Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / Voghera: la senzatetto che rifiuta il ricovero per non separarsi dal suo cane

Voghera: la senzatetto che rifiuta il ricovero per non separarsi dal suo cane

Arriva da Voghera, la storia agrodolce della signora senza fissa dimora che ha rifiutato il ricovero in ospedale per non separarsi dal suo cane, l’unico affetto rimastole in una vita che le ha portato via troppo.

La signora si chiama Rita e ha 55 anni. Da anni è senza casa e dorme per strada, transitando tra Milano, Asti e Voghera.

In questi giorni si è sentita male, molto probabilmente a causa delle bassissime temperature, ed è stata soccorsa da due ristoratori di Voghera.

Con lei c’era l’inseparabile Bobo, l’ultimo dei suoi due cani. Fino a qualche tempo fa, Rita viveva anche con Toby. Ma Toby è troppo anziano per sopportare una vita sulla strada e da alcuni giorni è stato preso in carico da ENPA, che lo ha ricoverato presso il canile di Voghera.

Rita avrebbe avuto bisogno di un ricovero in ospedale, ma lo ha rifiutato perché farsi ricoverare avrebbe significato, per lei, abbandonare Bobo a sé stesso.

I volontari ENPA sono a quel punto intervenuti e hanno offerto alla signora e al suo cane un ricovero per la notte e pasti caldi a donna e cane.

Secondo l’associazione, “i centri d’accoglienza istituzionalizzati non sono predisposti ad accogliere animali. Mentre gli alberghi rifuggono questa tipologia i clienti anche con la garanzia di pagamento anticipato”.

Anche se per il momento Rita e Bobo sono sistemati, si tratta comunque di una situazione provvisoria e i volontari lo sanno bene. Per questa ragione chiedono all’amministrazione comunale di “predisporsi all’accoglienza di senzatetto accompagnati da animali. Tale connubio è infatti decisamente frequente tra le persone in difficoltà che vivono senza un tetto sulla testa”.

Continua ENPA: “Esistendo già in altre città italiane esempi di questo genere, ci auguriamo che la generosa Città di Voghera faccia un ulteriore passo avanti attrezzandosi per dare un riparo a queste bisognose famiglie a sei zampe”.

Il Comune, tuttavia, esprime scetticismo sulla possibilità di risoluzione di situazioni che considera particolarmente complessi.

L’assessore ai Servizi Sociali Giuseppe Fiocchi, in particolare, ha dichiarato: “Non sapevamo di questo caso. Per la sistemazione temporanea delle persone prive di dimora ci sono i dormitori cittadini e la Caritas, con cui il Comune collabora. Certo è che è già difficile accogliere le persone senza casa, e se c’è un animale le cose si complicano. Comunque sia la signora si metta in contatto con i nostri servizi sociali e vedremo cosa si può fare”.

Nella foto: la signora con il suo cane (fonte VogheraNews).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

4 Commenti

  1. …..In un paese cosidetto civile…. ci sono persone costrette a vivere per strada…. nell’indifferenza generale…… spero tanto che qualcuno possa ospiare la signora, con il suo piccolo amico a 4 zampe……. chissà…. se qualcuno che ha tanti, ma tanti soldi, che non sà neanche cosa farci….. potrebbe aiutare, chi invece è costretto a vivere senza dignità……. potrebbe capitare a chiunque di trovarsi in serie difficoltà… per questo bisognerebbe imparare la fratellanza… e la solidarietà……

  2. Parole sacre Marilena.
    La questione è così idiota da farla rientrare nel grottesco.
    Riguarda la volontà come ben ha detto la signora/ina Marilena. Una volontà e un impegno che mancano fortemente.

    Questo è il livello di civiltà in un paese senza governo da più di vent’anni nel quale criminali e vampiri continuano ad assorbire vite e togliere il pane di bocca alla gente onesta.

    Spero vivamente che per la signora Rita e per tutte le altre persone che versano in condizioni sfavorevoli, giunga una soluzione concreta, anche perchè non ci vuole tanto ad accogliere i compagni di vita di questa gente.

    Come disse un “povero idiota” tempo fa “Il nostro prossimo è tutto ciò che vive” e allora aiutiamolo il nostro prossimo che non costa niente!

  3. Marilena Albiero

    Da parte dei Comuni, della Caritas e di tante altre per certi versi benemerite associazioni c’è sempre quella che io chiamo una carità “pelosa”. Cioè una disponibilità a metà verso questi ultimi: che non siano troppo puzzolenti, che si attengano alle mille regole del centro di accoglienza e, soprattutto, che non abbiano animali perchè in questo caso il muro che si innalza è invalicabile. E invece a me pare che manchi innanzitutto una cosa: la buona volontà e la consapevolezza che il cane è SEMPRE l’unico affetto che ha seguito la persona attraverso tutte le difficoltà della vita.

  4. francescamanimali

    …per i cani dei senzatetto non c’è “Caritas” degna di tale nome….

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com