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A Gardaland chiude il delfinario, animali forse in pensione all’acquario

È assai probabile che sulla decisione di chiudere il delfinario di Gardaland abbiano pesato anche le polemiche degli ultimi anni.

Fatto sta che uno dei più importanti parchi di divertimento italiani ha, nelle scorse ore, dichiarato il pensionamento dei quattro delfini che per anni hanno “intrattenuto” i visitatori.

Per Robin, Teide, Betty e Nau, però, non si prospetta la reimmissione in libertà né il ricovero presso un santuario, quanto piuttosto il probabile trasferimento all’Acquario di Genova.

Dichiara il Coordinamento Antispecista su GreenMe: “Di certo sulla decisione hanno avuto un peso anche le polemiche degli anni passati in merito alla morte di diversi esemplari di delfini del Palablu: nel 2000 la Procura di Verona aprì un’inchiesta per stabilire le cause del decesso di quattro cetacei, morti nel giro di tre anni senza spiegazioni immediate”.

Il direttore scientifico di ENPA, Ilaria Ferri, aggiunge che “la scelta di destinare i quattro cetacei ad un’altra struttura di cattività non cambierebbe la loro condizione” e sottolinea come la Merlin Entertainments, multinazionale a capo di Gardaland e di numerose altre strutture anche all’estero darebbe un segnale etico molto forte soltanto se decidesse di mettere fine alla prigionia di tutti gli esemplari detenuti.

“E invece, come testimoniato dal sito web dell’Acquario di Roma, la stessa società che gestisce il Palablu di Gardaland non solo non sembra intenzionata a dismettere le attività legate alla cattività, ma dovrebbe persino avere la gestione del futuro acquario di Roma la cui apertura è stata procrastinata ulteriormente e che al momento non possiede alcuna autorizzazione”.

Secondo la Ferri, dunque, i quattro delfini di Gardaland verrebbero pensionati più per inadeguatezza delle strutture (e dunque per evitare investimenti in denaro) che per motivazioni etiche. E il probabile trasferimento dei mammiferi marini in un acquario invece che il rilascio in un santuario marino ne sarebbe la conferma.

La posizione del Parco, chiaramente, è molto diversa. Il direttore di Gardaland Danilo Santi dichiara: “Merlin ha nel suo DNA una politica di profondo rispetto per gli animali, la scelta di dire addio al delfinario ne è quindi una diretta conseguenza. È una grande multinazionale che attraverso i suoi acquari si impegna nella tutela delle specie marine, e a livello internazionale combatte contro la caccia alle balene. C’è chi vede una contraddizione tra questo impegno ambientalista e la presenza di delfini nei parchi divertimento”.

Il quotidiano L’Arena, dal canto suo, sottolinea come la decisione influirebbe negativamente sui guadagni di Gardaland, dal momento che un visitatore della struttura su quattro è intenzionato a vedere i delfini.

Valutazioni personali e opinioni in merito al concetto di “etica” a parte, la chiusura del delfinario di Gardaland resta comunque un passo importante che, si spera, in futuro porterà all’assenza di nuove autorizzazioni per l’installazione di strutture simili. Il problema degli animali detenuti in cattività per il divertimento umano, in effetti, andrebbe risolto alla radice, evitando la reclusione in prima istanza ancor più che “pensionando” gli animali dopo una detenzione durata una vita.

Foto: repertorio (fonte Makoto Nakashima-Flickr).

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