebbe la carne al proprio cane per privarlo del microchip, lo chiuderebbe poi in un sacco e lo getterebbe infine in un cassonetto della spazzatura.

La storia di Boh somiglia in maniera inquietante a quella di Jerry, l’anziano breton seppellito vivo a Desenzano un anno fa circa: anche in quel caso l’ex proprietario e autore della violenza giurò e spergiurò di aver creduto che il cane fosse già morto. Peccato che, prima di ricoprirlo con mezzo metro di calcinacci e detriti, gli avesse bendato gli occhi.

Foto: il cocker Boh dal veterinario (fonte La Nazione).

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2 Commenti

  1. Ecco, è questo lytagliano medio di oggi, non c’ero, se c’ero ero morto e poi sono resuscitato e quindi non so niente. IO? Mai stato. Ho cambiato anche nome, ecc..sono solo una povera vittima.

    Uno SPAS-12 in bocca e premi il grilletto, forse rimetti a pari.

    Pur ammesso e non concesso che il proprietario avrebbe creduto il cane morto:

    1) Come ben riporta l’articolo nessun vero amante degli animali inciderebbe il proprio cane per eliminare “la prova regina”, come usano dire, cioè il chip.
    Perchè? Cui prodest? C’è una manifesta mala intenzione che è presupposta inequivocabilmente ad un’azione dolosa e crudele che sta per essere compiuta e che di fatto è poi avvenuta senza pietà.

    2) Ma non costituisce reato lo smaltimento illecito di rifiuti? (Eh si, la delicatezza del legislatore ytagliano)

    3) La configurazione del reato di maltrattamento animale protratto nel tempo(e tentata uccisione poi), aggravato dall’incuria e dalla ferrea intenzione di uccidere l’animale abbandonandolo allo stremo delle forze, a se stesso in un cassonetto chiuso con una vistosa ferita cagionata al medesimo, beh di questo non voglio neanche parlare, perchè tanto non importa a nessuno di dovere e non c’è pena per tutto ciò.
    Altrimenti ci sarebbero concreti precedenti di condanne passate in giudicato in cassazione per crimini tanto efferati.

    Sono più di 20 anni che in questo paese che non c’è un governo, si alternano buffoni, ladri e puttanieri da destra a manca e tutti ovunque fanno quello che gli pare, tanto alla fine pagano sempre i più buoni.

    E’ ORA DI FINIRLA.

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