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[VIDEO] Il salvataggio degli ibridi di lupo, creati per la vanità dell’uomo

Nella primavera del 2012, l’importante associazione animalista internazionale IFAW è intervenuta per soccorrere ben 29 ibridi di lupo detenuti in un allevamento dell’Alaska.

L’International Fund for Animal Welfare ha portato così a termine uno dei più massicci interventi di soccorso a questi animali creati esclusivamente per la vanità dell’uomo.

La scena che i soccorritori si sono trovati di fronte al momento del soccorso era quantomeno desolante: gli ibridi, tutti legati a catena e con profonde piaghe sul collo, erano abbandonati a loro stessi su un terreno e preda di comportamenti ossessivi come il girare in tondo, continuamente, oltre che privati di cibo e di acqua. In particolare, erano separati gli uni dagli altri, nella negazione assoluta del loro tipico status di branco.

Incapaci di socializzare tanto con i loro simili quanto con gli esseri umani, questi animali venivano allevati illegalmente da un “proprietario” che li rivendeva poi come “cani da compagnia”.

Ma come giustamente specificato da IFAW, gli ibridi di lupo non sono cani. Sono animali enormi, molto forti e totalmente imprevedibili. Il loro DNA è almeno parzialmente selvatico, e le loro caratteristiche “lupesche” non li rendono adatti alla vita in famiglia.

Il risultato è quindi, spesso e volentieri, un’esistenza trascorsa legati ad una catena, come proprietà di persone che temono persino la loro vicinanza.

Nel caso specifico di questi ventinove esemplari, l’alternativa era molto semplice: se IFAW non fosse intervenuta a soccorrerli, sequestrarli, sterilizzarli e infine sistemarli permanentemente in un santuario, sarebbero stati tutti abbattuti dal personale governativo perché ingestibili come cani e improponibili come lupi rilasciati in libertà.

Gli ibridi sono stati quindi tutti portati via e trasferiti in California, dopo essere stati curati e sterilizzati presso un centro veterinario.

Non torneranno liberi e non saranno mai i cani di nessuno. Vivranno tutta la loro esistenza all’interno di un parco recintato, liberi di vagare su superfici molto ampie (ma pur sempre reclusi), in un contesto che più di tutti è in grado di ricreare una condizione etologica ideale per loro.

Questa vicenda è il risultato dell’arroganza di una specie, la nostra, che si arroga il diritto di piegare Madre Natura al suo volere, creando specie che poi non è in alcun modo in grado di gestire.

Come giustamente sottolineato da IFAW alla fine del filmato, “gli animali selvatici appartengono alla natura”. E l’invito è uno solo: non acquistateli, non deteneteli, e non supportate in alcun modo la loro “produzione”.

Foto: fonte video.

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