Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti
Home / Cronaca / Il 2013 è l’anno della speranza per le rarissime tigri

Il 2013 è l’anno della speranza per le rarissime tigri

Si respira finalmente un po’ d’ottimismo per quanto riguarda le ormai rarissime tigri.

Secondo quanto confermato dalla Wildlife Conservation Society, ci sarebbero infatti significanti progressi nella sopravvivenza dei felini in tre aree chiave in cui la maggior parte dei loro esemplari si concentra.

Per WCS, i risultati sarebbero da attribuirsi a giri di vite legislativi, implementazione della protezione dei predatori e aumento dell’habitat, oltre che naturalmente a cruciali accordi internazionali.

La buona novella inizia in India, dove la ricerca di WCS unita allo sforzo conservazionistico cominciato 25 anni fa ha infine portato un aumento sostanziale delle tigri della zona occidentale della regione di Ghats, all’interno dello Stato di Karnataka. Oltre 600 individui sono stati finora identificati grazie alle fototrappole nella regione montuosa, oltre che nei parchi nazionali di Nagarahole e Bandipur. In questi ultimi, in particolare, si registra addirittura un “livello di saturazione” dei predatori poiché un surplus di tigrotti è stato individuato nelle foreste a nei corridoi biologici attigui.

La speranza, ora, è che gli animali si spostino andando a rimpolpare i territori di Bhadra e Kudremuk, che per anni sono stati un nervo scoperto in termini di incuria e bracconaggio spietato.

I conservazionisti di WCS hanno anche riportato un aumento delle tigri a Huai Kha Khaeng, un santuario per animali selvatici localizzato nelle foreste occidentali della Thailandia, dopo l’arresto, lo scorso anno, di un’intera squadra di bracconieri che da tempo funestava la zona.

I bracconieri sono stati condannati a 5 anni di carcere – una pena senz’altro esigua, ma comunque la più severa prevista nel Paese per le operazioni di caccia illegale. Dal loro arresto, peraltro, non si è verificato più alcun episodio di bracconaggio nella zona, né a danno delle tigri, né a danno degli elefanti. Ora, nell’area si contano oltre 50 esemplari.

Nel frattempo, il governo russo starebbe implementando una nuova legge finalizzata a rendere un reato penale il trasporto, la vendita e il possesso di animali in via di estinzione.

Per John Robinson della WCS, “questa legge colmerebbe un gap istituzionale che attualmente autorizza i bracconieri a difendere la loro posizione, sostenendo di aver trovato gli animali già morti”. Un “buco” che, di fatto, permette di sfuggire alle maglie della legge.

“La Russia sta facendo progressi aumentando anche le aree protette per le tigri, e includendo tra queste un nuovo corridoio biologico chiamato Central Ussuri Wildlife Refuge. Si tratta di un punto di unione tra la popolazione di tigri di Amur localizzata nel Sikhote-Aline, e l’habitat cinese della provincia di Heilongjiang sulle montagne di Wandashan”.

Incrociamo le zampe.

Foto: repertorio (fonte Cheetah100-Flickr).

© All4Animals - tutti i diritti riservati - la riproduzione di questi contenuti è soggetta all'autorizzazione dell'autore degli stessi.

I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Più info | Ok, Accetto!
Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com