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La Francia sospende la soppressione degli elefanti di Brigitte Bardot

Ce l’ha fatta, BB: i “suoi” elefanti, almeno per il momento, non saranno soppressi.

È stato lo stesso presidente francese Francois Hollande a scendere in campo pubblicamente in supporto all’ex attrice, da tempo attivista per i diritti animali, per tranquillizzare il pubblico in merito alla sorte di due anziani elefanti da sempre detenuti nello zoo di Lione.

La decisione presidenziale di prendere una posizione netta è il risultato della violentissima protesta della Bardot, che aveva minacciato di abbandonare la propria patria se i due pachidermi, malati di tubercolosi, fossero stati soppressi.

Hollande si sarebbe impegnato con una lettera, garantendo che l’esecuzione è, per intervento presidenziale, stata “sospesa”.

Baby e Nepal, ex elefanti da circo, erano destinati alla soppressione per “motivi di sicurezza” nei confronti degli altri animali dello zoo. La Brigitte Bardot Foundation era intervenuta immediatamente con una campagna di alto profilo che aveva puntato i riflettori della stampa internazionale sulla vicenda.

Secondo la lettera di Hollande pubblicata dalla Bardot Foundation e datata 9 gennaio 2013, il presidente avrebbe richiesto al Ministero dell’Agricoltura di investigare attentamente sullo stato di salute degli animali e di valutare le terapie realisticamente possibili per scongiurarne la morte e la sofferenza.

Dichiara il portavoce dell’attivista: “Si tratta del primo segnale positivo che otteniamo, ma la sorte di questi animali resta comunque indefinita. Molto dipenderà dall’esito delle investigazioni”.

L’inversione di rotta presidenziale è avvenuta dopo il mormorio internazionale seguito all’iniziale rifiuto di Hollande di intervenire sulla questione, nonostante un appello scritto della Bardot. Al rifiuto del presidente era seguita la minaccia di BB di emigrare in Russia o in Nepal.

Si attendono ulteriori sviluppi sulla questione.

Foto: repertorio (fonte Juliana Dacoregio-Flickr).

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