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Ferito per strappargli il microchip, chiuso in un sacco e gettato nel cassonetto: l’abbandono di un cocker a Firenze

È stato portato in salvo nella tarda serata del 31 gennaio scorso l’anziano cocker ferito al collo, chiuso in un sacco dell’immondizia e infine gettato in un cassonetto a Firenze.

L’animale è stato individuato da una residente della zona che era scesa in strada dopo averne udito il pianto e i lamenti. La donna ha aperto il cassonetto accorgendosi che l’animale era stato chiuso in un sacco nero sigillato con il nastro adesivo.

“Ho strappato la plastica prima che potesse soffocare”, racconta la donna a Il Corriere, “ma il cane sembrava svenuto”.

Il cocker, di età avanzata, era in gravissime condizioni quando è stato ricoverato d’urgenza presso un veterinario della zona. Anche nel momento in cui scriviamo questo articolo la prognosi rimane riservata.

Il dottor Sandro Barducci, che per primo se n’è preso cura, commenta: “Sono inorridito. In tanti anni che faccio questo mestiere non mi era mai capitata una cosa del genere”.

Secondo il veterinario, l’animale è stato comunque vittima di incuria già prima dell’abbandono: “I suoi padroni non devono averlo trattato benissimo, forse non è mai stato sottoposto ad una visita”.

Il cane mostra inoltre una ferita da arma da taglio sul collo e secondo le guardie zoofile del SISTA, il nucleo investigativo speciale dell’ENPA, l’ex proprietario (e aguzzino) lo avrebbe ferito in quel modo per asportare il microchip. La lesione è profonda e manifesta l’assoluta intenzionalità di eludere la legge sotto ogni punto di vista.

Le indagini, ora, si concentrano nella zona di Brozzi. La speranza è che qualche residente della zona riesca a fare mente locale e a ricordare di un cocker misteriosamente sparito negli scorsi giorni, in modo da indirizzare la Guardie Zoofile verso un aguzzino che deve, necessariamente, essere punito.

Chiunque abbia informazioni da fornire può contattare ENPA al numero 055 2382410 oppure recarsi presso la sede dell’associazione, in via Ricasoli 73/R a Firenze.

Foto: il cane al momento del soccorso, in compagnia del veterinario e della signora che lo ha salvatao (fonte Corriere).

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2 Commenti

  1. Che cosa orribile, avvilente, una vergogna senza fine.
    La domanda che mi pongo è come sia possibile che in 10 anni un cane che vive presumibilmente in città non sia mai – e dico mai – stato da un veterinario.
    Nessuno che lo conosce? E’ possibile? Io non riesco a credere.

    Gente del genere la prenderei a cazzotti fino allo svenimento, il mio!

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