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Treviso: in nove a processo per maltrattamento fauna selvatica (e molto altro)

Figurerebbero anche due dipendenti della Provincia tra i nove imputati a processo oggi a Treviso.

Le accuse sono svariate: cattura, detenzione e commercio di uccelli migratori e di fauna selvatica, ma anche furto aggravato, maltrattamento di animali, detenzione illegale di armi, abuso d’ufficio, esercizio abusivo della professione di veterinario, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio.

Una sequela di reati da far impallidire e relativa ad una vicenda accaduta ormai diverso tempo fa, tra il 2007 e il 2009 e che si lega all’utilizzo di quegli impianti di cattura di animali selvatici chiamati “roccoli”.

L’eurodeputato Andrea Zanoni sottolinea la particolare gravità delle accuse e ricorda, in dettaglio, i tordi “vivisezionati” artigianalmente in un apposito laboratorio clandestino.

Gli accusati sarebbero stati infatti responsabili della pratica del sessaggio, ossia dell’attuazione di una dolorosissima operazione chirurgica finalizzata a definire il sesso degli uccellini. Gli imputati l’avrebbero praticata non solo illegalmente, ma anche in condizioni igieniche raccapriccianti e senza alcuna anestesia per gli animali.

Praticando un taglio al basso ventre degli uccelli, i vivisettori artigianali provvedevano a spostare le interiora per ispezionare la parte sottostante la spina dorsale, allo scopo di individuare i testicoli. I maschi venivano in qualche modo ricuciti, le femmine lasciate morire oppure uccise tramite schiacciamento della testa.

E anche per i maschi ricuciti le prospettive di sopravvivenza oscillano tra il 50 e il 70%.

I nove imputati erano stati trovati in possesso di esemplari appartenenti a varie specie, molte delle quali protette: verdoni, fringuelli, frosoni, peppole, poiane, picchi rossi maggiori, picchi neri, tordi, cesene, crocieri, allodole, colombacci – ma anche faine e scoiattoli.

Dichiara l’onorevole Zanoni su Geapress: “Mi auguro che nel caso gli imputati venissero giudicati colpevoli, siano condannati a pene esemplari. Sarebbe però ancora più grave se venisse accertata la colpevolezza di due dipendenti pubblici pagati con i soldi dei contribuenti per fare rispettare le leggi”.

In merito ai roccoli, l’eurodeputato commenta: “Sono un obbrobrio che nessuna società civile dovrebbe accettare. Si tratta di impianti dove con l’inganno delle reti da uccellagione vengono catturati i piccoli uccelli migratori canori utilizzati poi come richiami vivi nella caccia da appostamento, ovvero detenuti per sempre in gabbie talmente piccole da non poter mai più aprire nemmeno le ali”.

Nella foto: il sessaggio di un uccellino (fonte Geapress).

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