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Spagna: scoperti resti di cane utilizzati nei prodotti alimentari umani

Il SEPRONA (Servicio de Protección de la Naturaleza) spagnolo ha individuato un gruppo organizzato che avrebbe introdotto resti di cani morti nella catena alimentare umana.

La notizia è stata riportata, tra gli altri, anche dall’associazione animalista spagnola Schnauzi, che spiega come la scoperta sia stata fatta tra Galizia e Salamanca.

Secondo quanto emerso dalle analisi svolte su uno degli impianti di trasformazione dell’azienda Corral Fernando & Sons Ltd, con sede ad Asdeaseca de la Frontera (Salamanca), alcuni campioni di grasso apparterrebbero a cani, oltre che a pecore e mucche.

La Corral Fernando & Sons Ltd produce farine animali e commercia con 42 attività tra la Spagna e l’estero, Paesi Bassi e Portogallo soprattutto.

Il rapporto della Guardia Civil spagnola riporterebbe dunque la possibilità che questi resti “fossero utilizzati per la produzione di prodotti alimentari umani”.

L’azienda incriminata potrebbe ora rispondere di vari reati: dalla falsificazione di documenti all’attentato alla salute pubblica, fino alla frode – denuncia, quest’ultima, che potrebbe addirittura essere oggetto di una class action da parte di numerosi privati e aziende della zona.

Si presume che i corpi dei cani “riutilizzati” negli impianti di trasformazione appartengano ad animali mai smaltiti a norma di legge.

Al momento attuale le forze dell’ordine starebbero investigando sulle attività di 11 persone presumibilmente coinvolte nella questione. Si tratterebbe perlopiù di trasportatori, concerie e personale di aziende comunque legate al mondo animale. È stata già imposta la cessazione di qualunque attività presso la Corral Ltd, come misura precauzionale.

Non sono invece ancora state individuate aziende che potrebbero aver acquistato i prodotti adulterati.

La grave irregolarità contestata riguarda la gestione di animali appartenenti alla categoria 1, ossia animali malati, domestici, detenuti negli zoo o utilizzati per la sperimentazione, invece che animali di categoria 3 (ossia provenienti dai mattatoi e le cui carni hanno superato i controlli sanitari di legge).

Foto: carcasse di animali depositate illegalmente (fonte La Voz de Galicia).

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2 Commenti

  1. Marilena Albiero

    E’ ancora più angosciante, se possibile, la situazione in Spagna. L’orrore infinito delle perreras e adesso ecco dove finiscono in parte i resti di quelle creature che hanno conosciuto solo l’estrema crudeltà dell’unico animale che dovrebbe sparire dalla faccia della Terra: l’uomo.

  2. Eccolo!
    Il business delle perreras, il business degli smaltimenti illeciti,
    ecco dove finiscono quei poveri animali.

    Un consiglio?
    Mandiamoli falliti questi schifosi, merddonals burgershit e altra merda come quella di cui sopra.

    Qua per assurdo si rasenta “la ragione”;
    Le persone che mangiano in questi posti e credono di mangiare bene o ciò che la società impone si scandalizzano di altre che ad esempio mangiano i cani e i gatti.
    Adesso? La differenza c’è realmente, è culturale o semplicemente si può affermare con la dovuta certezza che ogni animale seppur nella diversità della propria specie sia un essere vivente consapevole e cosciente della propria esistenza?

    Il problema di fondo è che le persone dovrebbero capirlo.

    Articolo illuminante, grazie.

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