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Spagna: dopo Tenerife tocca all’Andalusia sparare ai randagi

Nella cittadina andalusa di Punta Umbra un gruppo di cacciatori autorizzati dalle autorità locali sta, in questi giorni, provvedendo all’abbattimento a fucilate di alcuni cani randagi.

Secondo quanto riportato da Geapress nella giornata di ieri, fino ad ora almeno tre esemplari sarebbero stati freddati e la caccia è prevista almeno fino a questo giovedì.

La giustificazione degli abbattimenti sarebbe, secondo le autorità, da ricercarsi nella responsabilità dei randagi nell’uccisione di un puledro. L’uccisione, tuttavia, è contestata dalle associazioni animaliste spagnole e in effetti non esistono prove che il piccolo sia stato sbranato dai cani.

Quello che invece si ritiene probabile è che i randagi siano semplicemente vittima di un provvedimento sbrigativo per “ripulire” il territorio di Punta Umbra, in maniera nient’affatto dissimile da quanto avviene in Romania, Ucraina o Bosnia – tanto per fare tre esempi.

Secondo la Polizia Locale della cittadina andalusa i cani sarebbero da abbattere anche per il rischio di trasmissione della rabbia.

Anche in questo caso, la giustificazione viene contestata – stavolta dal Partito Animalista Spagnolo, che sottolinea come la zona incriminata sia esente da questo tipo di malattia.

La notizia della mattanza dei cani andalusi arriva a poche settimane di distanza da quella dell’apertura alla “caccia al randagio” a Tenerife, di cui avevamo parlato dettagliatamente in questo articolo.

Foto: repertorio (fonte Generalising-Flickr).

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Un commento

  1. Tra un po’ sarà autorizzata anche la caccia all’uomo: lungo l’elenco delle ragioni a sostengo. Tra queste: gli uomini in sovrappiù, come i gatti domestici, creano un forte squilibrio nell’ecosistema ambientale della terra, consumano indiscriminatamente risorse, riservate per soli pochi fortunati, e sono portatori di innumerevoli malattie…

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