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Tira aria di tempesta attorno a Tommy, il cane che vive in chiesa a San Donaci

Vi ricordate di Tommy (o Ciccio), l’anziano cane che vive nella chiesa di San Donaci dalla morte improvvisa della sua proprietaria, due mesi fa?

Ne avevamo parlato in questa news.

L’eco mediatica della notizia, che ha superato i confini italiani ed è stata rilanciata anche dai media internazionali, ha fatto da cassa di risonanza per le polemiche che ora circondano il cane.

Secondo Repubblica, a San Donaci tirerebbe infatti “aria di tempesta” in merito a chi avrebbe il diritto di prendersi cura di Tommy.

Pare infatti che l’anziano cane sia conteso tra Domenico Serio, primo cittadino di San Donaci che tramite atto formale lo ha già “trasformato ufficialmente” in un cane di quartiere, e Sebastian Mapelli – ossia il figlio di Maria Lochi, proprietaria di Tommy, ora deceduta.

Sempre secondo Repubblica, Mapelli rivendica il diritto di decidere per l’adozione del cane.

“Dov’era il sindaco e dov’era l’amministrazione quando mia madre, sola, doveva provvedere a tutti i randagi del paese?”, avrebbe dichiarato il giovane a varie testate giornalistiche e tv, “Mi chiedo da dove spunti fuori questo animalismo dell’ultima ora per cui Tommy e non altri cani, senza storia se non quella del loro abbandono, si conquista il titolo di cane di quartiere”.

Mapelli si riferisce all’annuncio fatto lunedì dal sindaco Domenico Serio, su Facebook: “A titolo personale, informo che il cane Tommy, da oggi, è un cane di quartiere del comune di San Donaci ed è stato legittimamente affidato ad un nostro concittadino”.

Sibillino, il sindaco aggiunge: “La democrazia è il dono più importante che possa avere il cittadino. La democrazia consente a tutti di avere liberamente delle opinioni e di comportarsi di conseguenza. Poi ci sono diversi livelli di qualità della democrazia e questi dipendono dalla volontà dei cittadini di cercare, prima di farsi una opinione, di conoscere i fatti. Senza la conoscenza della verità non c’è una democrazia vera. Arriverà il momento della verità si conoscerà ciò che è accaduto in questi giorni. Non posso fare comunicazioni istituzionali in quanto bloccato dalla par condico in vista delle prossime elezioni politiche”.

Sempre su Facebook, Sebastian Mapelli ribatte (attraverso il profilo di sua madre, creato qualche giorno fa): “Non cerco visibilità o pubblicità, ma non posso accettare che mentre mia madre era in vita nessuno esterno alla famiglia ha fatto nulla per i suoi cani e per lei e ora tutti si preoccupano per Tommy! Rivendico solo il diritto di tutelarlo fisicamente e psicologicamente scegliendo per questo cane una famiglia fidata ed adeguata cosicché quando i riflettori su questa storia giustamente si spegneranno, il cane non venga sbattuto in mezzo alla strada e sotto la pioggia! Tengo anche a fare presente a tutti che nel comune di San Donaci sono presenti circa 150 cani randagi, ma sfortunatamente per loro non fanno notizia e quindi sono quasi totalmente ignorati!”.

E poi ci sarebbe la questione della presunta reclusione del cane “all’interno di una stanza del comando dei vigili urbani”.

Il comandante della Polizia Municipale di San Donaci, ovviamente, smentisce e sottolinea di aver “seguito le procedure indicate dalla legge regionale insieme al servizio veterinario della ASL di Brindisi. Il cane è sempre stato amato dal paese ed è al paese che appartiene”.

Continua poi specificando che Tommy sarebbe stato più volte visitato da un veterinario e che si troverebbe ora affidato alle cure di un cittadino. Di giorno, il cane sarebbe libero di girovagare per il paese “come è nella sua natura”.

Di diverso avviso è Sebastian Mapelli, che condivide questo status: “In queste ore il sindaco dopo avere sequestrato Tommy senza nessun potere, questa mattina lo ha rimesso in strada il povero tommy portandolo in chiesa davanti a tutte le persone, facendone un fenomeno da baraccone ancora una volta, solo perché erano presenti giornalisti e TV. Ancora una volta si specula su Tommy, un cane anziano che in questo momento poteva stare in casa al calduccio fuori dalla portata di telecamere e giornali”.

È probabile che l’ultima parola sul destino di Tommy, infine, spetterà alla magistratura anche perché l’avvocato di Sebastian Mapelli avrebbe dichiarato disponibilità ad iniziare un’azione giudiziaria.

Foto: Tommy (fonte Maria Lochi-Facebook).

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9 Commenti

  1. Mariuccia Fornasari

    Mi auguro che per Tommy, che sta dando vere lezioni di amore a noi umani, possa vivere in pace, accudito e amato come lui ha dimostrato di essere una grande creatura. Smettiamola di complicare le cose e impariamo a rispettare le situazioni con coscienza e giustizia.

  2. Io, a questo punto, visto l’andazzo, mi auguro, spero proprio con tutto il cuore che non gli capiti quello che è successo al bellissimo Totò di Catanzaro, di cui abbiamo letto più sopra!

  3. Cara Marilena, quant’è difficile, per alcuni, accettare il fatto che l’essere umano NON è “padrone” di questo e quello, ma che al limite dovrebbe essere un buon “gestore”, (diciamo così), dell’Azienda Vita.
    L’imparzialità fra gli esseri è alla base del rispetto, alla base della vita stessa. Ogni essere prova emozioni e sentimenti, è ormai noto a chiunque!
    Ma no, molti esseri umani farebbero bene a non osare nemmeno di definirsi “umani”, tantomeno “buoni”! E, sai? io credo che la tanto temuta fine del mondo sia iniziata da quando l’essere umano ha messo piede sulla Terra.
    E a certi pretonzoli, (Cfr. Don Mazzi & Affini), bisognerebbe ricordare quel che dovrebbero ricordare. Non è un gioco di parole; è scritto nel Credo (Dio “creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”.). Cari “fratelli” pretonzoli e bigotti, ed anche specisti, bisognerebbe che voi rammentiate alcune liete conoscenze; Francesco d’Assisi, ad esempio, a cui furono donati alcuni pesci ancora vivi.
    Li rimise immediatamente in acqua, dicendo loro: “Fatevi furbi!”.

    P.S. Se qualche benpensante inorridito dovesse portarmi LE PROVE dell’esistenza di un “cane pedofilo”, beh, giuro che mi farò monaca. Lo giuro.

  4. Marilena Albiero

    Sarebbe ora davvero di smetterla, come dice Elisabetta, sulla trita e ritrita storia: “ma occupiamoci dei bambini o degli anziani o dei malati” Chi dice così (in prima linea tanti troppi preti) non fa un’accidente per nessuno chiaro? Conosco tanti volontari che si dannano l’anima per gli animali e non perdono occasione per fare volontariato nei ricoveri per anziani o negli ospedali. Viceversa conoscono parecchie “brave persone” che aiutano vecchi e malati ma, cazzo, per un animale in difficoltà solo e sempre assoluta indifferenza.

  5. Condivido tutto quel che affermi, caro JOHNNYF.
    Un abbraccio e speriamo che la mente ed il Cuore degli uomini vadano oltre il contingente.
    Speriamo che gli animali ricevano il rispetto che meritano, indistintamente tutti, Tommy & C.

    Eli

  6. A quanto ho capito, questo cagnolino ha 12 anni e non vorrei dire, ma per un vecchietto come lui che aspetta il suo cuore (cioè la signora che purtroppo è venuta a mancare ed era la sua padrona), non so quanto possa essere giusto e salutare essere sradicato da questi luoghi “di casa”.

    D’altra parte il figlio della signora ha ragione quando dice che ci sono centinaia di cani randagi e il comune non se ne cura, è una problematica standard ormai che non frega un cazzo a nessuno, solo ai volontari e alle persone con una coscienza (quando non ci sono canili privati inseriti tramite false gare d’appalto che fanno morire d’inedia gli animali prendendo un lauto compenso giornaliero a creatura e non avendo spese a riguardo).

    Mi domando solamente perchè dopo tutto questo tempo, il figlio si è svegliato dal torpore e vuol trovare solo adesso un’adozione per Tommy/Ciccio, e prima? Guarda caso proprio dopo l’attenzione dei media…mah! Sono passati mesi, eppure qua pare a me che la vera vittima sia sto povero cagnolino, usato e strumentalizzato da tutti senza ritegno che stanno solo speculando sul suo dolore, e lasciatelo in pace! *

    P.S.: E gli altri cani della signora? Sono già stati adottati?
    Mi è sembrato di capire che sono all’interno della proprietà della signora e qualcuno gli porta da mangiare…

    *lasciarlo in pace significa fargli fare le cose che ha sempre fatto da quando è venuta a mancare la padrona, il mangiare ce l’ha, va pure alla messa, sta in paese, è coccolato dai bimbi, mi sa che gli manca solo un rifugio un po’ più stabile in notturna.

  7. …e, sotto, ho commentato:

    Il primo che si azzarda a rinfacciarmi i bambini che muoiono di fame, di sete e di bombe… lo sbrano.
    Si smetta di creare insensate gerarchie, va bene? Non scadiamo, per cortesia, nella solita solfa del cosa/chi sia “più importante! Per mia esperienza so che la maggioranza di chi fa certi insulsi paragoni, non fa un benemerito ZZo né per i cani, né per i bambini. Dunque mi si risparmi il buonismo, quantomeno!
    Se faccio del bene (a chicchessia), non vado a strillarlo per le piazze.
    Il giorno in cui dovessi far questo, farò meglio ad aprire un’attività;
    vendere rape freschissime a ottimo prezzo… magari regalarne qualcuna.
    Il bene non è una merce.
    Il bene SI FA. E tutti zitti.

  8. Rebloggato su WordPress con il commento che segue:

    Come Tommy, moltissimi altri cani… moltissime altre bestie dimostrano ogni giorno l’Amore che hanno dentro! Non chiedono di essere pubblicizzati! Non chiedono niente! Perché noi umani ci stupiamo sempre dell’Amore incondizionato di cui sono capaci gli animali? E’ la prima volta, forse, che abbiamo le prove di questo Amore? E poi, quanti randagi “vivono” a San Donaci?!? Signor Sindaco di San Donaci, lasci libero Tommy! Tommy non è un attore, non è una star, non ha bisogno di red carpet e paparazzi! Se invece lei, signor Sindaco, ha così tanto disperato bisogno di consensi, allora provveda a tutelare tutti i randagi di San Donaci, i quali soffrono ed amano, esattamente come Tommy, anche se senza scomodare il bieco buonismo dell’attimo fuggente (mediatico)! Emani, signor Sindaco, una Ordinanza affinché TUTTI i randagi di San Donaci abbiano affetto e cure! Signor Sindaco di San Donaci, faccia qualcosa di grande, faccia qualcosa per cui la si possa davvero ricordare, ché, si sa, le stelle cadenti illuminano il buio soltanto il tempo di un attimo.

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