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Ancora guai per il circo Medrano: giraffa ferisce una spettatrice

Soltanto due giorni fa abbiamo parlato del caso della tigre da circo che, in Messico, ha sbranato e ucciso il suo domatore. Ora torniamo sul discorso Circo Medrano, già protagonista delle cronache di inizio 2013 per una denuncia per maltrattamenti.

Secondo quanto riportato da Il Tirreno, durante un’esibizione del circo nella cittadina toscana di Porta a Terra, una spettatrice sarebbe rimasta ferita da un colpo inferto dalla giraffa costretta ad esibirsi (invece di starsene nella savana).

La donna, una 36enne madre di due bambini che aveva portato a vedere “l’educativo spettacolo”, dichiara: “Ero con i miei figli al circo a guardare gli animali quando una giraffa ha chinato il collo verso di me e improvvisamente mi ha colpito alla testa con il muso. Io sono caduta e per alcuni secondi ho visto solo nero. Per fortuna sono riuscita a mettere al sicuro i miei bimbi. Ora chiederò i danni al circo”.

Danni che, secondo il legale della donna, ammonterebbero a circa cinquemila euro.

Secondo quanto testimoniato dalla spettatrice, che ha riportato un trauma cranico e toracico, la recinzione che separava gli animali dal pubblico era troppo bassa.

Quanto avvenuto, seppur di entità relativamente lieve, è l’ennesima, inutile dimostrazione della pericolosità del circo – per gli spettatori, certo, ma soprattutto per gli animali costretti a trascorrere una vita di prigionia per soddisfare la voglia di entertainment dell’essere umano. E uccisi se solo si permettono di comportarsi come natura suggerisce (è stato il caso della tigre in Messico, probabilmente già soppressa, ma anche del giraffino Aleksandre, ucciso ad Imola da una dose sbagliata di anestetico alcuni mesi fa).

Ilaria Ferri, direttore scientifico di ENPA, sottolinea: “evidentemente c’è una preoccupante sottovalutazione del rischio cui gli spettatori sono esposti quando a separarli da animali considerati pericolosi, come felini, elefanti e giraffe, c’è solo una transenna oppure una grata non fissata al terreno, o comunque una struttura non sufficientemente solida”.

“Oltre a rappresentare una forma di violenza e maltrattamento nei confronti degli animali, strappati al loro ambiente naturale e costretti ad addestramenti oltremodo penosi per loro”, continua la Ferri, “il circo può mettere a repentaglio gli stessi spettatori, i quali dovrebbero sapere che la loro incolumità sarebbe a rischio casomai gli animali riuscissero a fuggire da strutture così precarie. In questi casi parlare di incidente o fatalità è del tutto fuori luogo perché si tratta di eventi conseguenti al mancato rispetto delle normative e, quindi, ampiamente prevedibili”.

L’unica normativa da rispettare sarebbe, a nostro avviso, quella di dare uno stop permanente ai circhi con animali. Nient’altro.

Foto: repertorio (fonte Leonid Mamchenkov-Flickr).

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Un commento

  1. ti sta bene stronza… la prossima volta porti i tuoi figli al parco per una bella gita in bici

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