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Vittoria! L’India dice no alla costruzione dei delfinari: “contrari al benessere animale”

Un’altra bellissima notizia arriva da un’India che, di recente, sembra marciare a pieno ritmo verso un serrato progresso in termini di diritti animali.

Secondo Humane Society International, tre proposte di costruzione di altrettanti delfinari in India sono state bocciate clamorosamente perché in contrasto con le regole sul benessere animale vigenti nel Paese.

I delfinari asiatici da sempre prelevano i loro esemplari dalla natura (incluse le brutali pratiche di pesca giapponesi). Gli animali, “rubati” ai loro oceani e fortemente traumatizzati, vengono strappati alle loro famiglie e chiusi in piccole vasche prima di essere inviati come oggetti in Paesi stranieri dove patiranno una vita in prigionia, con pochissime opportunità di esercitare i loro istinti più naturali.

L’ultima occasione in cui l’India è finita nell’occhio del ciclone in merito alla detenzione in cattività di questi mammiferi marini risale alle fine degli Anni Novanta, quando al Dolphin City di Chennai quattro esemplari importati dalla Bulgaria morirono uno dopo l’altro nell’arco di qualche mese.

Da quel momento in poi, il governo indiano sembra avere imposto un giro di vite clamoroso sulla questione.

In questa specifica occasione, l’Animal Welfare Board indiano si è convinto delle prove sottoposte dalle associazioni animaliste e ambientaliste internazionali (HSI, Federation of Indian Animal Protection Organisations, Wildlife Rescue and Rehabilitation Centre and Earth Island Institute’s Dolphin Project) in merito alle condizioni di estrema sofferenza cui gli esemplari detenuti sono costretti. I dati presentati dalle associazioni riguardavano, in dettaglio, le modalità di cattura, le vasche di cemento, l’altissimo tasso di mortalità, la bassissima percentuale di nascite e comportamenti etologicamente anormali e molto pericolosi tanto per gli animali che per gli esseri umani che con loro entrano in contatto.

In virtù di tutto questo, il governo indiano ha esplicitamente vietato il permesso di costruire i delfinari.

Quello del bando ai delfinari è uno dei trend animalisti di maggiore successo dell’ultimo periodo. Sono già molti i Paesi che hanno deciso di aderire a questo genere di etica. Tra essi vale la pena ricorare il Costa Rica, il Cile e persino la Croazia, che vietano l’utilizzo di delfini nell’entertainment. Altre nazioni, come il Brasile e l’UK, hanno invece apportato modifiche così massicce alla legge che regola l’esposizione dei mammiferi marini da renderla troppo dispendiosa per essere messa in pratica.

L’India si unisce ora al gruppo di Paesi che hanno deciso di mettere fine ad uno spettacolo da pagliacci che non ha più senso di esistere nel ventunesimo secolo.

La bella notizia fa il paio con le altre, sempre provenienti dall’India, che evidenziano il potenziale animalista sviluppatosi nella nazione: tra le più recenti ricordiamo la sottrazione di 70 beagle alla multinazionale della vivisezione Marshall, la protezione delle tigri, l’abolizione degli “orsi ballerini” dalle strade di tutto il Paese, l’apertura al bando di prodotti cosmetici testati sugli animali.

Nel Paese c’è sicuramente ancora molto da fare, ma le premesse aprono oggettivi spiragli di luce per un futuro decisamente più orientato al rispetto dei nostri “fratelli minori”.

Foto: repertorio (fonte Fotopedia).

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