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[VIDEO] Quella brutta faccenda dei cani da slitta del Moncenisio

Tra i tanti fatti (perlopiù sgradevoli) di cronaca animalista degli ultimi giorni ce n’è uno che arriva dal Moncenisio, e che riguarda le condizioni di alcuni cani da slitta.

Gli animali, che appartengono ad un allevamento nei pressi di Piana San Nicolao, poco oltre il confine francese, sono al centro di una diatriba riguardante le loro condizioni di detenzione. A giudicare dal video che riportiamo in chiusura d’articolo, niente affatto soddisfacenti.

Secondo Greenstyle non sarebbero soltanto gli attivisti per i diritti animali a guardare con occhio critico all’intera faccenda, ma anche le stesse forze dell’ordine.

Tutto comincia con la denuncia fatta dall’associazione Sos Gaia che per prima ha filmato le condizioni degli animali. I cani, magri e apparentemente molto stressati, sono tenuti legati alla catena e manifestano atteggiamenti ossessivi come il girare in tondo. Appaiono in stato di stress.

Si trovano a vivere nella neve in una località che, con i suoi 2000 metri di altezza, arriva d’inverno fino a venti gradi sottozero. Particolare da non trascurare è il fatto che molti dei cani detenuti non sembrerebbero affatto adatti all’attività di sleddog, ossia al traino delle slitte: sono magri e hanno il pelo troppo corto.

Sos Gaia, nel comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale dichiara: “SOS Gaia ha intrapreso una azione per salvare i cani dell’allevamento cani da slitta e sleddog del Moncenisio.

Si tratta di circa 80 cani, anche se è impossibile stabilire il numero con precisione perché molti di loro sono detenuti in gabbie inaccessibili al pubblico.

Dopo varie segnalazioni allarmanti che definivano il posto un lager, sabato 5 gennaio un gruppo di volontari è andato a fare un sopralluogo per verificare di persona la situazione, che si è rivelata più grave di quanto non ci si aspettasse.

I cani si trovano in uno spiazzo completamente ricoperto di neve e ghiaccio, sono prevalentemente cani a pelo corto (pertanto non hanno neanche pelo lungo, folto e sottopelo invernale), sono di una magrezza impressionante, alcuni presentano anche evidenti zoppie. Sono legati ad un palo con una catena fissa, alcuni hanno un riparo fatiscente, spesso completamente ricoperto dalla neve e comunque non adatto ad una temperatura che, a quella altezza, può arrivare anche a -20°/-30°.

I cani si muovono intorno al palo, unica possibilità di movimento che hanno, così la catena si accorcia e talvolta non possono più neanche raggiungere il fatiscente riparo e rimangono all’aperto nel gelo invernale.

È tristissimo vedere questi poveri cani accartocciati su se stessi cercando di ripararsi dal freddo, sopra un terreno ghiacciato spazzato continuamente da un vento gelido, senza la possibilità di muoversi o di tentare di arrivare a quegli pseudo-ripari fatiscenti, per via della catena troppo corta, e del resto i ripari sono sepolti dalla neve.

Questa situazione va avanti da parecchi anni. Nonostante le numerose proteste degli animalisti, i richiami da parte delle autorità cittadine e delle associazioni animaliste e le indagini in corso, l’attività di questa azienda va avanti come se niente fosse, senza prendere provvedimenti che possano rendere un po’ più confortevole la vita di questi cani.

Ci si chiede come possano esserci persone che tranquillamente vanno in quel sito a passare i week-end, a contatto con la natura e convinti di praticare uno sport (se sport si può chiamare farsi trainare sulla slitta da cani costretti con la forza a farlo), incuranti della scena drammatica che si svolge attorno a loro, con lo scenario di cani incatenati denutriti e infreddoliti. Il sito web del proprietario dell’attività presenta una situazione idilliaca che non corrisponde per nulla alla realtà.

I volontari di SOS Gaia hanno provveduto a fare foto e filmati per documentare la situazione, ma non è stata impresa semplice perché il proprietario dei cani e dell’azienda, nonostante i volontari fossero fuori dalla sua recinzione, li ha subito aggrediti verbalmente con minacce pesanti e insulti irrepetibili, per poi passare all’aggressione fisica con lancio di pietre, quindi è uscito dalla sua proprietà per venire a strattonare gli operatori che stavano documentando lo stato dei cani.

Non si voleva che l’azione di SOS Gaia finisse in una rissa, poiché l’unico obiettivo era salvaguardare i cani, quindi non c’è stata reazione da parte dei volontari, lasciando che della cosa se ne occupassero le autorità competenti.

SOS Gaia, tramite il suo responsabile, ha fatto una denuncia circostanziata alla Questura di Torino sullo stato dei cani, corredandola di materiale fotografico e filmati.

Ci auguriamo che questa situazione venga presa in seria considerazione dalle autorità competenti, onde evitare che i cani passino un altro inverno in queste condizioni, mettendo a grave rischio la loro sopravvivenza oltre che essere sottoposti ad una sofferenza e un disagio inaccettabili”.

La reazione dei proprietari dell’allevamento è di irritato stupore: “Nel nostro allevamento i cani stanno benissimo, sono seguiti a tempo pieno da una veterinaria. Quelli a pelo corto sono una razza adatta a vivere nel clima rigido nata da un incrocio con levrieri. Seguono un’alimentazione particolare, ricca di proteine e fanno moltissima attività fisica. Quando non corrono li teniamo legati per evitare zuffe e accoppiamenti. La notte dormono tutti al riparo”.

I proprietari sottolineano anche che le riprese sono state fatte illegalmente, senza gli opportuni permessi. Tuttavia, la Polizia starebbe investigando sulla faccenda.

Si attendono dunque eventuali sviluppi sulla questione.

Foto: fonte video.

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