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Scoperte dell’acqua calda: “le aragoste soffrono quando vengono bollite vive”

Gli scienziati della Queen’s School of Biological Sciences hanno scoperto l’acqua calda (e mai modo di dire fu, purtroppo, più azzeccato): le aragoste provano dolore quando vengono immerse vive nell’acqua bollente.

La “notizia” è stata pubblicata nelle scorse ore assieme ad un appello agli chef e, più in generale, agli operatori dell’industria alimentare a riconsiderare le modalità con cui vengono trattati i crostacei vivi.

Questo illuminante studio è stato pubblicato sull’importante Journal of Experimental Sciences e di fatto conferma quello che il buonsenso di chiunque aveva già afferrato: i crostacei sono in grado di provare sensazioni fisiche.

Gli illustri scienziati se ne sono accorti dopo averli sottoposti a piccole scariche elettriche: “stranamente” gli animali cercavano di nascondersi perché provavano dolore.

Uno dei ricercatori, comunque, commenta la specificità dell’intervento: “L’esperimento è stato progettato con cura per distinguere tra il dolore e un fenomeno noto come riflesso nocicettivo. La funzione del dolore è quella di aiutare ad evitare la fonte del dolore stesso, mentre la nocicezione è una risposta automatica atta a fornire una risposta immediata, ma senza nessuna consapevolezza o modifiche al comportamento”.

In pratica, una volta che i crostacei ricevevano la scossa elettrica cercavano in ogni modo di evitare di ricollocarsi nel punto in cui l’avevano subita, in modo da non sperimentare nuovamente il dolore.

Ci si augura ora che una tale scoperta possa quantomeno modificare la percezione di qualcuno in merito alla “consapevolezza” di questi animali che, come è noto, non hanno alcuna tutela nell’industria alimentare. Un’industria alimentare che, nonostante tutto, abusa costantemente anche degli animali soggetti a norme più stringenti (nella fattispecie, mammiferi).

Probabilmente non era necessario uno stuolo di scienziati per stabilire che qualunque animale rifugga la morte e desideri la vita: ma tant’è, in alcuni casi è bene che certe affermazioni siano suffragate da conferme scientifiche. Per alcuni, la sensibilità e l’empatia non bastano.

Soltanto nelle scorse ore, un ristoratore di Campi Bisenzio, nel fiorentino, è stato denunciato per maltrattamento di animali per aver rinchiuso aragoste vive, con le chele legate, all’interno di una cella frigorifera. Dal momento che questi animali provano dolore quando vengono immersi nell’acqua bollente, perché non dovrebbero provarne nel gelo e nel buio di un freezer?

Foto: repertorio (fonte Robert Bahn-Flickr).

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