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Il WWF avverte: attenzione, in Piemonte il lupo è minacciato dal bracconaggio

È WWF a lanciare l’allarme sui pericoli corsi dal lupo nella regione Piemonte, e lo fa con un lungo ed esaustivo articolo pubblicato nelle scorse ore sul suo sito web.

Secondo quanto segnalato da WWF, il nuovo approccio nella gestione regionale del lupo prevederebbe l’azzeramento dei finanziamenti destinati al monitoraggio e alla ricerca sul superpredatore oltre che una particolare attenzione nei confronti degli allevatori che da esso si ritengono minacciati o danneggiati.

“Un cambiamento che da molte parti è stato interpretato come la volontà della Regione Piemonte di risolvere il vecchio problema della convivenza tra pecore e lupi con il semplice metodo della pallottola, attribuendo al lupo la principale responsabilità dell’attuale crisi della pastorizia”, dichiara WWF. “Crisi che, come noto, colpisce anche regioni a fortissima vocazione pastorale come la Sardegna e la Sicilia, dove però il lupo non esiste”.

Secondo WWF, un atteggiamento del genere non farà che rinfocolare le tensioni tra naturalisti e pastori – senza di fatto risolvere il problema della convivenza con uno degli animali più rari e preziosi del nostro ecosistema.

L’associazione prosegue poi snocciolando un’interessante lista di numeri relativi a natalità e mortalità del lupo nella zona.

In totale, il lupo è stato osservato in cinque province piemontesi, ma con numeri sempre limitati: 27-29 lupi nella provincia di Cuneo, 15-20 lupi in quella di Torino, 43-48 lupi su tutta la zona alpina piemontese (con una leggera diminuzione), 10 lupi sull’Appennino, e solo pochi esemplari solitari o vaganti nelle altre aree d’interesse.

A fronte dei lupi osservati, poi, ci sono quelli morti.

Soltanto nell’inverno 2011-2012 gli esemplari ritrovati senza vita sono stati ben 13, perlopiù a causa dell’impatto con autovetture oppure uccisi dai bracconieri. In merito a quest’ultimo particolare, dei quattro lupi morti recuperati in provincia di Cuneo tre hanno perso la vita, rispettivamente, per un colpo di arma da fuoco, per una trappola e per avvelenamento.

Sempre avvelenati sono morti due dei quattro lupi ritrovati senza vita in provincia di Alessandria.

Passando poi alla provincia di Torino, si scopre che dei cinque esemplari ritrovati senza vita uno è stato impallinato, un altro avvelenato, un altro ancora investito da un treno, uno da un’automobile, e uno ucciso dalla trappola di un bracconiere.

In buona sostanza, le uccisioni dei lupi da parte di “giustizieri” armati di doppietta o topicida avrebbero raggiunto numeri quantomeno allarmanti. Un dettaglio che, di fatto, confermerebbe il clima di ostilità che sta prendendo piede nei confronti di un predatore che – vale la pena ricordarlo – fino a pochi decenni fa risultava ormai sterminato nel nostro Paese.

Potete seguire le attività di WWF Piemonte e Valle d’Aosta su Facebook, a questo indirizzo.

Foto: repertorio (fonte Fremlin-Flickr).

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