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Caccia chiusa: bracconaggio in aumento esponenziale e Brescia in testa

Secondo le stime rese note dalla Lega Anti Caccia e dal Comitato Internazionale contro lo Sterminio dell’Avifauna, Brescia vanterebbe il 18% degli illeciti venatori registrati in tutta Italia. In pratica, sarebbe la prima nella classifica del bracconaggio.

A stagione di caccia appena conclusa, iniziano a trapelare i numeri delle associazioni anticaccia che vanno a sommarsi a quelli, altissimi, relativi ad incidenti venatori più o meno mortali.

Secondo quanto riportato da Il Corriere, 1167 cacciatori sarebbero stati colti in flagranza di reato mentre esercitavano in aree protette, oppure utilizzavano trappole, reti, archetti e richiami illegali, oppure mentre uccidevano animali appartenenti a specie non cacciabili.

Questi ultimi hanno raggiunto il non invidiabile numero di 119 morti: si tratta di gufi reali, cicogne bianche, cicogne nere, aquile, falchi, fenicotteri, lupi (solo per citarne alcuni).

Secondo gli ultimi dati raccolti dalle associazioni, in Italia si sarebbe registrato un vertiginoso aumento del bracconaggio (80%). I reati a danno degli uccelli sarebbero un 66% in più, mentre +34% raggiungono quelli verso i mammiferi.

Per quanto riguarda le province con il maggior numero di casi di bracconaggio, Brescia sarebbe in testa (18%), seguita da Pavia (8%), Salerno (4%), Cosenza (3%), Trento (3%) e Grosseto (3%).

Bruttissimo anche il bilancio del WWF per quanto riguarda la regione Sicilia. L’associazione parla di “controlli scarsissimi e norme permissive che hanno favorito un’impennata del bracconaggio”.

Ennio Bonfanti, referente per la caccia del WWF Sicilia e Coordinatore Regionale delle Guardie Venatorie WWF, dichiara: “È stato un anno nero per la Sicilia, con una stagione venatoria micidiale per tutte le specie, umane e non. Abbiamo assistito ad un aberrante attacco alla natura e all’impennata del bracconaggio, che ha colpito anche zone protette. Grazie ai controlli scarsissimi e alle norme troppo permissive emanate dalla Regione sono stati tantissimi i casi di caccia selvaggia: specie protette abbattute o ferite, cacciatori con richiami elettronici ed altri mezzi di caccia illegali, un consigliere comunale illegalmente a caccia di notte all’interno di un’area protetta gestita dal WWF”.

Foto: repertorio (fonte Mahalie-Flickr).

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