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[FOTO E VIDEO] Storia di Buck, “il cane che non voleva morire”

La storia di Buck arriva dallo Stato americano del Texas.

Questo incrocio pitbull dal mantello bianco e rosso è stato ripetutamente colpito sul muso dai pallini di un fucile ad aria compressa, e poi chiuso in una busta nera dell’immondizia e abbandonato a bordo strada.

Era stato lasciato a morire dai suoi aguzzini ma, incredibilmente, è riuscito a sopravvivere e ora la sua storia sta facendo il giro della rete.

La vicenda di Buck arriva dal Texas ed è già diventata molto famosa tra gli amanti degli animali americani, che hanno donato per il giovane cane una cifra considerevole in modo che lo staff veterinario che lo ha preso in cura possa garantirgli tutte le terapie di cui ha bisogno.

Buck è stato trovato chiuso in un sacco nero dell’immondizia all’inizio di gennaio. La busta, a sua volta, era stata legata ad un recinto della cittadina di Conroe.

Sono stati i residenti della zona ad accorgersi che qualcosa non andava e, una volta aperto il sacco, si sono trovati di fronte un cane dal muso coperto di sangue che, dopo qualche passo sul marciapiede, è collassato a terra.

Considerata la sua razza e le condizioni in cui versava, inizialmente i soccorritori hanno pensato che Buck fosse stato utilizzato come cane-esca per i combattimenti clandestini.

Trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria d’emergenza, il pitbull ha in realtà dovuto subire l’estrazione di numerosi pallini di piombo sparati in faccia e sul collo. I danni maggiori sono stati riscontrati a livello degli occhi, della bocca e del collo ed è purtroppo probabile che Buck resterà completamente cieco. Al contempo, i veterinari non escludono che i danni all’udito possano essere permanenti e che per il cane vi possano essere anche ripercussioni a livello neurologico.

Inoltre, al momento del ricovero era in stato di ipotermia per aver trascorso un’intera notte al gelo, chiuso nella busta di plastica.

Le condizioni del pitbull sono state stabilizzate dal dottor Ron Hendrick dell’Animal Emergency Clinic of Conroe, ma non è stato possibile rimuovere tutti i pallini all’altezza del cranio.

A quel punto, i soccorritori del cane hanno creato una pagina Facebook per chiedere la collaborazione di tutti nella raccolta fondi che avrebbe garantito a Buck tutte le terapie di cui aveva bisogno.

Sono stati raccolti rapidamente oltre 5000 dollari, più che sufficienti per pagare la clinica.

Da tre giorni a questa parte, quello che è stato soprannominato “il cane che non voleva morire” ha ripreso a muovere qualche passo da solo. Presto dovrà essere visitato da un oculista veterinario, che saprà dare risposte definitive sulle condizioni dei suoi occhi.

La polizia di Montgomery County ha preso in carico l’investigazione per identificare l’aguzzino, o gli aguzzini, che hanno ridotto Buck nelle condizioni pietose in cui si trova. È probabile che per individuare il colpevole verrà offerta una taglia.

Forza Buck!

Nelle foto: le condizioni di Buck (fonte DailyMail).

Di seguito: un video che lo mostra dopo il ricovero.

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2 Commenti

  1. Maledetti, vigliacchi criminali, spero che muoiano uno ad uno.
    E non se ne può più.
    La domanda che mi pongo è perchè non lasciano stare chi se ne stà per i fatti suoi?
    Vanno a cercare sempre gli indifesi e i più buoni (animali, bambini ecc.).

    Forza Buck, sei bellissimo e ti riprenderai!

  2. Al colpevole di questo orrendo gesto auguro di morire nel dolore piu’ atroce che possa esistere. MALEDETTO!

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