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[VIDEO] Messico: tigre sbrana domatore del circo. Ora rischia l’abbattimento

Rischia l’abbattimento per essersi ribellata ad una prigionia che durava da una vita, oltre che per aver agito secondo il suo istinto, la tigre che ha sbranato il domatore di un circo in Messico.

Il domatore sbranato si chiamava Alexander Krispin ed era di nazionalità russa. Al momento dell’attacco, stava tenendo uno “spettacolo” con il circo Suarez nella città di Hermosillo, in Messico.

La tigre, costretta da una vita a far la marionetta, ad un certo punto ha forse in qualche modo afferrato il pantalone dell’uomo, facendolo cadere. È stata questione di un attimo. Krispin non ha avuto neppure il tempo di rialzarsi che la tigre gli era già addosso – e per lui non c’è stato scampo: è morto appena dopo il ricovero in ospedale.

E se qualche anno fa, dopo l’aggressione di una tigre ad un domatore Orfei, la famiglia circense si giustificò dicendo che il superpredatore non aveva riconosciuto l’uomo perché era entrato in controluce, in questa specifica occasione non si fiata e quel che si vocifera è che la tigre rischi seriamente di essere abbattuta. In realtà, secondo Geapress, questo potrebbe essere già accaduto: uccisa per aver seguito la sua natura, e non essersi piegata – una volta di più – al discutibile desiderio dell’uomo di fare spettacolo sulla pelle degli altri.

Invece di riflettere su quanto accaduto e ponderare la possibilità di dire addio, una volta per sempre, ad uno spettacolo brutale per gli animali e rischioso per gli uomini, oltre che eticamente molto discutibile, si provvede semplicemente ad eliminare dal meccanismo la rotella malfunzionante, ossia la tigre che si comporta secondo la propria natura.

Una posizione, questa, condivisa anche da Ilaria Ferri, direttore scientifico di ENPA che commenta: “Una tigre si comporta da tigre. Dopo anni di violenze, ha reagito ad una condizione di estrema prostrazione causata dall’addestramento, dai continui spostamenti in camion, dall’essere costretta a vivere in uno spazio claustrofobico come quello della gabbia. Ciò che è accaduto non è un incidente ma un fatto prevedibile che conferma, per l’ennesima volta, quanto le esibizioni circensi siano pericolose”.

“È ora di dire basta al circo che sfrutta esseri senzienti”, continua ENPA, che ha lanciato anche un appello all’ambasciatore messicano in Italia per impegnarsi a risparmiare la vita della tigre. Secondo l’associazione, il felino dovrebbe essere affidato ad un santuario che rispetti le sue ben precise caratteristiche etologiche.

Perù e Bolivia hanno già detto basta al circo con animali. Si spera ora che il Messico possa fare altrettanto – seppure a seguito di una lezione così dolorosa per umani e animali.

L’Italia intanto, come sempre, resta fanalino di coda: un Paese in cui i circensi con in braccio un cucciolo di leone legato per il collo riescono a farsi ricevere dal Papa.

Di seguito, il video dell’incidente avvenuto in Messico, di cui sconsigliamo la visione ai lettori più sensibili.

Foto: repertorio (fonte Nazim Uddin-Flickr).

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5 Commenti

  1. tiè…tiè…e tiè… sono proprio contenta

  2. Mi dispiace moltissimo, per la Tigre ovviamente!
    Ma la tigre, non è un cazzo di animale protetto?

    Ma il circo che è fatto dalle persone, non dovrebbe essere una forma d’arte fatta appunto dalle persone per le persone e con le persone e basta?
    Gli animali cosa cazzo c’entrano?

    Ognuno nella vita prima o poi ha quel che si merita, come si usa dire Cristo non paga solo il sabato!

  3. Quando l’oppresso si ribella all’oppressore e lo uccide non si può parlare di assassinio, ma di giustizia!

  4. Mariuccia Fornasari

    Sono sicuramente dalla parte della tigre, questa creatura forse darà la sua vita causa l’ignoranza e l’ottusità umana, è scoppiata, la sua esistenza, come quella di tutti gli animali nei circhi, è davvero peggio di una prigione, sarà la volta buona che finalmente mettiamo fine a queste vergogne anche da noi?

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