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L’Ucraina e i cani fatti saltare in aria dai militari. Per le esercitazioni

Ci sarebbero le esercitazioni militari alla base delle presunte violenze perpetrate nei confronti di numerosi animali. La notizia arriva dall’Ucraina di Andrea Cisternino, quell’Ucraina in cui i randagi non smettono di essere bersaglio dei dog hunter, in cui continuano a morire nonostante i disperati sforzi dei volontari.

Geapress riporta che la conferma dell’esplosione dei cani arriverebbe dalla stessa Procura Militare ucraina, che spiega in un comunicato come nell’area militare AO281 localizzata a Zhytomyr si sarebbero verificati pesantissimi abusi nei confronti degli animali dagli stessi soldati impegnati nelle esercitazioni.

Sempre secondo la Procura, qualcuno risulterebbe già indagato e un’investigazione per chiarire i dettagli della questione sarebbe ora in corso.

Lo stesso attivista italiano a Kiev, Andrea Cisternino, conferma che voci sulla faccenda circolavano già da qualche giorno.

Sulla sua pagina Facebook commenta: “Purtroppo i randagi ucraini non avranno mai pace. Di questa storia sono venuto a conoscenza due giorni fa, ma volevo verificare. Purtroppo è realtà”.

Secondo quanto trapelato, le indagini attualmente in corso parlerebbero di reati quali “abuso di potere da parte dei militari superiori e di pubblici poteri” e “crudeltà verso animali randagi”.

Nella fattispecie, sembra che un comandante di brigata abbia ordinato ai suoi uomini di ammazzare a colpi di badile tre cani randagi, per poi imbottirli di esplosivo e farli saltare in aria, nell’obiettivo di migliorare “lo spirito bellico” delle truppe. O, più probabilmente, la loro crudeltà.

Il particolare che più di tutti è degno di nota è che a parlare per primo di quanto accaduto non sarebbe stato un attivista o un volontario, un “animalista” insomma (termine che molti si fanno scivolare sulle labbra con un certo diprezzo), quanto piuttosto Anatoly Gritsenko, ossia l’ex Ministro della Difesa e attuale membro del Parlamento Ucraino.

Gritsenko avrebbe anche fatto intendere che episodi del genere potrebbero non rappresentare casi isolati.

“Voglio capire se questa crudeltà è stata causata solo da questa squadra di militari o è una cosa che avviene regolarmente all’interno dell’esercito ucraino”, avrebbe dichiarato l’ex Ministro. “Se succede regolarmente tra i militari bisogna pensare a quel proverbio che dice che il pesce comincia a marcire dalla testa, e poi su tutto il corpo. In questo caso, il corpo è già marcio. Ad una nazione malata, perché guarisca, bisogna ricordare i valori originali di parole ormai dimenticate come onore, dignità, moralità e responsabilità”.

Foto: un randagio a Kiev (fonte akk_rus-Flickr).

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